Bugo: "Sanremo e il MI AMI per me sono uguali"

Dopo anni di underground, il cantante si appresta al ritorno a Sanremo (dove sará nostro inviato speciale!) dopo la lite con Morgan. Fiero di quel suo gesto "liberatorio e giusto", che per qualche strana alchimia ha consacrato tanti anni di passione e sacrifici. La nostra intervista
19/02/2021 11:40

Cristian Bugatti in arte Bugo torna a Sanremo 2021 col brano E invece sì. Ci torna da solo, per la prima volta, dopo l'anno in cui è stato consacrato tra i big della canzone italiana. Nell'ultimo anno le cose hanno iniziato ad andare velocemente in orbita per lui: prima il Festival del 2020, il duetto con Morgan che sappiamo tutti com'è andato a finire, poi l'album, il successo del singolo Mi manca in duetto con Ermal Meta, e ora ancora Sanremo. "Sono fortunato che ho la possibilità di fare il Festival, c'è tanta gente che sta peggio di me", mi dice. "I piccoli stanno soffrendo tantissimo, se avessi adesso vent'anni e avessi voglia di buttarmi nella mischia ci starei male. Come tutti non vedo l'ora che questa cosa finisca per tornare a suonare dal vivo".

Un mantra che ci ripetiamo un po' tutti, ogni giorno. Gli dico che un Sanremo così travagliato come quello di quest'anno, rischia di mettere in ombra l'evento storico dell'anno scorso, con l'attacco di Morgan e l'abbandono del palco. C'è già un contagiato tra i concorrenti, un membro degli Extraliscio, e sono un po' tutti tesi.

"Il protocollo per noi cantanti è molto rigido, e pure giustamente, lì sennò diventa un macello", mi dice. La vivo che son contento che vado a cantare, abbiamo fatto le prove, l'orchestra ha applaudito. Sanremo sarebbe bello per incontrare gente, ma non si può fare. Non è una tragedia, quella sarebbe non suonare per 5 anni. La situazione è un po' noiosa, devo stare 5-6 giorni in camera, da solo, magari scrivero una canzone con la chitarra. Sto scrivendo tanto di questi tempi e spero che escano dei bei dischi, anche per la gente che è sempre a casa".

Non è detto però che i dischi vengano poi ascoltati, vista la necessità psicologica di musica di conforto che sembra totalizzare gli ascolti: "Sì ho letto anche articoli in merito, ed è pure capibile. Per questo dico che un giovane oggi dovrebbe caricarsi a molla per spaccare tutto quando questa cosa sarà finita. Mi piacerebbe arrivasse il messaggio che i ragazzi non devono mollare, perché questo periodo ci sta mettendo a dura prova: nessuno ci aiuta, i lavoratori sono messi pure peggio perché io posso fare musica in tv ma non avrò il mio fonico, che è a casa senza lavorare. È veramente complesso".

Parliamo della canzone, E invece sì. Non l'abbiamo ancora ascoltata e Bugo, negli anni, ci ha abituato a essere tutto il contrario di tutto, quindi potrebbe portare un pezzo rock, pop, alternativo, sperimentale, lo-fi, sintetico... "Beh, com'è il mio pezzo? È il più figo di tutti, e non ho neanche sentito gli altri! Quando faccio le cose mi piace creare una competizione sana. È una canzone classica, molto orchestrale, volevo differenziarmi dalla mia produzione, suona molto epica. Cito Cristiano Ronaldo, Celentano, i Beatles. Sono molto contento, ho un pezzo sanremese nel senso migliore del termine".

E ancora: "Io tuttora mi reputo un personaggio non sanremese, ma tutte le canzoni che mi piacciono del Festival sono quelle che hanno un taglio che rimane nella storia, e che a loro modo sono più sanremesi delle altre. Vasco, per esempio. Non mi sono mai trovato a mio agio con la mentalità alternativa di chi schifava Sanremo. Non è la priorità della mia vita, ma da quando faccio il musicista e mi chiedono del Festival, ho sempre risposto 'certo che ci vado, c'è andato Vasco, ci voglio andare anch'io!'. Non sono mai stato snob su Sanremo, molti della scena alternativa che tu conosci bene invece sì".

