Donatella Rettore - CANZONETTE: Splendeva splendido splendente... Rubrica

08/09/2006 di Jack Nessuno

(Donatella Rettore dal vivo - Foto da internet)

"Splendido splendente / lo ha scritto anche il giornale / io ci credo ciecamente // Anestetico d'effetto / e avrai una faccia nuova / grazie a un bisturi perfetto // Invitante / tagliente / splendido splendente // Splendido splendente / costa poco e finalmente / io sorrido eternamente // Amo un camice innocente / si avvicina sorridente / è padrone già si sente // Perdo i sensi lentamente / come tra le braccia di un amante / splendido splendente // Sono splendida splendente / io mi amo finalmente / ho una pelle trasparente / come un uovo di serpente // Come sono si vedrà / uomo o donna senza età / senza sesso crescerà / per la vita una splendente vanità // Splendido splendente / come sono affascinante / faccio cerchi con la mente // Mi distinguo fra la gente / tutto relativamente / grazie a un bisturi tagliente // invitante, splendente / splendido splendente." (Splendido Splendente, da "Brivido Divino" - 1979 - di Donatella Rettore)



 

Di questo famoso successo dei primi anni '80 mi è rimasto il ricordo vivido di quando lo ascoltai per la prima volta. Era una domenica uggiosa, avvolta in una pioggia-misto-nebbia come solo l'autunno lombardo sa regalare ai suoi abitanti. Avevo pochi anni e mi ero sistemato, le tapparelle serrate, in camera dei miei genitori ad ascoltare la radio e leggere un giornalino a fumetti. Doveva essere una delle prime volte che trasmettevano questo pezzo e io rimasi immediatamente folgorato, oltre che dalla frizzante melodia, dal suo testo che, alle mie orecchie, appariva tanto astruso quanto affascinante. Non avevo idea di cosa fosse un "bisturi" o un "anestetico" (beata ingenuità), eppure quel significato passò ugualmente attraverso le proprietà evocative della lingua la quale, come ben sanno i poeti, è perfettamente in grado di veicolare sensazioni anche a puro livello di significante.

"Splendido Splendente" è una di quelle canzonette pop che a me piace definire "belle senz'anima", brani radiofonici dal valore artistico nullo, forti solamente di un ritornello orecchiabile e classificabili in un girone tra la spazzatura e il ceto medio. Eppure sono proprio questi motivetti che, se li senti la mattina, ti ritrovi a cantarli per tutta la giornata. Più o meno come una modella che ti soffermi a guardare, ma che non sposeresti mai. La Rettore eleva questa futilità a sistema e ci costruisce sopra un viaggio che assurge a significato della canzone stessa. Se davvero in questo mondo "tutto è vanità" allora viva la bellezza e la chirurgia plastica.

Fra le rime ottundenti emergono altri aspetti collaterali che rimandano alla inconfondibile malizia della Rettore, ad es. visioni allucinate ("un uovo di serpente"), accenni sado-maso (il "bisturi tagliente") e doppi sensi a sfondo sessuale ("si avvicina sorridente"). A catalizzare il tutto è quel titolo anomalo che unisce un aggettivo sostantivato ad un participio in funzione di aggettivo. A chi si riferisce? Non è dato sapere. Non esistono azioni, ideali o messaggi, ciò che veramente importa è lo splendore, la luce, la bellezza o, per meglio dire, il bello fine a sé stesso. Che sia plastificato o diamantino, reale o immaginario, non importa. L'importante è che sia splendido splendente. Come ebbe a dire Shakespeare: "Beauty itself doth of itself persuade the eyes of men without an orator". E così sia.

 



 

Tag: canzonette

Commenti (1)

  • Pietro Del Toso 16/11/2014 ore 18:52 @pietroamadio.deltoso

    Ciao, che non si tratti di musica dell'altezza dei compositori veneti, Albinoni, Vivaldi, A.Marcello e di chi ha imparato e superato questi, J.S.Bach, è evidente, ma se è così allora del 99% della musica odierna (non l'astratta d'orchestra) si può dire lo stesso e credo che in questo modo ci si chiude ad una domanda spontanea. Perché allora ti "entra nella mente così prepotentemente"?
    Non condivido il modo di "contestare" con la musica alcune palesi contraddizioni della cultura occidentale di Antonella Rettore (tanto più che lei stessa ha ammesso di aver sbagliato cercando "soluzioni di bellezza"), ma se si analizzano i brani che in quel periodo diventano molto popolari ci si accorge che vi appaiono alcune costanti nella struttura musicale che se espresse senza un linguaggio volgare e violento, come accade il più delle volte, di per se qualche valore ce l'avrebbero.
    Ciao Pietro

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