Giovanna Marini - Circolo Anziani - Castelnuovo Rangone (MO) Live report, 30/01/2004

21/03/2004 di



Emilia.

Insisto.

Sapendo benissimo che sono cose già dette.

Può capitare di andare a ballare il set di Daddy G (dei Massive Attack) mercoledì notte, al Qasi, serata dedicata all'elettronica dell'Ohm. Club Arci con una storia gloriosa - con qualche cambio di nome (tutti continuano a chiamarlo More...) e gestione - e un presente estremamente vitale. Pezzi sulle pareti da galleria d'arte moderna, organicamente progettati e realizzati da Defumo (www.defumo.org), in una settimana di un pajo di anni fa, arti grafiche in cambio di cibo emiliano. Splendido. (Defumo è sintesi per Delta, Futura e Mode2. Come a dire, tre tra i più influenti e osannati writers in attività, rispettivamente da Europa continentale, States e UK).

Strapieno, fuori la fila ad aspettare che qualcuno esca per lasciare spazio ad altri.

Ingresso gratis (gratis) o a sette (sette) euro, a seconda dell'orario.

Può capitare, di nuovo gratis, meno di quarantotto ore dopo, poco più in là, Giovanna Marini.

Emilia.

Fate voi.

Castelnuovo Rangone è un paese a dieci chilometri da Modena. Una vita culturale frizzante, un sindaco poeta, la qualifica di "distretto europeo più importante pr la lavorazione della carne suina", un parco (il primo in Europa, tengono a sottolineare) dedicato a John Lennon (con statua in vinile candido a grandezza naturale), la statua di un majale di fronte all'ingresso della chiesa, una strada dedicata a Jack Kerouac, un parco con la prima e l'ultima pagina de "Il giovane Holden", dodicimila abitanti e cento salumifici, la "Collina delle Fiabe" con i personaggi di Emanuele Luzzati, la festa per lo "Zampone più grande del mondo" che ogni anno entra nel Guinness dei Primati, il parco "Andrea Pazienza", le bacheche con poesie disseminate su tutto il territorio del comune.

L'area dell'ex stazione ferroviaria è stata risistemata ed ora - a parte iniziative come questa (due anni fa Cristina Donà festeggiava il compleanno di Springsteen (che coincide con il suo) coverizzando il Boss, con Ligabue - vestiti da cowboy di Correggio e sedia da tombola - ad applaudire in platea) - è utilizzata prevalentemente come circolo anziani. Balera da liscio, spesso. Che da questa parti è un gioco serio, attitudine di vita, vitale luogo di seduzioni, e disciplina interiore. Notti lunghe.

Rispetto all'ultima visita è orientata a rovescio, ulteriormente curata, e ha perso qualche eccesso, raschiata via una certa patina ultrakitsch.

Sul palco, nero e semplice, due donne e una chitarra.

Giovanna Marini e Patrizia Nasini.

Giovanni Marini è una Signora non troppo lontana dai settant'anni.

Giovanna Marini è un personaggio fondamentale nella storia della musica in Italia. Dalle uscite fondamentali degli anni '60, con i Dischi del Sole e Michele Straniero, ai recenti ruoli 'esposti' ed acclamati come coro nello spettacolo di Marco Paolini su Ustica e alla realizzazione de "Il fischio del vapore" con Francesco De Gregori, con successiva partecipazione al concerto del Primo Maggio, attraverso tanti dischi, tante storie scritte e cantate, e una riconoscibilità immediata che, da sola, dice tanto.

La voce sempre impressionante.

Magari a (radi) tratti non perfettamente controllata, ma versatile e straordinariamente comunicativa, affiancata dalla perfezione 'lavorata' di quella di Patrizia Nasini.

I due o tre pezzi cantati alla maniera delle mondine, diritti, forti, acidissimi, sono una sassata. Irresistibili.

Dopo l'apertura perentoria con "L'attentato a Togliatti", i racconti delle 'cantate', i riferimenti al blues di Woody Guthrie ("le fonti..."), e i movimenti avanti e indietro nel tempo, appoggiandosi a date e eventi... Ulrike Meinhof, il Concilio del '62, il concerto al Festival di Spoleto del '63 con Giovanna Daffini e le risse in platea, la manifestazione a Reggio Calabria dell'ottobre '72, gli immigrati pugliesi a Zurigo, "Bella ciao della mondina" e i trittici incorniciati nelle case (composti da il primo numero di "Noi donne" e le foto di Stalin e Papa Giovanni XXIII), le sollevazioni antiaustriache del 1848, Mauro Rostagno, La Pira e i cattolici comunisti scomunicati da Papa Pacelli, le ricerche etnomusicali attraverso l'Italia, Pasolini.

Le parole tra un pezzo e l'altro, quelle per 'perdere tempo', raccontate accarezzando la chitarra, ricostruendo storie e aneddoti, contestualizzando, introducendo o spiegando il pezzo che sta per iniziare.

Tutto molto lucido, chiaro ma insieme lieve, energico ma sorridente.

"I treni per Reggio Calabria" si ascolta con gli occhi colmi. E non si racconta.

Sono seduto tra due donne bellissime.

Una è mia mamma.

Il bis, secco, è con "Sacco e Vanzetti".

"Viva l'Italia e abbasso il re!".

Mia mamma canta.

Nella sedia a fianco a lei, canta mio padre.

Con loro e con le due signore sul palco, canta tutta la sala.



Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    Giovanna Marini
    Foto
    0
    Video
    0
    Album
    0
    Concerti
    0