Ozmotic: 5 cose che abbiamo imparato da Christian Fennesz

Christian Fennesz - Christian FenneszChristian Fennesz - Christian Fennesz
13/07/2015 di

A giugno è uscito per l'etichetta Folk Wisdom/SObject “AirEffect”, un disco scritto da Christian Fennesz insieme al duo torinese OZmotic. Gli abbiamo chiesto di sintetizzare in pochi punti cosa hanno imparato da questa collaborazione.

1- Bisogna aver le idee chiare su cosa si vuole fare
La natura del progetto artistico deve essere molto chiara: è necessario sapere, sia in relazione al proprio percorso che al materiale specifico sul quale si sta lavorando, in quale ambito musicale si opera e quali sono i riferimenti artistici che hanno delineato il panorama musicale in cui si agisce. La conoscenza approfondita del proprio ambiente culturale (nel caso specifico il mondo dell’elettronica sperimentale che gravita intorno all’ambient, alla glitch music, al field recording, al jazz europeo contemporaneo, al noise e alla drone music) permette di evitare ingenuità e di costruire una visione intorno alla quale realizzare e poi proporre un progetto artistico ad un musicista come Christian Fennesz.

2- La flessibilità è molto importante
Dal punto di vista prettamente musicale è necessario avere una profonda preparazione sia dal punto di vista strumentale che nella conoscenza delle macchine e dei software in uso; Fennesz è un grande improvvisatore e ha un orecchio musicale fuori dal comune, ragiona per masse sonore, alternando accordi aperti e distesi a noise intonati e distorsioni profonde, riesce a trovare soluzioni inaspettate che richiedono flessibilità e fiducia nel proprio istinto.



3- Bisogna saper dialogare con tutte le figure coinvolte nel progetto
"AirEffect", nato da una collaborazione live con Fennesz inizialmente di natura estemporanea, ci ha insegnato che delineare il progetto dal punto di vista artistico è “solo” il primo passo: è fondamentale capire in tempi brevi che un artista di quella fama ha numerose collaborazioni in essere e dal momento in cui il progetto prende forma e la collaborazione ha inizio, il rapporto si sposta; entra in gioco il ruolo del management ed è necessario costruire un rapporto con il manager dell’artista per definire tempi e modalità di sviluppo del progetto sia per il lavoro in studio che per il live. Se per il lavoro finalizzato alla produzione discografica il contatto tra i musicisti è diretto e continuo per ciò che riguarda i tempi e le strategie per la pubblicazione del lavoro o le date dal vivo, il ruolo del management è essenziale: in questo fase è necessario mantenere chiaro l’obiettivo in modo da individuare i tempi e le modalità che soddisfino le esigenze di entrambi gli artisti.

4 - Mai dimenticarsi del rapporto personale con l'artista
Il rapporto personale è un altro tassello primario del mosaico. Nel caso di "AirEffect" e di produzioni analoghe, non sono le questioni economiche a far nascere i progetti; se il contenuto artistico è il primo ingrediente, il secondo è il feeling personale: Fennesz è una persona generosa sul palco come nel lavoro in studio con le idee chiarissime sul tipo di suono che un progetto musicale deve avere e su come ottenerlo. Apprezza determinazione e leggerezza, improvvisazione e chiarezza, buona cucina e lunghe discussioni sulle abitudini dei diversi paesi in cui ha portato la sua musica.



5 - Continuità e identità artistica
Infine, per concludere questa breve analisi di un percorso che ha impegnato Ozmotic per circa due anni, è per noi ormai chiaro che una produzione come "AirEffect" prevede la presenza di altri due ingredienti: continuità e identità artistica. Gli artisti come Fennesz si “portano dietro” un immaginario che è stato costruito nel tempo sia attraverso la loro musica che per mezzo di una visione complessiva del progetto. Visione che si ottiene per mezzo un lavorio continuo sia in ambito artistico che organizzativo, con un gruppo di lavoro che coinvolga figure legate alla comunicazione e al booking e che permetta nel tempo di delineare un’identità artistica chiara e definita.
 

BIO:
Ozmotic sono un duo elettronico strumentale con base logistica a Torino. Composto da Stanislao Lesnoj e SmZ, il duo è ispirato da sonorità contemporanee che vengono dalla musica classica e ambient, così come dalla musica concreta, il glitch, il noise ed il jazz, plasmando un sound caratterizzato da una profonda varietà di timbri e raffinata ricerca ritmica. Stanislao Lesnoj è sassofonista, fisico specializzato in analisi timbrica, acustica architettonica e ambientale, mentre SmZ è percussionista, compositore, sound designer e performer, ha suonato e collaborato in Italia ed in Europa a fianco di artisti di fama internazionale.  Nel 2006 ha suonato e diretto 80 percussionisti nella cerimonia di apertura dei xx giochi olimpici di Torino in mondovisione. Nel 2012 realizza con Stanislao Lesnoj un progetto cross-mediale commissionato dalla Provincia di Torino sul Soundscape che viene presentato a MITO Settembre musica, Fondazione Pistoletto, Musica90. Da quel progetto nascono le basi per “Air effect”, l’album nato con la collaborazione di Christian Fennesz, in attesa del secondo album previsto per il 2016.

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