Sergio Cammariere - Cine Teatro Garden - Rende (CS) Live report, 22/05/2003

23/05/2003 di Carolina Capria



Ho sempre accostato al Bello la voglia di ripeterlo, la sete che non si placa: ieri ho imparato che non è così. Non per forza.

Esistono episodi che contengono gran parte della loro bellezza nella FINE, nel fatto che non lascino addosso la voglia di essere replicati. Come una fetta di torta della cui bontà ti dimentichi se mandi indietro e ripeti la scena troppe volte.

Cammariere è stato questo l’altra sera: un dolce che non ho urgenza di riassaporate. Perfetto solo se limitato.

Il concerto inizia poco più tardi di quando annuncia il mio biglietto e dura veramente poco, troppo poco, considerando soprattutto che ci sarebbe tanto materiale al quale attingere.

In compenso l’ora abbondante di musica alla quale assisto è un’ Opera assolutamente modellata, solo lievemente lesa dal fatto che le note spesso si macchiano di un eccessivo compiacimento che ripetutamente consolida ed infrange le mie opinioni su una persona che conosco poco e che a volte mi appare caricaturale.

Pochi strumenti come contorno, il minimo indispensabile: un contrabbasso, una batteria, e un elegante pianoforte nero fra il fumo e le luci.

L’atmosfera onirica mi fa fantasticare sull’inverosimile progetto di una stanza della mia casa in cui tenere sempre questo strumento e chi è capace di scivolare sopra i suoi tasti bicromatici, immagino una porta semiaperta e una NinnaNanna che aspetta, senza attesa, di essere ascoltata.

Sogni puerili che provoca l’avere davanti un pianista di livello non comune che certamente merita l’acclamazione chiassosa e invadente di questa serata.

Le mie perplessità però arrivano e sono subdole e vigliacche.

Ho l’impressione che la Poesia abbia più urgenza di essere vista e ammirata che di essere vissuta, è tutto troppo EvocativoProfondoSuonatoMagistralmenteAppassionatoIntenso, tutto troppo “Come fa a non piacerti?”.

Mi rendo conto che potrebbe non avere senso ma è quello che sento più prepotente, ciò che mi sazia immaturamente.

Il “mio” Cammariere è una serata senza pretese, nulla di più, parole dolci e romantiche, uno splendido sottofondo per pensieri che si dirigono da un’altra parte.



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