DRM - Calamita - Cavriago (RE) Live report, 08/11/2003

14/01/2004 di



È evidente che sui palchi della musica rock il simbolo della Apple ha ormai soppiantato a livello iconografico le più tradizionali scritte ‘Marshall’ bianche su fondo nero. Ben due laptop compaiono in bella vista sulla console nelle mani di Marzio Aricò, artefice del ritmo e delle basi dei DRM, recente scoperta del panorama elettronico italiano. Formatosi a Pisa nel 2002, il gruppo ha fatto subito parlare di sé per le collaborazioni con To Rococo Rot e Retina.it ed è stato acclamato quale uno dei più promettenti esponenti italiani della cosiddetta Intelligent Dance Music (o della think techno, o della micro house, in questi casi i generi si sprecano).

L’idea che sta alla base di “Haiku”, il loro disco d’esordio, è quello di contaminare la musica elettronica da ballo con la canzone italiana, scegliendo in entrambi i casi le accezioni più originali. Il concerto parte in sordina con una serie di battiti discreti sui quali poi si sovrappone altrettanto discretamente il canto di Federico Madeddu, una voce armoniosa, perfettamente italiana nei testi e negli accenti che ricorda da vicino quelle di Tiromancino e Subsonica. Quindi sale la chitarra di Alessio Ghionzoli, ibernata durante la new-wave e rispolverata per l’occasione. Poi tutti e tre imbracciano una 6 corde e sul ritmo in costante pulsazione cominciano a intonare qualcosa che sta dalle parti del blues o del soul e ci si ritrova senza accorgersene alla fine della prima canzone di un concerto che promette faville.

In seguito succede però che il secondo pezzo ripete - seppur con minime variazioni - lo stesso cerimoniale, gli stessi beat, le stesse linee vocali, così come il resto dello spettacolo non fa che ripetere le stesse istanze, finendo in breve con lo stancare. Tanto valeva dilatare il primo brano per un’ora: forse avrebbe stancato lo stesso, ma almeno ci sarebbe stata la scusa dell’ambizione orchestrale/minimalista.

Così come si presentano a Cavriago, i DRM sembrano il classico gruppo commerciale che ha avuto una buona idea e non fa altro che ripeterla all’infinito nel tentativo di sfruttarla il più possibile, vendendo un singolo brano al prezzo di un album. Con buona pace della redazione di ‘Blow Up’ che ha eletto il loro “Haiku” disco del mese.



Formazione:
- Marzio Aricò: elettronica
- Alessio Ghionzoli: chitarra
- Federico Madeddu: voce, chitarra

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