Al Mukawama - Centro Sociale Vittoria - Milano Live report, 06/09/2003

09/09/2003 di



“Chi sono gli Al Mukawama”? Così rispondo al mio caro amico Carlo, napoletano verace, che mi vuol trascinare ad un loro concerto. E vengo a scoprire che si tratta di un progetto di Zulù dei 99 Posse, affiancato da gente come Neil Perch degli Zion Train e Papa J dei Malastrada, nel live in compagnia del trombettista Dave Hake (Crispy Horns).

In una serata aperta dalla presentazione di un libro a sostegno delle madri di Plaza del Mayo, con annessa testimonianza, il concerto del gruppo appare proprio adatto. Al Mukawama, infatti, significa ‘resistenza’ in arabo, e con questo non si vuole indicare soltanto la lotta palestinese, ma tutte le forme di resistenza - dall’ EZLN alle proteste anti WTO, dal Kurdistan sino, appunto, alle madri di Plaza del Mayo. Un gruppo dai chiari contenuti politici, quindi, filoarabo, come amano sottolineare.

La performance è assistita dalle immagini montate da Antonio Bocola, che parlano di Palestina, Messico, 11 Settembre 2001, Milano, il tutto intersecandosi e fondendosi con i testi della band. La musica si rivela subito piacevole, dub ritmato e ballabile per lo più. Un’ ottima fusione con la tromba e testi validi trascinano la gente attraverso i 14 brani del giovane gruppo (che allunga poi il concerto con un mix di vecchie glorie dal repertorio dei 99 Posse, sempre gradite). Brani che restano impressi, come “Al mukawama”, “Fame chimica”, colonna sonora dell’ omonimo film indipendente presentato al Festival di Venezia, o come la simpatica “Ganja smokas”, che vuole invitare chi non fuma ganja a non iniziare, e convincere i fumatori occasionali che forse anche loro sono di troppo, perché ormai la ganja buona non si trova quasi più a buon prezzo, e chi, come i membri del gruppo, ne fa uso massiccio si trova a dover far fronte ad una spesa non indifferente.

Canzoni anti-europeiste (“Europe fortress”), pro-EZLN (“Ya se mira el horizonte”), canzoni che vagheggiano di un mondo dove non siano le merci a viaggiare, ma le persone a potersi spostare liberamente (“T.LF.”), il tutto con ritmo e parole che non possono non far muovere.

Direi che un altro piccolo tassello si è aggiunto alla canzone ‘napoletana’, tra Bisca, Almamegretta, 99 Posse e gli altri a seguire.



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