I Camillas - I CAMILLAS E LA TECNOLOGIA: I Camillas e la tecnologia – impegno uno Rubrica

10/09/2009

(Le illustrazioni sono di Fabrizio La Scimmia)

A cadenza bimensile I Camillas ci parleranno di tecnologia, argomento che per troppo tempo è stato ignorato da Rockit. Saranno analizzate le macchine che migliorano l'intelligenza, il dramma dell'agire dell'uomo nel mondo, i sentimenti dei bulloni che si avvinghiano tra loro. Per la prima puntata, le basi: i manuali.

 



Buongiorno. I Camillas iniziano ad affrontare insieme a voi la tecnologia. Ecco il primo strumento che abbiamo fra le mani. Un manuale d'istruzioni. La rubrica quindi affronterà la tecnologia dal punto di vista dei manuali: cosa ci dicono? chi li scrive, dove abitano, chi li impagina? dove vanno i manuali quando stanno per morire? esistono manuali per gli animali? E manuali da leggere senza mani? Pensiamo non sia più il caso di vivere senza rispondere a queste domande ed ad altre. Affronto umano alla casualità dell'esistere, il manuale predispone all'incontro con l'oggetto, ne definisce le possibilità e i passettini necessari per evitare che l'approccio sia troppo drastico. Attento a non rompere quella linguetta. Vedi di avvitare bene quel bullone. Prima pigia qui e poi là. Se hai problemi, ricorda che puoi sempre resettare. Come avrai capito, può fare questo e quello, ma quell'altro no. Tutto questo lo fa il manuale.

Zagor Camillas non avrebbe mai pensato però che quella mattina di luglio, giusto 10 minuti dopo che Sandro l'aveva chiamato per fargli la proposta della rubrica sulla tecnologia e 3 minuti dopo che l'aveva detto a Ruben Camillas e pochi attimi prima che si soffermasse a guardare intensamente quella bicicletta muta che sta lì parcheggiata da almeno un mese o due, ecco, non avrebbe mai pensato che quella cosa infilata lì sotto il suo tergicristallo era un manuale per utilizzare un oggietto. L'oggietto è un oggetto inutile, tecnologicamente fallimentare. Però esso non lo sa ... esso continua a dire " io sono un oggetto! Io sono un oggetto!!", però noi, che lo sappiamo, facciamo di tutto per farlo notare ed allora lo scriviamo 'oggietto'. Però non glielo diciamo proprio in faccia, per un doppio ordine di problemi: uno, abbiamo paura di lui; due, non sappiamo dove abbia la faccia. E così Zagor dice a Ruben, tò, guarda un manuale per utilizzare un oggietto! E Ruben, sì ma parla piano...vediamo cosa c'è scritto....uuuuuuuu guarda qui! E Zagor infatti guarda lì.

Questo è un manuale pratico di ricerca di sé attraverso la dispersione nel mondo. Non è un manuale che dice la verità, non si pone questo problema. Non è un manuale che rivela cose nuove mai sentite. come altre cose, è fantasticamente fisso su di una ripetizione. Non è un manuale che ti dice cosa si sta ripetendo: qui troverai soltanto la stessa cosa che avviene una volta dopo l'altra, ottusa nel suo evitare di fermarsi, dolcissima nel suo avvicinarsi ed allontanarsi dalla tua pelle. Non è un manuale che insegna come provare piacere, perchè nel momento stesso in cui si da, all'interno di una storia che è luce e lampo e timore, in quel momento lì esaurisce tutte le sue energie e non ne trova più per i momenti che contano. Ed infatti spesso ha un fiatone inspiegabile.

Non è un manuale che puoi leggere correntemente, che puoi rigare di matita, che puoi imparare a memoria, che puoi sperare di ritrovare uguale ogni volta che lo riapri. Non è un manuale che ha rispetto di sè e ciò ti potrà essere d'aiuto. Non è un manuale che è stato scritto per consolare per coccolare per convincere per corteggiare per continuare per coprire per cominciare. Lo scopo non fa parte della sua esistenza e questo sia chiaro. Non è un manuale dignitoso.

Non è un manuale salmastro. Il sudore è salmastro. Il mare è salmastro.

