Carlo Zannetti, una vita passata in musica

Collaboratore di artisti come Bobby Solo, Jimmy Fontana e tanti altri, amico di Sinèad O'Connor, il chitarrista Carlo Zannetti è una figura di spicco della musica degli ultimi decenni. In occasione del suo compleanno facciamo un punto sulla sua carriera

Carlo Zannetti
Carlo Zannetti

Il 10 marzo Carlo Zannetti, chitarrista, autore e scrittore, ha compiuto 64 anni, e anche per lui come tanti, il compleanno è un’occasione per fare delle riflessioni sull’anno passato, e di quello che sarà il futuro. Carlo è una figura storica della musica sia italiana che internazionale, ha collaborato e collabora ancora con grandi artisti italiani ed internazionali, ed è sempre interessante sentirlo, sia per la sua esperienza che sensibilità, per la musica ed il mondo.

Carlo, è l’anno dei 64…

Si, è una bella tappa. Nella mia vita ho incontrato artisti straordinari che hanno saputo, con grande sensibilità e modi eleganti, valorizzare i miei pregi e minimizzare i miei difetti. Per questo ogni giorno ringrazio la mia amica Nuccia, che nel lontano 1994 si accorse subito della mia marcata sensibilità e della mia predisposizione alla musica ed alla scrittura. È stata una delle poche persone ad aiutarmi molto, anzi moltissimo. Poi non posso non ringraziare mia moglie, il mio vero maestro di vita Levon Helm, la compianta Sinèad O'Connor, il mio fraterno amico Bobby Solo, Jimmy Fontana, George Aaron, Anita Campagnolo e il discografico Giuseppe Aleo. Sono tutti artisti, e in primis persone, che mi hanno dato tanto nella vita.

Una vita passata a lavorare con la musica: come è andata?

È vero, è una vita che lavoro in questo mondo. Lavorando con la musica mi sono reso conto che il mondo dell'arte è un mondo meraviglioso, che corre parallelo al vero mondo, e che riesce nel bene e nel male a rendere più sopportabili le gravi difficoltà della vita reale. Sebbene la più grande sfida dell'arte sia quella di doversi confrontare in continuazione con la delusione. 

Quando e come é iniziata la tua carriera?

Ho iniziato a suonare la chitarra nel 1972 all'età di dodici anni. A 14 ho cominciato a comporre le mie prime canzoni e a mandare le mie cassette registrate alla casa discografica "Durium" di Milano, che di fatto non mi rispose mai. Suonavo sempre, anche per fuggire da un ambiente familiare devastante. Nel 1982 ho sostituito un amico chitarrista turnista di Padova in una registrazione alla mitica "Fonoprint" di Bologna, e da allora non ho più mollato. Ho fatto il chitarrista turnista in tournée e in molte registrazioni in Italia e successivamente anche all'estero. A quei tempi non eravamo molto considerati, e molti famosi artisti non si ricordavano neanche di inserirti nei "credits" dei loro dischi. Dal 1995 in poi ho cominciato a scrivere canzoni, alcune pubblicate poi in due album come cantautore ed altre interpretate da altri cantanti di livello nazionale.

Ultimamente hai collaborato con Bobby Solo, George Aaron e Anita Campagnolo, cosa avete prodotto insieme?

Sono nate con loro grandi amicizie e collaborazioni di respiro internazionale. Tre grandi artisti. Io e Bobby, abbiamo scritto insieme ben 5 brani tra cui uno intitolato "Indiano", un blues italiano che si è piazzato nella classifica del MEI. Bobby Solo ha una straordinaria predisposizione naturale a comporre musica, é un cantante eccezionale e suona molto bene la chitarra. A livello umano è umile e comprensivo come tutti i più grandi artisti che ho avuto la fortuna di frequentare. Con George Aaron e Anita Campagnolo è nata fin da subito un'intesa a 360 gradi, veramente formidabile. Abbiamo registrato insieme, per il momento, 2 canzoni, che loro hanno cantato divinamente. Usciranno entrambe in aprile. George e Anita sono molto conosciuti negli USA e Sud-America, e sicuramente avvieremo una produzione internazionale con le due canzoni tradotte in inglese e spagnolo. 

Tutti i tuoi nuovi singoli sono stati pubblicati dall'etichetta discografica Videoradio e Videoradio Channel, come mai? 

Per me loro sono speciali, è il termine giusto per descriverlo. Il direttore artistico di Videoradio e Videoradio Channel è Giuseppe Aleo. Giuseppe è un professionista serio, con un passato molto importante nel mondo della musica italiana. Mi incoraggia sempre e soprattutto, data la sua grande esperienza, mi consiglia sempre bene. Mi trovo molto bene con lui, e provo molta gratitudine nei suoi confronti. 

Che programmi hai per il prossimo futuro?

Continuerò a scrivere canzoni con Bobby, George e Anita, squadra che vince non si cambia. Nel contempo cercherò di finire il mio quinto libro che è in lavorazione, diciamo così, da due anni. È un romanzo che analizza i vari incontri casuali di una vita, visti da una persona anziana che riesce ad incastrarli in modo logico nella sua esistenza, ovviamente con il senno del poi. È un argomento che da sempre mi affascina molto 

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L'articolo Carlo Zannetti, una vita passata in musica di Redazione è apparso su Rockit.it il 2024-03-11 11:24:00

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