Live report: i Julie's Haircut al Cinema Teatro Eden di Carpi Live report, 02/04/2010

06/04/2010 di

(Violante Placido - Le polaroid sono di Corrado Dalcò)

La serata è attesa: un po' per l'album in questione, un po' per la lunga fila di ospiti prestigiosi - Violante Placido, Angela Baraldi, Giovanni Giulino, Alessandra Gismondi, Lilith e molti altri ancora - o forse semplicemente perchè l'anima scura degli ultimi Julie's Haircut si sposa bene con quella del primo Lou Reed. Uno di quei matrimoni a cui bisogna assolutamente farsi invitare. Teo Remitti c'era, ci racconta.



Ormai è un'abitudine consolidata.
A cadenza più o meno regolare c'è qualcuno che fa un tributo a qualcun altro, vivo o morto che sia, o che risuona un album famoso. Collaborazioni, idee, riletture calligrafiche o stravolgimenti. Puttanate indimenticabili o serate riuscite bene.
Sono un po' preoccupato.
L'ultima che ho visto è stata la rilettura di "Revolver" a cura di Pipitone, Gabrielli, Franchi e Tommaso Tam, all'Off a Modena. Bella serata. La penultima è stata il tributo a Leonard Cohen a Carpi, con una lista di ospiti lunga così. Indecente. La terzultima, lasciamo perdere. Anche senza tornare indietro fino agli abomini sulla musica italiana anni sessanta cantata da Mike Patton.
Sono un po' preoccupato.

E invece.
Bella serata.
Davvero.
Il Cinema Teatro Eden sembra fermo al 1972, anno di pubblicazione di "Trasformer", album capolavoro di Lou Reed di cui si ripropone l'esecuzione integrale. Contenitore perfetto. Peccato per le luci, decisamente da terzo millennio, che sembra di essere al concerto degli U2.
Le esecuzioni alternano passaggi più vicini agli originali a rivisitazioni più creative. E funzionano bene entrambi. Alternano i Julie's Haircut in formazione standard ai Julie's Haircut a sostegno di un ospite alla voce. E funzionano bene entrambi. Alternano i brani del disco a qualche lettura. E funzionano bene entrambi. Alternano il rock dritto come deve essere a altre cose, e funzionano bene entrambi.
Il suono è buono, il teatro pieno, gli applausi convinti.
Bella serata.





Vale quasi la pena di accodarsi alla scelte fatte sul palco, dal quale non arriva, nemmeno agli inchini finali, una presentazione formale dei tanti ospiti che si sono alternati al microfono, per preservare la coerenza della scaletta (le undici tracce dell'album e - come bis, non particolarmente riusciti - due altri pezzi di Lou Reed, da altri dischi) rispetto alla singole interpretazioni.
Invece.
Lilith è maestosa, Alessandra e Giovanni puntuali ed efficaci, Violante allegra e scomposta come per una copertina di Playboy, e Angela davvero perfetta, splendida.

Ero un po' preoccupato, esco contento.
Con me Alle, poco disinvolto sulla musica indipendente italiana dell'ultimo ventennio ma a suo agio con il rock'n'roll degli anni settanta, contento anche lui, e mi sembra un'opinione buona e importante per il bilancio della serata. In più, alla seconda apparizione sul palco di Nicola Caleffi in giacca di pelle, la sua sorridente recensione "il Jim Morrison della pedemontana", in una sera dedicata a Lou Reed, resta un piccolo capolavoro.



Commenti (8)

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  • Oxygen 06/04/2010 ore 21:48 @oxygen

    Nella seconda foto c'è Nicola Caleffi.
    Mi sembra proprio lui..

  • Andrea Scarfone 07/04/2010 ore 00:03 @skarfo

    Si, quello della seconda foto, in primo piano è Nicola. Quello della prima, con la sigaretta non è Nicola... :?

  • Silvia Pagliani 07/04/2010 ore 14:41 @anaisanaisanais

    io ho sempre sostenuto che nicola assomigliasse a lou reed.:)

  • Julie's Haircut 07/04/2010 ore 16:41 @julieshaircut

    cyclorenzo non si è fumato il cervello. la foto è stata sostituita. perché non era caleffi. che in ogni caso non assomiglia a lou, ma a iggy. http://obvs.ca/blog/wp-content/uploads/2009/12/iggypop1.jpg

  • Oxygen 07/04/2010 ore 20:24 @oxygen

    Ahaha bella qst!!

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