Byenow, addio dannato 2020

Insieme al duo folk piemontese (autore del disco omonimo), ripercorriamo track by track il passaggio e l’uscita da un momento difficile: dieci canzoni per raccogliere i pezzi e ricomporli, fare piani e sperare nel futuro, al tramonto di quest’anno strano e tremendo
23/12/2020 13:15

Byenow è un disco sulla perdita e sui nuovi inizi, sulla natura e sulla contaminazione. La colonna sonora perfetta per questo periodo dell’anno, che incoraggia sempre a salutare il passato e a sperare nel futuro. Specie in questo 2020: "L’album è nato in un momento abbastanza scuro (e credo si senta), ma racconta anche il passaggio e l’uscita da quel momento. Tutto questo con il bosco, il fiume, la provincia, tanti spazi aperti intorno", spiega Andrea Dellapiana, metà del duo folk-acustico omonimo all’album.

TRACKLIST

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Un disco che io ho ascoltato per la prima volta mentre ero in treno. Quando, appena oltre il finestrino, mentre sfrecciava indietro il mondo esterno mangiato dalla velocità, dentro provavo la sensazione – tipica di quando si è in viaggio – di avere tutta la vita in pugno. E di dover aspettare solo di arrivare a destinazione per liberare la mano e cominciare ­("stavolta") a fare sul serio, ad essere da quel momento in poi concreta, risolutiva. Byenow ce l’avevo in cuffia e alimentava la voglia di chiudere con il passato e tuffarsi nel futuro, sulla spinta dei buoni propositi.

A cambiare, a migliorarsi, e a ricominciare: proprio questo comunicano le dieci tracce del duo chitarra acustica, voci, batterie e tastiere, formato da Andrea Dellapiana e Nicholas Remondino, due amici dalla provincia di Cuneo che sperimentano folk e cantautorato con arrangiamenti art-pop, manipolazioni elettroniche e improvvisazione.

I Byenow - foto di Matteo MalvicinoI Byenow - foto di Matteo Malvicino

I due di sono conosciuti a una festa a Pasquetta, ormai quasi dieci anni fa: "Nicholas suonava con un suo gruppo e ricordo che, prima di iniziare il live, avevamo parlato per un bel po’ di musica e ci eravamo trovati super bene", ricorda Andrea, e continua: "Il giorno prima qualcuno gli aveva appena regalato una percussione nuova e io, mentre quel giorno provavo a suonarla, gliel’avevo rotta, appena prima che cominciasse il concerto. Non l’aveva presa molto bene. Però siamo comunque diventati amici", sorride.

Mentre Nicholas suonava già con i Tweeedo e gli Otonn, in quel periodo Andrea faceva musica senza dire niente a nessuno, da solo in camera. Poi, a luglio del 2016, i due decidono di provare a suonare insieme, nella saletta prove dei Fuh, un gruppo di amici storico delle loro zone: "Lì, agitatissimo, ho fatto ascoltare a Nicholas Window, la prima canzone del disco. Era la prima volta che suonavo davanti a qualcuno", racconta Andrea, e continua: "Se dopo quattro anni siamo ancora qui, direi che è andata abbastanza bene".

I Byenow - Foto di Matteo VeronaI Byenow - Foto di Matteo Verona

Byenow esce l'8 maggio 2020 per Out Stack Records e Fooltribe Concerti E Dischi, poco dopo la partecipazione alla compilation del collettivo 2004 Sgrang per raccogliere fondi per l’emergenza Covid, insieme a Generic Animal, M¥SS Keta, Palazzi D’Oriente, La Niña e Yakamoto Kotzuga e altri artisti.

Alla Vigilia di domani 24 dicembre 2020, uscirà un ep di Natale, ma solo su Bandcamp: "Perché ci va che sia così. Lo abbiamo scritto e registrato in questi ultimi due mesi di lockdown, a distanza. Avevamo fatto una cosa simile anche lo scorso anno ed è stata una cosa che ci ha divertiti molto, quindi abbiamo continuato la tradizione", dice Nicholas, e conclude: "Nel frattempo, abbiamo iniziato a lavorare al secondo disco a Milano, che coinvolgerà una persona che stimiamo tantissimo”. Ipotizzo Generic Animal (e non la butto a caso), ma si vedrà.

Prima, ripercorriamo traccia dopo traccia la storia di Byenow e scopriamo insieme ad Andrea e Nicholas i ricordi, i pensieri e alcuni particolari di questo album profondamente triste, ma che a un certo punto ritrova la serenità, riesce a fare ordine e a dire addio al passato, per riprendere il ritmo verso il futuro.

Window

Andrea: Questo è il primo pezzo che abbiamo arrangiato, ed è il primo a ogni concerto. Se qualcuno si chiedesse quale plug-in abbiamo usato per registrare l'inizio del brano, la risposta è: un bollitore per il the. C'è un video brevissimo su Youtube tratto dal film 24 Hour Party People (si intitola Boethius and his wheel), che racconta in pochi secondi tutto il disco.

