Balkan Babau - Casbah Club - Pegognaga (MN) Live report, 31/01/2003

06/03/2003 di Jack Nessuno



Prosegue alla grande la rassegna ‘Kontiki’, organizzata da Matteo Gabutti per il ‘Casbah Club’ di Pegognaga, e appuntamento quasi imperdibile per chi vuole assistere a spettacoli di ricerca musicale in una provincia, quella mantovana, particolarmente parca di impulsi creativi.

Questa sera è il turno dell’orchestra Balkan Babau, che dopo tre anni trascorsi in giro per l’Italia fra strade, piazze e palcoscenici consacrati all’ambiente del teatro, si è presa una pausa di riflessione all'Art Centre di Sredisce, sulla linea di confine tra Slovenia e Ungheria, in modo da ‘sciaquare i panni’ in loco e uscirne con un nuovo repertorio imbevuto di quante più suggestioni balcaniche.

Si divertono a chiamarlo balkan-express, una definizione che rende bene il senso di una musica spericolata, scorrazzante attraverso le linee di confine che da sempre martoriano l’est europeo.

Armeggiando con strumenti esotici quali tambura e bouzuki, Paolo Fortuna dirige un fido gruppo di musicisti che, vestiti come profughi albanesi, danno vita a una sorta di festa collettiva volta a esorcizzare i ricordi più cupi della recente storia Jugoslava. Vengono alla mente le bande sconnesse di Goran Bregovic, oppure i raffinati suonatori di klezmer-jazz ruotanti attorno all’etichetta Tzadik di New York, oppure una qualsiasi banda di vagabondi che è possibile ascoltare per le strade di Montpellier d’estate. La provenienza da quel famoso crocevia di razze e culture che prende il nome di Trieste è un’ulteriore garanzia di una passione per i percorsi obliqui e per la contaminazione. I presenti non possono fare altro che salire in carrozza e lasciarsi trasportare.



Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati