The Niro - Circolo degli Artisti - Roma Live report, 26/01/2008

30/01/2008 di

(The Niro dal vivo - Foto da internet)

Il primo febbraio uscirà in tutti i negozi di dischi "An Ordinary Man" (Universal) l'ep d'esordio di The Niro. Il cantautore romano l'ha presentato ufficialmente al Circolo degli Artisti di Roma davanti a un pubblico di amici e fan affezionati. Una serata particolare, Andrea Borraccino racconta.



Sembra di stare a una festa. Per un amico che parte, che andrà a lavorare lontano. E deve essere anche una persona importante, se c’è così tanta gente. The Niro presenta l’ep “An Ordinary Man”, fresco del contratto con la Universal, e di un’attenzione crescente anche da parte della stampa generalista.

I più si fermano concentrati di fronte al maxi-schermo per la partita fino all’immancabile grido liberatorio, appena prima che i Black Circus Tarantula diano fuoco alle polveri: un rock’n’roll sporco e grezzo nella migliore tradizione. Tradizione si, perchè non sembrano inventare nulla di nuovo, ma si divertono molto, con Roberta, al basso, che sembra voler cogliere la sfrontatezza di Kim Deal. In un crescendo evidente in termini di qualità dei brani e tecnica d’esecuzione, il gruppo strappa più di un sincero applauso da chi non li conosceva ed un entusiasmo da stadio da parte degli amici.

Quindi è il momento di The Niro. La prima impressione è quella di un ragazzo diverso dalle foto sul web. Jeans e maglietta nera, rigorosamente senza scritte, la faccia da persona buona, di quelle che ti ascoltano mentre piangi di fronte a una pinta. I capelli corti, più lunghi sulla fronte, quasi a voler proteggere sé stessi, più che si può. Sussurra, dapprima, poi urla. E lo fa con una voce profondissima, capace di toccare cime impensabili. Impreviste. No, non lo credevi così dal vivo. Incanta per quegli intrecci vocali che sembrano dover sciogliere ogni singolo granello di ghiaccio sulla pelle. Ti ritrovi nelle sue canzoni, con quel tempo in tre quarti dove tutto è meno stabile, ma mai incerto. Quando ad un tratto tra una canzone e l’altra una voce dal pubblico urla “Davide, semo tutti qui pe’ tte! ”, lui risponde “Essì, v’ho invitato io”. E sorride, quando confessa di non aver dormito la notte precedente, o quando ricorda che questa è la serata in cui presenta il suo ep, nel luogo dove ha suonato “decinaia di volte”. Ride tra sé, sostenuto da una band che non sbaglia nulla, ed anzi è in grado di regalare momenti più dinamici ed elettrici in un’acustica che, per una volta, è perfetta.

Il pubblico, silenzioso e affascinato, lo guarda con le labbra serrate e gli occhi assorti, pronto ad esplodere in un fragoroso applauso che puntuale arriva dopo ogni pezzo, come si conviene con i grandi artisti, come si rispettava Jeff Buckley più di dieci anni fa nelle sue esibizioni. E proprio del compianto songwriter americano, The Niro sembra aver colto una voce pulita, cristallina ed una sensibilità artistica disarmante.

Alla fine, commosso e intimidito, l’immagine della serata è la pacca sulla spalla che riceve dal suo bassista, quasi a voler dire “Hai visto Davide? Ce l’hai fatta!”. Ma anche “ora dipende davvero solo da te. E fammi un favore, rimani quello di sempre”.



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