Nicholas: Il pezzo mi fa venire in mente la copertina del disco. Per me Window è esattamente quel cielo lì.

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Stay Away

Andrea: È una canzone nata per caso, mentre eravamo in studio. Avevo fatto sentire l’inizio del pezzo a Manuel Volpe, che ha prodotto e registrato l’album, ma era solo una bozza di 40 secondi. Grazie a lui l'abbiamo finita e registrata, il tutto nell’arco di un pomeriggio. Ho scritto l'inizio del pezzo il giorno in cui è uscito Kindly Now di Keaton Henson, subito dopo averlo ascoltato.

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Float

Andrea: La prima canzone che ho scritto in assoluto, mille anni fa. Era una mattina d’agosto e stavo ascoltando Bryter Layter di Nick Drake. Scrivendola avevo in mente la "visione" di un’isoletta deserta, vista dall’alto, che gira e gira seguendo la terra, con il sole che la scalda.

Nicholas: I suoni sul finale mi danno proprio la stessa sensazione: qualcosa che gira lentamente e costantemente.

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Deny the Sun

Andrea: Il riff è lo stesso di Don, Aman degli Slint, solo che io l’ho suonato col capotasto al quinto tasto. È nata esattamente così come la sentite, del tutto improvvisata, parole e accordi. Ho acceso il registratore del telefono ed è uscito tutto. 

Nicholas: Buona parte della suggestione timbrica del pezzo si basa sul suono di un piatto tutto rotto e scassato. Un piatto stanco, come mi piace chiamarlo.

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I Byenow - foto di Matteo MalvicinoI Byenow - foto di Matteo Malvicino

Crackling Leaves

Andrea: Un parto di pezzo, a registrarlo! A un certo punto ho mandato tutti via dallo studio, perchè non mi riusciva come volevo. Che drama queen. Poi, alla fine, ce l'ho fatta, dai. Mi fa venire in mente un bosco in penombra. Una specie di capitolazione.

Nicholas: Abbiamo creato un "sottobosco" alla canzone, registrando delle scarpe sul parquet dello studio, le pagine di una guida telefonica e tanti piccoli oggetti ricorrenti anche in altri pezzi.

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Rooted

Andrea: Parla delle radici che si creano fra le persone e della tecnologia che le modifica. Ricordo che a un certo punto Nicholas non voleva più suonarla, poi l'abbiamo convinto e credo che abbiamo fatto bene.

Nicholas: Sì, ho avuto un rapporto complicato con questo pezzo. Ora va decisamente meglio.

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Playground

Andrea: Il pezzo era totalmente diverso quando siamo entrati in studio, ma mentre provavamo a registrarlo non ci funzionava più. Manuel ci ha detto: "Ma perchè non lo suonate alla Manafon?", che è uno dei nostri dischi preferiti, ma non ci eravamo mai spinti su quell'approccio. Grazie Manuel.

Nicholas: Ho sempre pensato che il nostro fosse un disco di canzoni ma un po' sfasciate. Questo pezzo riassume bene il concetto.

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I Byenow durante un concertoI Byenow durante un concerto

I Dont't Miss You at All

Andrea: Questo pezzo mi fa pensare al cielo quando c'è il temporale. Su questa e Playground ci suona anche Cop-Killin' Beat (Andrea Pisano). La nebbia spessa dei suoi nastri manipolati completa il pezzo come noi non avremmo saputo fare. È il climax emotivo del disco, e ai concerti diventa ancora più estrema. Da qui in avanti si scende, si esce.

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EYEsUN

Andrea: Si tratta dell'ultimo pezzo scritto per il disco, un paio di giorni prima di registrare. È una canzone serena, anche se non sembra. La fine di cui parlo nel testo è una liberazione. Mi fa venire in mente un campo pieno di neve, uno spazio enorme, vuoto.

Nicholas: Esistesse lo spartito, per me sarebbe un pezzo di sole pause. È il mio preferito, lascio fare tutto ad Andrea.

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I Byenow - foto scelta come cover per l'ep di Natale 2019I Byenow - foto scelta come cover per l'ep di Natale 2019

The Omnivore's Dilemma

Andrea: La canzone prende spunto da The Omnivore's Dilemma, un saggio di Michael Pollan che consiglio a tutti. È il pezzo più 'prodotto' del disco. Ricordo le ore passate a giocare con l'arrangiamento, le stratificazioni. Credo indichi la strada da cui partiranno i pezzi nuovi.

Nicholas: Era il giorno del nostro primo concerto e il pomeriggio stesso decisi che sulla coda strumentale avrei citato Anchor Song di Bjork. Rimase poi nell'arrangiamento, un po' meno nei live, perché spesso mi dimentico di portare la diamonica con la quale suono la parte. 

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L'articolo Byenow, addio dannato 2020 di Claudia Mazziotta è apparso su Rockit.it il 23/12/2020 13:15

Tag: track by track

Pagine: Byenow

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