Chi è il cantante più famoso che non hai mai ascoltato (e perché proprio Ultimo)?

Passato l'iper mega concertone del cantante romano, tantissimi in rete hanno iniziato a bullarsi di non saper citare neanche un suo brano. Un paradosso che dice parecchio di come algoritmi e piattaforme sappiano tenerci ben comodi e confinati nelle nostre bolle

Ultimo live a Tor Vergata - foto stampa
Ultimo live a Tor Vergata - foto stampa

Sono giorni che resistiamo strenuamente al richiamo dell’algoritmo, alla sirena dell’engagement facile e alla voglia di buttarla in caciara. Ora che la buriana è quasi passata, è il momento di cascarci dentro con entrambe le zampe.

Perché a colpirci particolarmente in quella steppa intellettuale ed emotiva che sono i social (dove anche noi battagliamo ogni giorno per la nostra sussistenza), uno degli argomenti, anzi delle rivendicazioni più frequenti, è stato questo: io non ho mai ascoltato una canzone di Ultimo. Lo hanno scritto tantissimi nei commenti, ma pure giornalisti, colleghi artisti e creator (non è chiaro cosa siano, ma ok).

La cosa che fa più riflettere è che quello che sostengono è vero. Non c’è nulla di cui vantarsi, soprattutto se questa affermazione proviene da un addetto ai lavori.

Ma le cose stanno proprio così. Io stesso conosco pochissimo la musica di Ultimo rispetto a quel che oggi lui rappresenta per l’ecosistema musicale. Mi sono “arrivati” i suoi brani di Sanremo (l’ultimo manco troppo), quello con Geolier, quello con Ed Sheeran, perché oggettivamente era una notizia. Tutto il resto, poco o nulla. Non ascolto le radio che lo mandano abitualmente in onda, il mio algoritmo lo cripta sistematicamente, i miei contatti non ne parlano (o al massimo lo perculano un po’).

Molto meno che negli anni ’80 o ’90, ma in qualche modo o forma i gatekeeper esistono ancora.

Fin qui siamo nella dinamica, arcinotissima, delle filter bubble. Il caso Ultimo, però, è ancora più interessante. Perché normalmente le “bolle” funzionano bene con le nicchie di interesse: è inevitabile che un prodotto fortemente generazionale, connotato musicalmente, addirittura sottoculturale possa attecchire su determinati gruppi più o meno chiusi ed essere del tutto alieno per altri.

Ma Ultimo è la cosa più pop e “larga” che ci sia, è Claudio Baglioni oggi – ho letto articoli che lo associano ai grandi cantautori italiani ‘70, ma davvero?! –, non un headliner del Venezia Hardcore (ma rimane un progetto a suo modo indipendente, caso più unico che raro). Chi dovrebbe avergli fatto questo tagliafuori? Spotify? I giornalisti frustrati che litigavano con lui in sala stampa? Come detto, non c’è nulla di nuovo in quello cui abbiamo assistito (e nemmeno nel maxi evento di cui è stato protagonista, seppur veramente parossistico in questo caso). È però una dinamica che tende ad accentuarsi sempre più.

Una ricerca pubblicata da Spotify ed Echo Nest Data di qualche mese fa dice che a 33 anni il nostro gusto musicale smette di aggiornarsi (taste freeze). Abbiamo tutti gli strumenti gratuiti per scoprire infinita musica nuova, e finiamo per ascoltare solo gli Zeppelin, SxM o Rino Gaetano.

Sui social – dove se no? – circolano video in cui si vanno a chiedere commenti sui gruppi di oggi a signori agé e viceversa. Di recente ne ho visto uno in cui un ragazzo di 20-30 anni chiedeva a uno di 40 (supposizioni mie) se avesse ascoltato XDVR di Sfera, il cui decennale è celebrato in questi giorni a San Siro.

Non l’aveva mai sentito (né, legittimamente, lo apprezzava). Parliamo di un disco che ha 10 anni e che è considerato un caposaldo nel suo genere. Non solo non era arrivato alle sue orecchie – e a quelle di molti – ma nel corso di 10 anni nulla aveva innescato in lui la volontà di recuperarlo. Chi lo vuole biasimare lo faccia, chi la pensi come lui lo stesso. Ognuno saldamente ancorato alla sua bolla.

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L'articolo Chi è il cantante più famoso che non hai mai ascoltato (e perché proprio Ultimo)? di Dario Falcini è apparso su Rockit.it il 2026-07-09 14:30:00

Tag: live

COMMENTI (1)

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  • diy1966 44 giorni fa Rispondi

    Bella disamina, tuttavia ritengo non sia poi tanto vero che noi boomer (anzi io sono uno della Gnerazione X perché nato nel 1966) non ascoltiamo nuovi artisti e siamo ancorati solo ai nostri eroi musicali. Certo, sono creciuto con altra musica, che oltretutto era legata alla generazione precedente alla mia, ossia non ascoltavo i Depeche Mode, i Duran Duran o gli Spandau Ballet, nemmeno i Simple Minds (che comunque poi ho apprezzato e visti dal vio), ma seguivo i dinosauri del progressive fin da quando avevo 12 anni: Genesis, Yes, E.L.& P. in primis. Poi però mi sono anche avvicinato al jazz, alla fusion e da allora non me ne sono più allontanato. Sono sempre andato alla ricerca di musica interessante, stimolamte e innovativa, purché di qualità (jazz, classica, rock e pochissimo pop). Pochi cantautori attuali (sempre che si possa utilizzare ancora questo termine) mi hanno incuriosito. Tra loro cito come esempio Lucio Corsi e Iosonouncane. Ultimo e altri autori che riempiono gli stadi, mi lasciano indifferente, perché ritengo non abbiano musicalmente e liricamente cose interessanti e stimolanti da dire, che non siano già state dette con le due generazioni precedenti. Roberto