Di chi è la musica nell'era digitale?

19/09/2004



Si è svolto a Verona il convegno "Di chi è la musica nell'era digitale?" organizzato dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Verona al Palazzo della Gran Guardia, prima della serata finale del Festivalbar.

AudioCoop e il Meeting delle Etichette Indipendenti, inizialmente esclusi da tale convegno che vedeva presenti tutte le realtà discografiche ed audiovisive italiane, è stata poi inserita a pieno titolo grazie all'intervento di Leonardo Rebonato di AudioCoop Veneto, che bene ha spiegato agli organizzatori la gravità di una tale assenza.

Al convegno sono intervenuti Enzo Mazza, Direttore Generale Fimi, Franco Bixio, Presidente Afi, Manlio Mallia della Siae, Domenico Del Prete, Presidente Imaie, Caterina Caselli per la Sugar, Claudia Mori per il Clan, Mogol, Claudio Buja della Fem, Luciano Daffarra, Segretario Generale Fapav, Michele Ficara Manganelli di AssoDigitale, numerosi gestori telefonici e numerosi altri rappresentanti dell'editoria e dei providers.

Al convegno erano presenti e sono intervenuti Il Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri e il Sottosegretario al Ministero per i Beni e le Attività Culturali Nicola Bono.

Gli interventi -che saranno riportati tutti sul prossimo numero di "Musica & Dischi"- per lo piu' incentrati sul Decreto Urbani anti - pirateria sulla quale AudioCoop ha espresso il suo parere positivo per quanto concerne la lotta alla criminalità, ma ha espresso il suo parererte nettamente contrario verso chi vuol colpire il singolo utente, sono stati tutti di grande interesse con i piu' diversi punti di vista ed hanno esposto una completezza di posizioni abbastanza originale; in particolare si segnalano gli interventi di Claudia Mori e Caterina Caselli che rappresentano due modalità in qualche modo opposte di affrontare tale problematica, ma ugualmente interessanti e stimolanti.

Purtroppo vi era una forte assenza delle nuove piccole produzioni discografiche e dei loro artisti, mitigata alla fine dalla presenza di AudioCoop e dal Mei (Meeting delle Etichette Indipendenti), che in avvio del suo intervento ha presentato la sua carta d'identità: AudioCoop con i suoi 110 associati, le 15 sedi regionali, l'aver raccolto oltre 800 voti alle elezioni Saie per IdeaSiae che ha vinto, il recente riconoscimento come terza associazione discografica dopo Afi e Fimi da parte della Siae e le trattative con Scf; il Mei con i suoi 250 espositori discografici, gli oltre 300 artisti e band dal vivo e i 20 mila presenti all'ultima edizione.

Gli interventi si sono principalmente incentrati sulla necessità di porre un freno all'illegalità della pirateria presente nell'era digitale con le piu' diverse sfumature negli interventi -da chi vorrebbe sgombrare i vu cumprà dalle spiagge a chi vorrebbe l'abolizione delle orribili suonerie monofoniche che riducono la musica a gadget, da chi vorrebbe punire anche il singolo utente che a casa si scarica un brano in peer to peer a chi vorrebbe che la musica si incontrasse con la cultura magari facendo gemellaggi con Festival come quello della Letteratura di Mantova e così via. Tutti, comunque d'accordo su un punto irrinunciabile: la proprietà intellettuale deve essere riconosciuta.

Ma il resoconto del convegno non è un nostro compito e naturalmente sarà realizzato dagli organizzatori.

L'intervento di Giordano Sangiorgi, Presidente di AudioCoop, che si è svolto in conclusione di convegno, presentato dal Coordinatore Gianmarco Mazzi, come l'organizzatore del Mei-Meeting delle Etichette Indipendenti, una delle manifestazioni piu' importanti in Italia al quale non mancherà sicuramente, si è sinteticamente soffermato su questi punti:

- Intanto è necesasrio fare un punto su "di chi è ancora la musica nell'era digitale" segnalando che purtroppo in gran parte è ancora in mano a coloro i quali alla fine degli anni '90 hanno realizzato tutte quelle politiche sulla musica che hanno allontanato il consumatore: caro cd, cd concept e compilation solo per sfruttatre una o due canzoni note, impedimento della crescita di Internet invece di investirci e coglierne le opportunità da subito, nessuna attenzione alla qualità della musica e del supporto cd; accordi con grandi media che, come ha recentemente scritto Marco Mangiarotti sul Resto del Carlino, fanno passare in televisione festival con artisti che nulla hanno a che fare con il mercato musicale mentre i tanti festival che riempiono le città non riescono ad andare nei canali nazionali; presenza di tv e radio musicali che tendono all'omologazione culturale e musicale e che attraverso tour impoveriscono l'offerta dei concerti, da quest'anno anch'essa con punte di crisi per i piu' diversi motivi; gli stessi grandi canali distributivi, vecchi e nuovi, in gran parte hanno proseguito ad offrire i prodotti di questo mercato che in pochi anni ha allontanato tantissimi consumatori.