L'approccio tecnologico alla propria condotta di vita ed alla proprie rappresentazioni del mondo è sempre complesso, disse Ruben a Zagor, che fece sì con testa, ma in maniera talmente esagerata che l'aria gli fischiò nelle orecchie.

Non è un manuale che prescrive condotte. Indica luoghi e limiti, altezze e discese, posture delle mani, prossemica del desiderio ridente, reclinìo del capo, modestia, autoignominia, franchezza impossibile e languidezza, soprattutto.

Non è un manuale sentimentale, non ti fornisce tracce per muoverti all'interno di te, nè spiegazioni confezionate. Non è un manuale trasandato, il suo spirito è una canna robusta che sale dignitosa e se ne sta lì, ad aspettare. Il suo spirito sono rami da appendersi. Non è un manuale che fornisce un aiuto particolare. Pone questioni che hai già affrontato mille volte e mille volte ancora senza venirne a capo. Non è un manuale che si arrende davanti alla certezza delle illusioni. Se le tiene tutte strette sulle ginocchia e le fa dondolare con amore. Non è un manuale che può reggersi sull'odio e sulla contrapposizione: sulla copertina, circondata da fiori di campo ed alcuni disegni, brilla una stellina dorata, circondata di profumi. Non è un manuale costoso. a patto che ci si accordi bene su cosa si metta a disposizione, fino a che punto si può arrivare.

Sulle nuvole, in alto, luccicavano macchinari impietosi, carne e metallo, ma dalle sfumature molto delicate, indolori. E pulsanti disposti su file irregolari. Zagor mangia verdure. Ruben verdure diverse.

Non è un manuale di ricette. Non è un manuale di bricolage dell'anima. Pretende di comporsi lasciando alla frammentazione dell'esistere la sua giusta e meritata dignità. Non puoi stenderti sui cocci delle migliaia di tazze da caffelatte che hai frantumato o dimenticato negli scaffali, non puoi stenderti senza aspettarti delle ferite. Non è un manuale che pretenda di unire ciò che è diviso. Insegna a contare coprire coccolare le ferite. Ha ben altri scopi che far tacere il dolore o dargli voce. Non è un manuale che ti possa accompagnare sempre e dovunque. Fiero della sua discontinuità, saprà darti l'aiuto che tu vorrai chiedergli e la sua forza sarà perfettamente coincidente con la misura della distanza a cui tu sarai in grado di porti dal mondo.

Verso il 10 di dicembre che sembrava nevicasse, poi no invece, Zagor spostava compactdisc in negozio e Ruben ciondolava sul pavimento in legno, umido. Dove l'hai messo quel manuale dell'oggietto che avevamo trovato st'estate? ...Boh...



 

Commenti (5)

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  • ruben camillas 10/09/2009 ore 23:21 @rubenc

    il ragazzone verde della prima illustrazione
    mi inquieta...ebbravo Fabrizio
    che nell'incastro forzuto dei colori
    -novello formalista!-
    ci dici quello che le parole
    non possono dire.
    grazie!

    r

  • RadioAzioni 13/09/2009 ore 23:02 @radioazioni

    Grazie di cuore ai Camillas.
    La lettura di questo articolo mi ha illuminato!
    Dopo oltre 10 anni sono andato a rispolverare il manuale della mia vecchia tastiera Roland ed ho scoperto che la suono al 10% delle sue potenzialità..
    da tre giorni miscelo suoni, cambio parametri, reimposto vibrati..
    insomma, mi avete rovinato la vita!
    Grazie a rockit e complimenti ai Camillas, per la musica e gli articoli di costume.
    :)

  • onga 16/09/2009 ore 23:43 @onga

    fratelli Camillas, la rubrica è illuminante quanto una softone da 60W, lo percepisco quando spengo la luce e la schermata della vostra rubrica illumina la mia stanza, in modo che io possa leggere il mio manuale. quello mio si, quello là.

  • fabriziolascimmia 17/09/2009 ore 00:33 @fabriziolascimmia

    :)

  • Giulio Pons 17/09/2009 ore 22:51 @pons

    o mio dio! m'hanno rubato la macchina fotografica! per fortuna ho ancora il manuale.

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