Mahmood ha detto che quest'anno Sanremo sembra il MI AMI, per riallacciarci al discorso di prima. Vedo un po' che ne pensa: "È difficile dare un giudizio sulle scelte di Amadeus, lui ha il suo gusto, ma anche questa cosa del pubblico che critica perché non conosce La rappresentante di lista (per dire un nome): ma andate a cagare! Quando Battisti ha fatto il primo Sanremo, chi cazzo lo conosceva? Era un nome ma mica un mega big, così come Celentano, lo conoscevano solo i giovanissimi. Sono contento che ci siano nomi nuovi, poi non tutti li ascolto ma quello è gusto personale". 

Continua: "Nella mia cartella stampa non ho mai usato la parola indie, però a volte leggo 'Bugo il padre dell'indie'. Ma che cazzo dite, mica sono così vecchio, al limite posso essere lo zio! Tornando seri, la musica è musica, c'è tanta musica alternativa che fa cagare così come c'è tanta musica mainstream che fa cagare. Non esiste una roba che è bella solo perché è indie".  

Parlando un po' del Bugo delle origini, gli faccio notare che ne ho visto un po' nel video Quando impazzirò, per tutti gli stacchi in cui lui sona il pezzo nella casa vuota: "Eh da quel punto di vista potrebbe essere un Casalingo 2020. Mi è venuta questa idea di fare un video lungo, volevo dare al pubblico qualcosa di nuovo dopo i video di Sincero e Mi manca che mi hanno portato una popolarità immensa. Abbiamo pensato alla gente in pandemia ed è venuta fuori l'idea della persona chiusa in casa, che dà anche di matto. Più che eccentrico è un video empatico. Merito anche del regista che ha fatto una fotografia splendida".

Dai, ci ho girato intorno un bel po', è tempo di fare la domanda che tutti si aspettano, ora che è passato un anno e che il video dell'uscita di scena di Bugo a Sanremo 2020 è stato quello più visto di tutti i tempi della Rai, che effetto fa a uno dei protagonisti di un evento di cultura pop così rilevante: "Sono orgoglioso di me stesso e la gente se n'è accorta, perché sono stato inondato di un affetto che non riesco neanche a descrivere da parte della gente. Alcuni addetti ai lavori hanno un pizzico di malizia in più, pensano che sia costruito, finto, ma per me contano i miei fan e la gente. Ho compiuto un gesto di difesa e l'ho fatto nel modo più figo del mondo, andandomene via con calma. Qualcuno ha scritto 'Bugo è scappato', ma uno che scappa corre. Io ero un misto di tranquillità e determinazione, mi sono detto 'È finita, levo i tacchi'. Ne vado fiero e la rifarei uguale".

"Il covid ha amplificato quella cosa", continua Bugo. "Sarebbe entrata nella storia comunque ma con la pandemia che è successa dopo è stata esplosiva. Io ho costruito la mia carriera con una forza interiore che mi ha permesso di superare momenti in cui ero meno in vista, come quando ero in India o quando ho interrotto. Negli anni '10 il mio nome in ambito alternativo è stato un po' messo da parte, ma la mia fortuna e la mia forza è la deteminazione. Sapevo che prima o poi sarei arrivato al grande pubblico e ci sono arrivato con un gesto di liberazione. Ho fatto vedere a tutti com'ero. Quando facevo le prime interviste per Sanremo 2020, peraltro da solo perché quello là non veniva mai, dicevo sempre 'Io sono qua perché voglio lasciare il segno', e poi l'ho lasciato veramente. Io voglio dare ancora tanto e arriverò ancora di più, ci sto lavorando".

