Vieni a ballare in Friuli, Friuli, Friuli

Da anni il circolo Cas'Aupa di Udine porta in una città spesso sopita la musica nuova, un'attività che nemmeno il Covid ha fermato. Lo ha fatto, invece, un'enorme tromba d'aria, che ha devastato la struttura. Serve una mano da tutti per non staccare il jack

Il palco del Social Garden di Cas'Aupa, schiacciato da un albero
Il palco del Social Garden di Cas'Aupa, schiacciato da un albero
01/09/2020 - 11:46 Scritto da Vittorio Comand

"Ragazzi, sono una vicina. È venuto giù un albero". Questo il messaggio che ci siamo trovati domenica sera, dopo due giorni di violenti acquazzoni e raffiche di vento, nella pagina Facebook di Cas’Aupa, uno dei pochi luoghi di aggregazione – se non l’unico – che ogni anno si impegna per portare un po’ di musica nella mia città, Udine. Più per curiosità che per la possibilità di fare effettivamente qualcosa, decido di andare a vedere di persona se ci sono dei danni. Prendo la macchina, attraverso una Udine devastata dal maltempo e mi dirigo verso Cas’Aupa.

video frame placeholder

Quando arrivo non c’è ancora nessuno dei nostri, mi ritrovo da solo di fronte a un disastro incredibile: non si tratta di un albero caduto, ma quattro. Sul cancelletto all’ingresso si trova riverso il tronco di un pino, con le fronde che invadono la strada di fronte. Il giardino del circolo, sede di tutti gli appuntamenti estivi, è impraticabile, il chiosco – unica fonte di introiti, visto che quest'anno tutti gli eventi erano gratuiti – è inclinato e sta in piedi per miracolo. Quando riesco ad attraversare la selva di rami ho un colpo al cuore: l’enorme pioppo in fondo al giardino ha distrutto il palco, cadendoci proprio nel mezzo. Ma 'sto 2020 quand'è che finisce?

È strano parlare qua di un qualcosa che si vive in prima persona in questo modo, mai avrei pensato di raccontare cos’è Cas’Aupa su Rockit, tanto meno della sua devastazione. Lo spazio lo frequentavo occasionalmente da anni, ma negli ultimi mesi mi ci sono trovato dietro le quinte per puro caso: a ottobre dell’anno scorso dei miei amici mi hanno chiesto di entrare nel direttivo di Bloom, una delle tante associazioni con sede a Cas’Aupa, con una promessa che sapeva di fregatura, "non devi fare niente".

Cosa che, finché c'era il Covid, si è rivelata per forza di cose vera. In estate era il momento di ripartire con i nostri incontri letterari e, parallelamente, Cas’Aupa aveva deciso di organizzare comunque la sua rassegna musicale estiva, il Social Garden. Quando ho chiesto se servisse qualche spunto sui nomi da chiamare, mi sono trovato tirato dentro – e non saprei neanche io dire come – all'apparato organizzativo dei concerti.

Il cane Furio, la mascotte di Cas'Aupa
Il cane Furio, la mascotte di Cas'Aupa

Ho toccato con mano le enormi difficoltà di cosa vuol dire portare la musica dalle nostre parti, soprattutto con il distanziamento sociale, e le infinite procedure burocratiche – di cui ho visto solo la punta dell’iceberg – avevano smorzato il nostro iniziale entusiasmo. Però Udine è una città che i giovani li tollera a malapena, soprattutto quando si parla di musica dal vivo, e con una giunta comunale che guarda con sospetto tutto le attività culturali che provano a smuovere il torpore che avvolge le vie del centro. Mollare in un momento così difficile avrebbe significato ammettere la sconfitta nei confronti di una città che è "già morta prima del virus", come sentenzia una scritta nel cantiere in via Mercatovecchio, in pieno centro.

Il chiosco di Cas'Aupa, storto
Il chiosco di Cas'Aupa, storto

"Siamo in 20 ormai e siamo rimasti tra i pochissimi in tutta la regione ad avere uno spazio fisico dove poter fare musica", mi ha detto Francesco Nguyen – o Viet, come lo chiamano tutti –, il presidente di Cas’Aupa, quando ci siamo visti ieri per iniziare a sistemare il disastro della domenica assieme a tanti volontari e volontarie. "In Friuli Venezia Giulia i posti per la musica si contano sulle dita di una mano ed è sempre più difficile portare degli artisti per chi vuole qualcosa di diverso".

"È da undici anni che organizziamo concerti qua, ne abbiamo passate di ogni, questa è un’altra botta che cercheremo di superare. Da noi hanno suonato Pop X, Giorgio Poi, The Sleeping Tree, Maria Antonietta, Ought, Uochi Toki, solo quest’anno band giovani e incredibili come Giallorenzo e Post Nebbia. Ora il palco in cui succedeva tutto questo è distrutto, il chiosco è seriamente danneggiato è l’impianto elettrico è da rifare". Danni stimati: più di diecimila euro. Per un piccolo circolo come Cas’Aupa, le cui poche entrate che fa derivano proprio dal chiosco e che servono come autofinanziamento, si tratta di una cifra esorbitante.

Io, con alcuni passanti, di fronte a Cas'Aupa poche ore dopo il disastro
Io, con alcuni passanti, di fronte a Cas'Aupa poche ore dopo il disastro

“Per questo abbiamo attivato una campagna di crowdfunding, Salva il Social Garden, che in poche ore ha raccolto più di 4000 €". Potete donare a questo link. Sono state tantissime le persone che hanno voluto contribuire in prima persona e che hanno condiviso la nostra richiesta d’aiuto: tra questi ci sono sia amiche e amici di Cas’Aupa, che ogni weekend passano anche solo per bersi una birra in compagnia, sia musicisti che su quel palco ci sono saliti, da Colombre a Generic Animal, tutti uniti per salvare uno dei punti di riferimento in Friuli per la musica emergente. Una dimostrazione d’affetto che vale più di qualsiasi somma in denaro versata. Grazie, davvero, ci vediamo – speriamo presto – in Aupa.

---
L'articolo Vieni a ballare in Friuli, Friuli, Friuli di Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 2020-09-01 11:46:00

COMMENTI

Aggiungi un commento avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia