Bikini The Cat - Cinema Vekkio - Corneliano d’Alba (CN) Live report, 14/01/2006

13/02/2006 di



Avete presente la scena di Trainspotting dove tutti i personaggi sono in discoteca e Evan MacGregor cerca di parlare ad alta voce? Non mi ricordo di preciso come si chiamava il gruppo in sottofondo, comunque avete capito. La situazione per me è simile. Suonano i Bikini The Cat (e la musica non è poi così diversa da quella del film) un mio amico mi urla: “sono meglio dei Disco Drive, almeno loro non hanno sempre la cassa dritta”. Io gli dico: “boh non saprei, secondo me no”. Ovvio, avrei dovuto urlarlo, visto i volumi. E infatti il mio amico non solo non mi ha sentito, ma era già impegnato a farsi una ragazza conosciuta nei secondi passati tra il “boh” e il “secondo me”. Poi, però, la situazione non si è conclusa come nel film: non sono finito a letto con nessuna. E dire che la cantante dei BTC assomigliava anche a quella del film in questione...

Il Cinema Vekkio è mediamente pieno, c’è una buona parte dell’intelighentia cuneese (che scritto così fa un po’ ridere ma in effetti molti del giro webzine, webradio, gruppi della scena indie-rock hanno risposto all’appello). I tre salgono sul palco abbastanza impacciati, quasi fosse una delle loro prime esperienze, partono e nulla da ridire, tolti i suoni. Ora, non voglio nascondermi dietro questioni tecniche per dire che il gruppo non mi piace; ma non si capiva niente, un'unica massa gonfia dalla quale ogni tanto emerge la voce. Poi il mix è andato a posto, ma non proprio tutto, e devo dire che è stato un bene perché se il disco preso da solo è fin troppo pulito, se suonato con un rumore di fondo del genere acquista un tiro da far spavento. Tutto diventa come le vecchie registrazioni dei gruppi punk anni Ottanta, dove si capisce poco ma c’è violenza. In più, appena ti ambienti, delinei nella tua testa che questi sanno proprio suonare, che i pezzi sono molto più fighi se si tolgono tutti quegli arrangiamenti, coretti e sovraincisioni che rendono l'album più completo ma inascoltabile (tanto è difficile da seguire). Dal vivo senti solo la chitarra, il basso, la batteria e una voce che ti impressiona da come sappia passare dall’essere bambina a donna adulta in un sol colpo. Lei (perché la lei in questione è decisamente bella) e la batteria sono i fuochi d’artificio dello spettacolo, il basso, a volte, sembra un po’ poco coinvolto. Comunque i tre ci sanno fare, ti passano sopra dritti, per un’ora circa. Poi un bis. Il merito di questo gruppo è che ha ottime idee che proposte dal vivo si irrobustiscono a bestia. Spero veramente di rivederli presto.



All'inizio dici "mmmm". Poi ne parli con un tuo amico che invece ti convince, con le parole e con i fatti (suoi). Poi, guardi. Senti. Ascolti. E ti sembra ben più di quanto ti fosse precedentemente sembrato. Da Cuneo Sandro Giorello ci racconta una sua serata a stretto contato con l'eccitante live set dei Bikini The Cat, band veronese post-punk e grungettona. Come dire, è una questione di chitarra

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