E ancora: "Quello è stato un passaggio, che è diventato epocale ma per me è stato molto naturale. Il giorno dopo eran tutti agitati, la Rai, l'ufficio stampa, io invece no. Ero del tutto in buona fede e non avevo niente da rimproverarmi. Avessi avuto un altro carattere forse avrei reagito come un coglione e la gente l'avrebbe capito, adesso non staremmo parlando di me e non sarei magari neanche al prossimo Festival. I più giovani spesso mi chiedono 'Come hai fatto a rimanere calmo?', ma io stavo facendo il mio mestiere, tutto passava in secondo piano. Qualunque sia il tuo lavoro devi avere la forza di credere in quello che fai, e quando arriva la tempesta devi essere pronto, perché finché c'è il sole va bene a tutti, ma il sole non c'è sempre nella vita. In quel momento la tempesta è stata così enorme che la mia calma mi ha permesso di amplificarla ancora di più".

Ascolto rapito e mi segno queste perle di saggezza, perché nel momento che stiamo vivendo servono di sicuro: "Ovviamente so benissimo tutti i meme che sono legati al mio nome, ma quello fa parte del gioco. Anche a Draghi fanno i meme, è il prezzo da pagare quando diventi famoso". Nomino Morgan, per curiosità, per sentire se c'è stato nel tempo un riavvicinamento di qualche tipo ma Bugo mi gela: "No. A questa domanda non ti rispondo, sono in silenzio stampa dall'8 febbraio 2020, è stata una cosa talmente grossa che non voglio parlarne più. Il mio silenzio è già una risposta".

Parliamo di futuro, di dischi in arrivo: "Ho scritto un sacco di canzoni nuove ma chissà quando verranno pubblicate. C'è crisi l'ho scritta nel 2005 ma poi è uscita tre anni dopo. Creare mi tiene vivo, mi diverte, mi fa passare il tempo in questo periodo di chiusura. Mi ritengo fortunato".

 

Finiamo a parlare di Sanremo senza il pubblico: "Ci sono un sacco di opinioni in giro, ma di tutte le considerazioni che facciamo noi, al protocollo sanitario nazionale non gliene frega niente, ed è pure giusto. È un giochino che ci facciamo tra di noi, la realtà è che il covid è qualcosa di enorme e va contenuto. È chiaro che avrei preferito ci fosse stato il pubblico, ma non è una cosa su cui abbiamo scelta. Per assurdo ti direi: hanno rimandato le Olimpiadi di Tokyo, gli Europei di calcio, anche Sanremo avrebbe potuto essere rimandasto, ma va fatto anche per far lavorare le tante persone della Rai. Che smuova di nuovo il mercato, non saprei. Dopo il Festival la gente non andrà ai concerti e neanche i dischi verranno venduti in più. Si fa perché è un programma televisivo, per sopravvivere, per tenere la gente viva. Poi far troppi discorsi su giusto o sbagliato ha anche poco senso, la sanità controlla tutto, che a me o a te piaccia in un altro modo, vale poco. Loro fanno il loro lavoro, che è riassunto con 'il covid non deve girare'.

"Noi staremo in camera come reclusi, facendo le interviste al telefono, mangiando in camera, fortuna che io ho una chitarra e ho chiesto la camera con Sky almeno guardo due partite se no divento pazzo!". A proposito di pazzia, Bugo sarà una specie di inviato speciale dal Festival di Sanremo per Rockit, quindi vi conviene fare un giro da queste parti durante quei giorni, per  scoprire qualche dietro le quinte direttamente da uno dei suoi protagonisti più attesi.

"Vi mostrerò la mia camera da letto! Ci divertiremo, nonostante sia un Sanremo controllatissimo e blindato. Sono carico, ma per me andare sul palco di Sanremo o del MI AMI è uguale, vado sul palco per cantare la mia cazzo di canzone. Non ho ansia né riti, poi canto dal vivo. Mi agito di più quando devo fare il playback, poche volte mi è toccato per fortuna. È un misto di adrenalina e determinazione. L'anno scorso ho visto gente diventare bianca prima di salire sul palco, mi veniva da dire 'Minchia, stai tranquillo, mica muore nessuno se stoni due note!'. Se guardi l'esibizione di Battisti del '69, è bella proprio perché ci sono alcuni errori. Non vedo l'ora di farvi sentire la canzone, conta solo questo".

 

 

 

 

 

 

 

 

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L'articolo Bugo: "Sanremo e il MI AMI per me sono uguali" di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 19/02/2021 11:40

Tag: Sanremo2021

Pagine: Bugo

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