CCCP Fedeli alla linea - CANZONETTE: Emilia Paranoica, un'emozione indefinibile Rubrica

04/04/2006 di

"Un freddo più pungente / accordi secchi e tesi / segnalano il tuo ingresso / nella mia memoria // consumami distruggimi è un po' che non mi annoio / aspetto un'emozione sempre più indefinibile / teatri vuoti e inutili potrebbero affollarsi / se tu ti proponessi di recitare te / Emilia Paranoica // brucia Tiro, Sidone il roipnol fa un casino / se mescolato all'alcool / bombardieri su Beirut / due tre quattro plegine / chiedi a settantasette se non sai come si fa / Emilia Paranoica // posso essere uno stupido felice / un prepolitico un tossicomane / quello che se ne va nelle storie d'amore / camminare leggero soddisfatto di me / da Reggio a Parma, da Parma a Reggio, / a Modena, a Carpi, a Carpi al Tuwat // Emilia di notti dissolversi stupide / sparire una ad una impotenti / in un posto nuovo dell'ARCI / Emilia di notti agitate per salvare la vita / Emilia di notti tranquille / in cui seduzione è dormire / Emilia di notti ricordo / senza che torni la felicità / Emilia di notti d'attesa di non so più / quale amor mio che non muore / e non sei tu e non sei tu / Emilia Paranoica // aspetto un'emozione sempre più indefinibile." (Emilia Paranoica, CCCP)



In chiusura del loro primo album i CCCP inseriscono questo brano di oltre sette minuti, una sorta di suite in stile punk che riassume l'essenza della loro arte fino a quel punto. Anche Giovanni Lindo Ferretti, l'autore di tutte le liriche e forse il primo in Italia a piegare l'italiano alle esigenze armoniche e ritmiche della musica rock trova in "Emilia Paranoica" l'apice del suo alter-ego oltraggioso ed eversivo. I suoi primi testi hanno infatti un fascino particolare che deriva da un taglia e cuci straordinariamente evocativo nel quale si mescolano in modo disinvolto citazioni colte, slogan pubblicitari, stereotipi abusati e immagini poetiche: un improbabile incrocio tra Franco Battiato e John Lyndon che, contrariamente alle previsioni, funziona alla grande.

In "Emilia Paranoica", Ferretti riesce a fare qualcosa in più, componendo un poema moderno nel quale si azzerano le distanze che separano la provincia dalla simbologia classica delle metropoli. Se Lou Reed ha composto odi in onore dei marciapiedi di Manhattan, se i Guns'n'Roses hanno dipinto a tinte fosche le traverse di Hollywood Boulevard, se i Sex Pistols hanno echeggiato la rabbia delle rive del Tamigi, i CCCP cantano la via Emilia e, molto più importante, lo fanno senza soggezione alcuna. Guardando a testa alta tutti i santoni del rock Ferretti afferma quello che tutti hanno sempre pensato, ma che nessuno è mai riuscito a dire così bene: sulla via Emilia, "da Parma a Reggio a Modena a Carpi", i giovani hanno gli stessi problemi e le stesse frustrazioni dei loro coetanei in tutto il mondo.

Certo, i modi per esprimere questo disagio esistenziale sono diversi: gli psicofarmaci prendono il posto dell'eroina, le carraie sostituiscono i vicoli oscuri, i circoli Arci fanno da contraltare ai whisky bar, ecc. Identico è il popolo di sbandati annoiati che vagano come zombi senza speranza nella notte, oppressi da una noia monumentale e impotenti di fronte alle tragedie che accadono nel mondo rimbalzando nelle case attraverso i televisori ("bombardieri su Beirut"). E' il sentimento abulico che più di tutti caratterizza il periodo new-wave, quello che trova la sua essenza nello storico slogan "no future". Per sentenziare la diagnosi della propria generazione, Ferretti se ne inventa uno altrettanto folgorante: "Aspetto un'emozione sempre più indefinibile".



 

Commenti (5)

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  • Tubinga 05/05/2011 ore 17:13 @tubinga

    aspetto un'emozione sempre più indefinibile !!!!!!!!!!!!!!!!! :?

  • PicPus 06/05/2011 ore 18:26 @picpus

    capolavoro! questa è storia.

  • Tubinga 09/05/2011 ore 17:17 @tubinga

    :)

  • gruselkabinett 07/03/2013 ore 11:08 @gruselkabinett

    Forse volevi scrivere John Lydon, perché di Lyndon conosco solo Barry, quello di Kubrik.

  • Iperacusia 12/09/2015 ore 11:22 @manolo.magnabosco.9

    Contrariamente a quanto si tende a credere, è un falso storico (comprensibile, essendo cantante e portavoce ufficiale del gruppo), che Giovanni sia l'autore di tutte le liriche. Di fatto, il monopolio assoluto della stesura lo detiene da Canzoni preghiere danze in poi. Buona parte delle canzoni fino a Socialismo e barbarie incluso sono state scritte da Massimo o in tandem con lui. Emilia paranoica è, appunto, di Massimo Zamboni.

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