Timoria - Centralino del Tennis del Foro Italico - Roma Live report, 07/07/1999

29/08/1999 di



E' piuttosto difficile per uno cresciuto con Viaggio Senza Vento, raccontare il concerto dei nuovi Timoria.

Il mio parere sull'ultimo disco 1999 lo trovate qui da qualche parte, ma stavolta vi diro' la mia sul primo impatto live della band bresciana nella sua veste rinnovata.

La serata non e' male e il Centralino del Tennis del Foro Italico e' stato discretamente attrezzato per ospitare concerti.

Il pubblico non e' eccessivo ma piu' che altro rispetto alla capienza del posto e in considerazione del fatto che l'ingresso e' gratuito.

L'acustica non e' da buttare, anche se, a quanto pare, sul palco i suoni si impastano rendendo impossibile la vita ai nostri amici, con Omar costretto spesso a lamentarsi con i fonici.

La scenografia e' semplice ma comunque con una buona illuminazione ed e' arricchita dal cavallo di plexiglas illuminato che campeggia anche sulla copertina del disco.

Si parte con Profondo Blu, tanto per scaldare gli strumenti e per far capire subito che la vocalita' di Francesco Renga e' stata rimpiazzata da una coralita', gia tipica dei Timoria, con la quale si cerca di mascherare l'inevitabile differenza creatasi con l'innesto di Sasha e la "promozione" di Omar a unico front man.

Il suono e' quello di un tempo, anzi e' probabilmente piu' potente e curato, considerando l'innesto del fenomale folletto-percussionista e anche per il fatto che Omar si fa aiutare dalla chitarra ritmica di Sasha.

La presenza scenica e' tutt'ora notevole, Omar appare ringiovanito, meno cupo e piu' solare che in passato, con una grande voglia di suonare e di divertirsi, cosa che sembrava aver dimenticato di saper fare nelle ultime esibizioni forzate dei Timoria.

I brani di 1999 trovano nuova linfa grazie alla dimensione live nonostante a volte si venga trascinati piu' che altro per un riflesso condizionato risalente ai tempi andati, che per l'effettiva incisivita' dei brani nuovi.

Seppur non impeccabile, risulta molto ben riuscita l'esecuzione di Now And Forever e Un Volo Splendido, anche se tra i nuovi spicca In The Ghetto, brano energico e trascinante che poggia la sua energia sulla straordinaria performance del percussionista Ummarinno, azzeccatissimo acquisto della band.

La passione poetica di Omar permane come e piu' che in passato e stavolta oltre a recitare come al solito alcuni versi dei suoi poeti, lascia il palco a una ragazza sudamericana che con una poesia introduce l'ottima esecusione di Sudamerica e a questo punto diventa inevitabile parlare di Sasha, ovvero dell'erede di Renga... giudicare questo ragazzo e' piuttosto difficile, anzitutto perche dal punto di vista umano ispira simpatia per il suo modo di porsi sul palco in maniera molto umile, quasi a chiedere scusa di trovarsi li al posto di un pezzo di storia della musica di casa nostra.

E' duro per un ragazzo, comunque piu' giovane degli altri Timoria e quindi meno smaliziato, doversi esibire costantemente con la certezza di avere gli occhi puntati addosso in ogni passaggio vocale, rischiando di essere criticato al minimo errore.

I fan dei Timo erano sicuramente abituati troppo bene per quanto riguarda la voce e probabilmente in Italia nessun altro vocalist avrebbe potuto sostituire Renga, eppure, una volta preso atto di cio', bisogna ammettere che Sasha, nonostante questo fardello, riesce a imporsi come un cantante dotato di un grande talento, seppur ancora molto timido e inesperto.

Sudamerica scorre via bene ma molte preoccupazioni le crea Boccadoro nella quale mancano gli arzigogoli di Renga, il cui fantasma sembra aggirarsi durante la leggendaria Senza Vento, brano che il povero Sasha non e' in grado di caratterizzare in maniera adeguata, stesso dicasi per la piu' vecchia Atti Osceni.

Nel primo dei due bis e' stata eseguita a furor di popolo anche La Nave che ha rappresentato un altro momento nel quale il ricordo dei vecchi Timoria, non di Renga come singolo, si e' fatto forte.

La chiusura avviene con Bella Bambola, suonata impeccabilmente ed utilizzata per la rituale presentazione della band e per i saluti finali.

Se non ci trovassimo di fronte a una band che ha fatto la storia della musica rock della nostra penisola, se non fosse che Renga e' forse uno dei migliori cantati rock mai esistiti in Italia, se non fosse perche quello che si e' esibito a Roma e' il gruppo che ha composto Viaggio Senza Vento... beh forse grideremmo al miracolo e a una band straordinaria ma purtroppo i Timoria al momento non sono altro che una band alla ricerca di una nuova identita'.

La voglia di far bene e' tantissima e mai in passato ho visto Omar e gli altri divertirsi, ballare e giocare cosi' tanto sul palco, segno di un ritrovato entusiasmo e soprattutto di una nuova armonia che era venuta meno negli ultimi anni... insomma i Timo sono in grandissima forma fisica e mentale...

Auguriamoci che finito il periodo inevitabile di transizione, l'assestamento della nuova formazione porti una seconda giovinezza a questa band che per anni e' stata un punto di riferimento per molti gruppi italiani.


P.S.: ...perche' devo sentire Del Piero, Simona Ventura, Albertino DJ e gli altri cazzoni dello show business che mi presentano il nuovo album dei Timo?... Omar... ce n'era davvero bisogno?...

...c'eri anche tu Ale...



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