CINEMA - ''Da 0 a 10'' di Luciano Ligabue (v. 1)

09/04/2002 di Tiziana Solidoro



Fastidio: questa è la prima sensazione che avverto durante la visione.

Fastidio per la risatina idiota che mi si stampa SULLE LABBRA, conseguenza involontaria di una sceneggiatura accattivante, costruita a tavolino proprio per sortire quest'effetto di inebetismo ridaiolo.

Quasi come quando ti resta in testa un ritornello stupido dei Lunapop, che qualcuno ha deciso di volerti far canticchiare.

Diciamolo: non è una bella sensazione.

Ma questo è solo l'inizio: parte la saga delle soluzioni stilistiche facili, che passa dalla retorica (pretenziosa per giunta: "Rimini è come il blues, dentro c'è tutto") alle battute riciclate ("anche la birretta non è più quella di una volta..." vedi Nanni Moretti - Caro Diario: "Anche l'optalidon non è più quello di una volta..").

Ad un soggetto già al limite del banale si sovrappongono facce di plastica di attori impostati e 5 minuti di musical da dimenticare, col risultato che anche le poche soluzioni registiche divertenti sono affossate.

In questa pozzanghera rimangono a galla solo i due cooprotagonisti minori Baygon e Buccio, se non altro credibili (e quindi, chissa come mai, relegati in ruoli di minor prestigio), mentre Libero ci concede solo qualche sprazzo di buona recitazione, che gli viene, a mio avviso, perlopiù da una voce calda e amichevole.

Non ho neppure il tempo di apprezzare un montaggio secco e veloce al punto giusto, azzeccatissimo, che quel po' di storia rimasta in piedi, scivola nel prevedibile-patetico (scopata- sigaretta-rimorso per la moglie tradita) fino a piombare nell'inverosimile: ma quando mai, a Rimini, un gruppo di emeriti sconosciuti, over 30, si ritrova sotto al palco qualche centinaio di giovani entusiasti che cantano e ballano pezzi mai sentiti prima???

E con tutta la buona volontà, non riesco a farmi bastare l'intento costruttivo e la presunta buona fede dell'autore, e questo perchè la scarsa dignità dell'espressione artistica di questa pellicola sminuisce ai miei occhi la dignità dei contenuti che si vogliono trasmettere.

A mio parere, quando si sceglie di raccontare un evento drammatico relamente accaduto o, come in questo caso, di usarlo come filo conduttore di un soggetto cinematografico, bisogna esserne artisticamente all'altezza. Un regista deve andare oltre al dramma ed assurgere alla poesia, in quella delle immagini se è un talento, in quella delle parole, se è la voce della coscienza di chi lo ascolta.

Ma qui non c'è nulla di tutto questo, e sarebbe fin troppo facile, a questo punto, dare un voto "da 0 a 10".



Libero, Giove, Baygon e Biccio partono per un weekend tutto loro da passare a Rimini in compagnia di quattro 'vecchie' amiche...

Lara, Caterina, Carmen e Betta sono lì, ad aspettarli per terminare la breve vacanza interrotta, troppo bruscamente e senza spiegazioni, esattamente venti anni prima.

Musiche: - Luciano Ligabue
Sceneggiatura: - Luciano Ligabue
Fotografia: - Gherardo Gossi
Scenografia: - Leonardo Scarpa
Montaggio: - Angelo Nicolini
Regia: - Luciano Ligabue

Cast: Elisabetta Cavallotti (Caterina)
Massimo Bellinzoni (Libero)
Fabrizia Sacchi (Lara)
Stefania Rivi (Betta)
Barbara Lerici (Carmen)
Pierfrancesco Favino (Biccio)
Stefano Pesce (Giove)
Stefano Venturi (Baygon)

Leggi l'altra recensione:
Versione 2

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