Bunker H, letteralmente underground

Era un rifugio antiaereo durante la Seconda guerra mondiale, oggi è uno dei luoghi vitali per la cultura a Bolzano. Il racconto di un posto pazzesco che racchiude storia e geologia, musica e arte. E che potrebbe fare da sfondo al tuo prossimo videoclip

12/01/2022 - 16:30 Scritto da Claudia Mazziotta

Un labirinto sotterraneo di 7000mq corre nelle viscere del Guncina, nella zona di Gries, borgo medievale inglobato nel comune di Bolzano durante il ventennio fascista: si chiama Bunker H, lo hanno scavato i soldati tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, e oggi è un posto fighissimo preso in gestione dalle ragazze e dai ragazzi di Cooperativa Talia.

Un gruppo di otto persone ­– il presidente Gino Bombonato e i soci Martino Bombonato, Manuel Unterkofler, Ginevra Dusini, Daniel Von Johnston, Irene Lombardi, Sebastiano La Sala, Davide Del Prete ­– che crea e organizza eventi culturali sia in regione, in Alto Adige, che fuori.

Attualmente, la Cooperativa Talia (che prende il nome dalla musa della commedia greca) è impegnata in un progetto: Bunker Clip, un contest di video musicali che coinvolge videomaker, band e artisti nella realizzazione di un videoclip nella cornice unica del Bunker H (il primo bando, dedicato ai musicisti, parte il 14 gennaio e si conclude il 23. Tutte le info per partecipare sulla pagina IG di @bunkerclip e in fondo a questo articolo. In palio un premio di 2500 euro).

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Bunker H - Cooperativa Talia

Siamo in via Fago 14, non lontano dal centro storico di Bolzano. Il Bunker H è un posto incredibile, basta guardare le foto e immaginare di ritrovarcisi dentro, tra stalattiti, stalagmiti, rocce laviche, coralli di grotta, cascate calcaree, specchi d'acqua dove sguazzano le anguille. Un luogo pieno di fascino che racchiude storia e geologia, vulcanologia e arte, reso vivibile e visitabile a partire dal 2013 grazie all'opera della Cooperativa, che in quell'anno fa richiesta al demanio per poter prendere in gestione il bunker.

"In Alto Adige la parola 'bunker' è ben nota e crea poco stupore. Classificati come 'bunker' contiamo più di 300 luoghi", spiega Martino Bombonato, motion e graphic designer 27enne bolzanino (che ora vive a Milano) ed è il vice presidente della Cooperativa Talia. "Il Bunker H, però, è diverso. Innanzitutto, grazie alla sua area di 7000mq, è considerato uno dei più grandi. Poi, è uno dei pochi che non è stato utilizzato come rifugio antiaereo dalla popolazione di Bolzano durante la guerra, bensì solo dai militari tedeschi. Che, dopo l'armistizio, hanno invaso la regione e hanno utilizzato il bunker come riparo dai bombardamenti alleati, ma anche come deposito di munizioni, viveri e beni razziati".

Martino Bombonato, vice presidente della Cooperativa Talia
Martino Bombonato, vice presidente della Cooperativa Talia

Sono stati i soldati tedeschi ad averlo scavato, dopo l’8 settembre 1943, a colpi di dinamite e piccone nella roccia compatta, tirando fuori il porfido di una montagna "piena". O meglio: "I soldati tedeschi hanno infilato la dinamite nella roccia (si vedono ancora i fori dei candelotti). Ma il lavoro duro, portare fuori le tonnellate di porfido sbriciolato, lo hanno fatto i prigionieri del lager di via Resia. Per sgomberare un metro cubo di materiale servivano 25 carriole. Se si fanno due calcoli, un lavoro durato almeno sei mesi, h24".

"Dopo la fine della guerra", racconta Martino, "sappiamo che il bunker è stato riutilizzato negli anni '60 probabilmente come magazzino, per poi essere abbandonato e dimenticato come la maggior parte dei rifugi antiaereo che abbiamo in provincia. Quando l’abbiamo preso in gestione era in condizioni disastrose, distrutto e in degrado. Essendo un luogo aperto, negli anni sono entrate tantissime persone: da chi voleva semplicemente trovare una sfida di coraggio a chi lo utilizzava per riti, chi come deposito, eccetera".

Il grande lavoro svolto dalla Cooperativa Talia è stato rendere vivibile e visitabile il Bunker: "Negli ultimi anni sono state fatte tante modifiche, o meglio, tanto ordine. Il prossimo passo sarà mettere un impianto elettrico", promette Martino. E chissà cosa ne uscirà fuori, se serate pazzesche di musica techno, un rave sotterraneo o un'opera sperimentale, tra installazioni e luci psichedeliche che confondono il buio. Noi ci saremo, speriamo.

