Live Report: Marlene Kuntz al Cine-Teatro Garden - Cosenza Live report, 04/02/2009

16/02/2009 di

(Foto di Asimmetrie Lunari)

I Marlene Kuntz sono arrivati ad una tappa del loro percorso - e non a caso da poco è stato pubblicato un Best Of che fa il punto della situazione su una carriera ventennale - Godano e soci non sono più quelli di "Catartica", nel bene e nel male. Il tour di presentazione di questa nuova uscita discografica è passato da Cosenza, l'ultima volta che il gruppo c'è stato era il '99. Il confronto tra il prima e il dopo si fa naturale. Ester Apa racconta.



I Marlene Kunz ritornano a Cosenza dopo dieci anni. Quando scesero in città nel 1999 in una delle prime edizioni di S.Giuseppe Rock (tornarono nel 2008 ma in formazione ridotta e proponendo un reading musicato), Cristiano Godano esortava il pubblico cosentino a nutrire l'odio migliore con assiduità. La band di Cuneo cantava le lacerazioni e le ansie di una generazione che trovava nelle "Spore" dei Marlene il migliore sfiatatoio alle contraddizioni del suo presente. Nel 2009 i Marlene Kuntz ripartono dal loro primo "Best Of" dalla parola sussurrata, dalle muse che proteggono, dei baccani della felicità. La performance ricca di fascinazione al Cine-Teatro Garden di Rende (serata organizzata da Mk Records in collaborazione con il B.Side), non ricorda nemmeno lontanamente il live idrofobo di "Ho ucciso Paranoia" con cui molti dei presenti li avevano conosciuti e mostra senza dubbio alcuno il nuovo abito della formazione piemontese, teatralmente ricco di sfaccettature, cromaticamente differente.

Dimenticatevi il sudore, le urla strazianti, il gusto per il rumore e "il lascia che ti vomiti un'onda di parole", I Marlene Kuntz non faticano più oggi a riconoscere il fascino verso la melodia: le cupe gravità convivono finalmente in modo pacifico con i sussurri meno laceranti. Sul palco insieme a Cristiano Godano, Luca Bergia e Riccardo Tesio, Davide Arneodo (tastiere, violino e percussioni) e Luca Lagash Saporiti (basso). Bianco, nitido, puro, le argomentazioni rimangono estremamente complesse ma si veicolano con meno distorsioni e più pulizia cantautoriale. Si inizia con l'intimità che la "Notte" preserva, la vita che ritorna gradevole in "Stato d'animo", "La lira di Narciso", I "Fantasmi" e il demonio del grande rammarico di "Canto". Le luminescenze sul palco sono puro piacere sensoriale, nessun senso di artificiosità, traghetti di colori che ti accompagnano in questa purificazione di suoni e ti portano dritti fino al sole beatlesiano di "Here comes the sun". Una vera e propria rappresentazione in due atti, poche chiacchiere e una lettura strumentale quasi interamente acustica, in cui i Marlene Kuntz, si concedono pienamente al loro nutrito pubblico. Si riparte con "L'abbraccio", "La canzone che scrivo per te", la tremenda condanna dell'amore di "Uno" e si finisce con gli scontri letali di "Sonica". I climax emotivi di "Nuotando nell'aria" e "Lieve" che avevano permesso a Giovanni Lindo Ferretti di trovare la cura ai suoi mali fisici ("In Quiete", 1994, NdR), sono solo percezioni, echi lontani. Nei Marlene Kuntz di oggi non trovano spazio le ansie di una nuova generazione: "Ma non balli, sorridi, saluti, mi sputi la birra che bevi graziosa; silenziosamente ti mando a cagare, no, non sai come stare", il viaggio va oggi in un'altra direzione in cui i tormenti fanno meno capolino e si preferisce cercare di trovare la bellezza ovunque.

Non c'è retorica, non ci sono malinconie, è un nuovo decennio, una nuova storia musicale che non dice addio a quello che è stato, ma dà il benvenuto a quello che verrà. La sensazione che lasciano addosso è agrodolce. Che i Marlene Kuntz siano una delle migliori formazioni rock in Italia non ci sono dubbi, che gli stessi abbiano avuto il merito di creare una scena tutta italiana di musica underground è evidente, che questo nuovo capitolo della band si insinui sottopelle non è ancora certo. Agli abbracci di oggi, io preferisco ancora i pugni in faccia di ieri.



Commenti (3)

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  • Faustiko Murizzi 16/02/2009 ore 14:02 @faustiko

    Bellissima recensione e grandissimo finale!

  • kamayama 16/02/2009 ore 15:21 @maya

    "Agli abbracci di oggi, io preferisco ancora i pugni in faccia di ieri."

    ..giusto quell'attimo di masochismo?

    mah
    bah
    sarà

    :?

  • Geremia Bombino 16/02/2009 ore 15:54 @asimmetrielunari

    Brava Ester.Una splendida lettura del live e della nuova vita di Marlene...io li adoro,per cui non riesco ad essero così drastico nella scelta di un pugno o di un abbraccio...cerco solo di vederlo come un cammino...l'evoluzione di marlene,nasce da quei pugni,non è una realtà distaccata...per cui prima di "scegliere" quale marlene amo di più,attendo che l'evoluzione sia completa...:)

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