CINEMA - ''Da 0 a 10'' di Luciano Ligabue (v. 2)

09/04/2002 di



Non è semplicissimo dare un resoconto ed un’accettabile riflessione sull’opera seconda di Ligabue , peraltro stavolta esente da qualsiasi aiuto alla regia.

Da zero a dieci è scarno, in alcuni punti pecca forse di estrema semplicità (alcuni dialoghi sono “secchissimi”!) e, magari, rischia pure di ricadere nella spirale nostalgica del predecessore Radiofreccia, però a me è piaciuto, per dei motivi molto semplici.

Predica buoni principi, ma non fa retorica (come ogni lavoro di Ligabue, d’altronde); in secondo luogo, ho notato un’attenta scelta delle inquadrature ed un sapiente uso delle immagini, che spesso colmano proprio quei dialoghi di cui sopra.

Infine, bisogna sempre considerare l’attenzione ed il coinvolgimento che il film in questione riesce a strapparci: beh, questa volta, “emozionalmente” parlando, il Liga ha fatto centro, e la scelta di incastonare la sceneggiatura facendo riferimento ad alcuni avvenimenti storici ben precisi (attentato alla stazione di Bologna del 1980) conferma e rafforza quest’effetto.

La storia è presto detta: un gruppo di amici, che aveva interrotto un week-end di vacanza a Rimini nel lontano 1980 a causa della morte del più piccolo di loro alla stazione di Bologna, decide di dover assolutamente concludere il breve soggiorno e riparte tentando di rimettere assieme il nucleo che si era creato in quei tre giorni “mozzati” dalla triste notizia, comprese le ragazze che aveva conosciuto in quell’anno.

I luoghi sono cambiati, la vita anche, ma gli avvenimenti del week-end prenderanno una piega totalmente differente da quanto ci si potrebbe aspettare.

Non è magnifico ,il film, è bene precisarlo: è ben fatto, con molto impegno e tanta voglia; è una “sfida” ,come ha spesso precisato il suo creatore e curatore: una sfida vinta, una sfida che, pur peccando in sceneggiatura ed inventiva (in alcuni tratti) non stanca, coinvolge e commuove, e, come se non bastasse, presenta anche quel pizzico di spirito musical, aspetto totalmente nuovo in una produzione italiana.

Insomma, Ligabue affronta problemi di tutti quanti e di tutti i giorni: il vecchio amico morto e maniacalmente rimpianto, la malattia, l’omosessualità (ammesso che sia considerato un problema!), la depressione, l’ineffabilità del tempo che passa.

Eppure non rattrista, non “blocca”: fa sorridere, fa umorismo, intendendo per umorismo ciò che intendeva Pirandello: riflettere sulla realtà dopo averci fatto su una bella risata. Se questo era il suo obiettivo c’è riuscito a pieno.




Libero, Giove, Baygon e Biccio partono per un weekend tutto loro da passare a Rimini in compagnia di quattro 'vecchie' amiche...

Lara, Caterina, Carmen e Betta sono lì, ad aspettarli per terminare la breve vacanza interrotta, troppo bruscamente e senza spiegazioni, esattamente venti anni prima.

Musiche: - Luciano Ligabue
Sceneggiatura: - Luciano Ligabue
Fotografia: - Gherardo Gossi
Scenografia: - Leonardo Scarpa
Montaggio: - Angelo Nicolini
Regia: - Luciano Ligabue

Cast: Elisabetta Cavallotti (Caterina)
Massimo Bellinzoni (Libero)
Fabrizia Sacchi (Lara)
Stefania Rivi (Betta)
Barbara Lerici (Carmen)
Pierfrancesco Favino (Biccio)
Stefano Pesce (Giove)
Stefano Venturi (Baygon)

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