Martino e gli altri soci della Cooperativa si sono occupati per diversi anni di realizzare sul territorio (e al di fuori del Bunkermostre, principalmente di arte incisoria. Oltre a delle bellissime esposizioni di opere originali di Albrecht Dürer, realizzate in più spazi all'interno della provincia: "Avevamo anche portato una mostra di 80 opere all'ultima Expo a Milano", ricorda.

Con il Bunker H l’obiettivo è stato sin dall'inizio quello di prendere in mano un luogo che ormai aveva raggiunto il suo scopo e ridargli una vita: "Abbiamo iniziato semplicemente organizzando visite guidate per raccontare la storia del luogo, di Bolzano e della guerra", racconta Martino. "Purtroppo, spesso a scuola si studia molto frettolosamente la Seconda guerra mondiale e, per quanto riguarda il nostro territorio, non ci si sofferma mai sul fatto che la guerra sia passata anche qui. Data la natura bilingue dell'Alto Adige, il tutto ha avuto delle conseguenze anomale", dice. E il Bunker è un pretesto per riflettere e ricordare.

Dopo alcuni anni di visite e racconti nel Bunker, i ragazzi e le ragazze di Talia hanno iniziato a creare eventi, spettacoli di teatro, concerti e mostre in questo luogo straordinario che, nonostante la sua storia drammatica, è molto versatile per organizzare qualsiasi tipo di evento, soprattutto culturale. L’ultimo, è stato il Bunker Walls: "Quando abbiamo invitato, per due edizioni di fila, 20 artisti del mondo della street art e assegnato ad ognuno una stanza da dipingere".

video frame placeholder

Si tratta di semplici pareti di cemento realizzate negli anni ’60, gli unici elementi non originali e non naturali di questo teatro (letteralmente) underground: "L’evento si è concluso con una bellissima mostra permanente piena di colori e di stili, quasi in contrasto con il silenzio e il buio del Bunker", spiega Martino. Che, a proposito dell’atmosfera che si respira tra le gallerie e sotto le stalattiti di questa perla nascosta sotto le montagne, dice: "È un ambiente unico, quello che si prova è soggettivo. A tanti trasmette tranquillità, ad altri timore e inquietudine. Semplicemente, provate a immaginare una grotta buia e fredda, ma che allo stesso tempo conoscete bene e sapete che non ci sono pericoli". Ecco, questo è il Bunker H.

"Il nostro target è ampio e vario", ci tiene a precisare Martino: "Tra Bunker Wine (degustazione di vini), Gli artigiani nel Bunker e Bunker Unplugged (serie di concerti in acustico di giovani artisti) siamo sempre riusciti ad avere un pubblico eterogeneo, dai bambini agli anziani". Anche se, a livello locale, spesso si fa fatica a farsi conoscere: "Ancora tante persone non sanno della sua esistenza. Poi, però, ci sono capitate occasioni particolari al di fuori della città di Bolzano, come ad esempio l’aver ospitato una troupe cinematografica americana per le riprese di Siberia, un film del regista Abel Ferrara, con protagonista il grande Willem Dafoe", racconta il designer.

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In corso, c’è il progetto Bunker Clip: un contest di video musicali che coinvolge, attraverso un bando nazionale, band/solisti e videomaker. Dopo le iscrizioni e una selezione, passeranno alla fase di realizzazione cinque gruppi, che avranno a disposizione il Bunker come location principale del videoclip musicale e che gareggeranno per il premio finale di 2500 euro.

Per partecipare è molto semplice. Dal 14 al 23 gennaio sarà aperto il bando per i musicisti: dovranno inviare un loro brano già registrato e una piccola quota di 25 euro a persona. Dopodiché, verranno selezionati da una giuria esterna 10 di questi, annunciati il 28 gennaio. Dal 1 al 13 febbraio si apre il bando per i videomaker: gruppi di ragazzi da 1 a 10 persone avranno accesso ai 10 brani selezionati per proporre la propria idea di video.

Undreground,iIl Bunker H
Undreground,iIl Bunker H

Dopo un’attenta selezione, il 18 febbraio verranno annunciati i 5 team di musicisti e videomaker selezionati. Partirà, così, la fase di realizzazione: una settimana di preparazione ed eventuali riprese esterne autonome, due giorni nel Bunker per le riprese e una settimana per montare. Infine, la serata finale, con la proiezione e la proclamazione del vincitore (in palio 2500 euro e diversi benefit per i team di videomaker che riusciranno a passare la fase di selezione). Tutto il regolamento sulla pagina IG @bunkerclip.

Quando non apre per manifestazioni particolari, il Bunker H si può visitare su prenotazione ai numeri 3391003619, 3427462625 o via mail a taliacoop@alice.it - via Alto Adige

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L'articolo Bunker H, letteralmente underground di Claudia Mazziotta è apparso su Rockit.it il 2022-01-12 16:30:00

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