Che fine farà ora Bandcamp?

Epic Games, colosso multinazionale dei videogame che ha creato Fortnite, ha comprato la piattaforma, scelta negli anni da tantissimi musicisti indipendenti come spazio privilegiato per la propria musica. Ora l’indie finirà nel metaverso? E soprattutto, è un bene o un male?

Un concerto su Fortnite
Un concerto su Fortnite
04/03/2022 - 13:38 Scritto da Simone Stefanini

Con un comunicato stampa sul suo blog, Bandcamp si unisce a Epic Games, o meglio, viene inglobata dal colosso che ha fatto montagne di soldi con Fortnite e con l’Unreal Engine che utilizzano moltissimi videogiochi di nuova generazione. In un attimo, il baluardo dei musicisti indipendenti di tutto il mondo è stato acquistato da una giga major, con tutto ciò che ne potrebbe derivare aa livello pratico e tutto quello che comporta a livello etico: non sentirsi più realmente indipendenti. 

Bandcamp è uno dei servizi musicali più utilizzati dagli artisti, perché si può caricare la propria musica sul sito gratuitamente e venderla al proprio pubblico senza intermediari. Bandcamp guadagna il 15% sulle vendite effettuate sul suo sito e il 10% quando le vendite superano i 5000 $, tutto il resto va agli artisti. Il sito è stato fondato nel 2007 da Ethan Diamond, Shawn Grunberger, Joe Holt e Neal Tucker ed è diventato molto famoso nel 2010 quando artisti come Amanda Palmer, Low Places e Bedhed hanno lasciato le loro etichette e hanno iniziato a vendere i propri dischi su Bandcamp utilizzando Twitter come strumento promozionale.

Nel 2011 Bandcamp è diventato ancora più famoso quando un bel po’ di sviluppatori di videogiochi indipendenti hanno deciso di pubblicare le colonne sonore dei loro prodotti sul sito. Giochi molto famosi come Limbo, Machinarium o Minecraft per intenderci. Anche nel nostro Paese, Bandcamp è sempre stato visto come l’antagonista principale di un colosso come Spotify, che chiede tanto e rende poco in termini economici  agli artisti. La vera alternativa al servizio in streaming, perché la funzione principale di Bandcamp non è quella di streammare i pezzi (anche se si può fare) ma di acquistarli e in un mondo dominato dalle playlist, il formato prediletto di Bandcamp rimane sempre l’album.

In più, Bandcamp prende posizione anche su temi sociali e si avvicina alle istanze progressiste, vedasi quando ha devoluto la quota dei suoi ricavi alle organizzazioni per i diritti degli afroamericani in seguito all’uccisione di George Floyd. In quell’occasione anche Bjork si accodò devolvendo per un paio di giorni i suoi ricavi sul sito a Black Lives Matters UK. Non sappiamo dirvi con esattezza quante band o etichette italiane utilizzino il servizio né quanti italiani comprino sul sito ma sono sicuramente migliaia, sempre in aggiornamento, che fanno parte di un business che da quando è sorto Bandcamp ha pagato agli artisti di tutto il mondo 891 milioni di dollari, di cui 206 milioni di dollari solo l’anno scorso. Dunque, un sito decisamente appetibile a livello capitalistico.

Dalla sua, Epic Games esiste dal 1991 ma la sua fortuna è avvenuta con Fortnite, il gioco online che ha superato i 350 milioni di giocatori. Nel 2021 EG ha raggiunto una valutazione di 28,7 miliardi di dollari e il solo CEO e founder Tim Sweeney detiene un patrimonio netto di 7,4 miliardi di dollari. Pure Tim come tutti i grandi magnati che hanno fatto fortuna sulll’internet punta al metaverso come obiettivo sociale, in modo da poter controllare meglio indirettamente i propri utenti. Nonostante questo stoni un po’ con la politica indipendente di Bandcamp, si capisce come  questo colosso gigantesco sia interessato a Bandcamp, scelta da un sacco di talenti indipendenti sia della musica  che dell’intrattenimento videoludico per promuovere i propri prodotti. 

 

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Epic Games in tempo di pandemia ha realizzato anche eventi a livello mondiale con star della musica come Travis Scott, che ha guadagnato 20 milioni di dollari col suo concerto virtuale in Fortnite con oltre 12 milioni di persone collegate per seguire l’evento. Non è stato il solo, anche Mashmello, Deadmau5, Steve Aoki e Diplo sono saliti sul palco virtuale della Battle Royale, ma la storia di Travis Scott si è tinta di giallo quando Fortnite ha rimosso l’emoji del rapper in seguito alla morte di 8 persone all’Astroworld di Houston, Texas, in cui suonava proprio Scott. 

Di certo questo connubio tra musica e metaverso potrebbe essere la cosa più interessante dell’acquisizione di Bandcamp da parte di Epic Games, che dalla sua potrebbe aiutare il sito a consolidare la propria presenza nel business discografico implementando la stampa dei vinili e i live in streaming. Seguiremo la faccenda per capire quali saranno i vantaggi e quali gli svantaggi di questa nuova mossa economica. 

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L'articolo Che fine farà ora Bandcamp? di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2022-03-04 13:38:00

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