- Gli indipendenti -il vero e proprio vivaio della nuova musica italiana, capace di rinnovare, fare ricerca e sperimetnazione sulla tradizione della musica del nostro paese incrociandola con le altre culture musicali- invece hanno proseguito a lavorare -ed è per questi motivi che hanno conquistato sempre piu' quote di mercato- investendo nei contenuti e nella qualità della proposta musicale, nella ricerca e nel lancio continuo di nuovi talenti pur senza il supporto dei grandi network radio-televisivi, hanno visto nella rete, per farsi conoscere e incontrare direttamente i propri utenti, un alleato con il quale fare attività di co-marketing, ofrendo assaggi di brani grautiti- e farsi conoscere, by-passando i canali della grande distribuzione e della costosa promozione

- Di fronte a questa situazione, i Governi succedutisi non hanno però realizzato due cose fondamentali per avviare un dialogo con i produttori disocgrafici e gli artisti italiani: la Legge sulla Musica, capace anche di finanziare festival e le opere prime discografiche, come accade in altri settori culturali, e l'Iva al 4% parificando il cd a prodotto culturale. Dall'altra parte, la grande discografia invece di cogliere come opportunità e sfida i nuovi cambiamenti (vu cumprà sulle spiagge? gli artisti e i produttori italiani vadano anch'essi direttamente sulle spiagge con la loro rete commerciale; su questo va detto che i negozi dovrebbero cambiare radicalmetne modello di rapporto con l'utente andando in quei luoghi dove la musica viene acquistata, come ai concerti anche; si offrano brani gratuiti in rete ai ragazzi per farli avvicinare alla musica invece di colpirli singolarmente, colpendo invece in maniera esemplare la grande cirminalità che vive sulla pirateria danneggiando il mercato) si è rinchiusa in difesa contribuendo ancora di piu' , attraverso lamenti non costruttivi e richieste di repressione, ad allontanare i giovani dal prodotto discografico; inoltre i grandi organismi istituzionali che incassano diritti sulla musica (Siae, Imaie, Scf, Enpals, etc.) devono contribuire attraverso sgravi fisclai e di altra natura e maggiori ritorni economici, ad oggi quasi totalmente assenti, dei diritti generalisti e diretti proprio alla fitta rete delle piccole case discografiche indipendenti italiane, che servano proprio a finanziare questa continua ricerca di nuovi talenti;

- Che fare? Ecco alcune proposte di AudioCoop, olte all'impegno a fare subito una Legge sulla Musica e la riduzione dell'Iva al 4%,

a) esiste una fitta rete di "laboratori artigianali" di musica indipendente di grande creatività e di grande rilievo economico complessivamente che contribuiscono a creare il "made in Italy" della musica: si valorizzi questa rete attraverso un sostegno pubblico che la promuova (non solo all'estero, ma anche in Italia, dove l'aggressività della proposta del pop globale uguale in tutto il mondo si fa sempre piu' forte rischiando di farci perdere la nostra straordinaria identità musicale nazionale e regionale) con la realizzazione di un "marchio" che permetta di identificarla come prodotto di qualità, mettendo insieme gli indipendenti presenti nelle tre diverse associazioni di categoria ed eventuali altri;

b) la musica italiana la si promuova tutta e bene da subito nelle scuole per formare fin da subito i ragazzi alla cultura musicale; è questa una grande prospettiva per il futuro della musica italiana;

c) si lavori tutti insieme ad un tavolo di "concertazione" per favorire la crescita e lo sviluppo di tutta la nuova musica italiana, oltre che nei canali tradizionali (tv e radio nazionali, network tv e radio musicali, grandi festival, etc.) , anche nei nuovi canali distributivi (telefonia, on line, satellitare, digitale terrestre, etc.) e per lavorare insieme a nuove norme e leggi che favoriscano questa crescita (pirateria, telefonia, etc.).

Solo lavorando insieme -lo dimostrano i tanti esempi di marketing di prodotto- (Fimi, Afi, AudioCoop e tutti gli altri soggetti interessati) si puo' far crescere la propria quota di mercato complessiva avvicinando piu' pubblico che poi sceglierà all'interno del "paniere" il "pane" che gli interessa.

Solo così, riprendendo un intervento scritto di Adriano Celentano, intervenuto così al convegno, il pane si continuerà a fare e i forni della musica non chiuderanno.

Intanto i tantissimi forni italiani che producono musica si ritroveranno in oltre 250 realtà discografiche al prossimo Mei (Meeting delle Etichette Indipendenti) di Faenza, che si terrà il 27 e 28 novembre alla Fiera di Faenza, un vero e proprio punto di riferimento della produzione della nuova musica italiana preso d'assalto da migliaia di giovani appassionati del prodotto discografico, che lì si trova in mostra.

AudioCoop ha cosi' invitato la Fimi e l'Afi, compresi tutti i suoi associati, insieme agli operatori della telefonia e on line presenti (Telecom, Msn, Wind, Microsoft e altri) ad essere lì presenti con i loro aderenti e i prodotti in esposizione perchè non si puo' mancare all'unico appuntamento in cui si esprime un grande amore e una grande passione verso il prodotto discografico e la musica, così come è stato invitato il Governo a presentare le sue proposte dopo questo dibattito.

Le risposte sono state positive, ci aspettiamo quindi una grande presenza e lavoreremo fin da ora per favorire questa presenza anche grazie alla risposta positiva di collaborazione che ci è pervenuta dagli organizzatori del convegno di Verona. Vi terremo informati.

AudioCoop Nazionale
http://www.audiocoop.it
Via Della Valle, 71
48018 Faenza (Ra)
Tel. e Fax. 0546.24647



Pubblichiamo una nota informativa redatta da Giordano Sangiorgi di Audiocoop in seguito al convengno Di chi è la musica nell'era digitale? che si è svolto a Roma sabato 18 settembre 2004.

Denso di argomenti e di spunti di riflessione e conversazione per tutti gli operatori del settore musicale indie e non.

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