Offlaga Disco Pax - Circolo Degli Artisti - Roma Live report, 08/03/2008

19/03/2008 di

(Gli Offlaga Disco Pax dal vivo - Foto da internet)

Ad un mese dalla pubblicazione del nuovo "Bachelite" (Santeria) gli Offlaga Disco Pax hanno suonato al Circolo Degli Artisti. Hanno presentato il nuovo disco per intero inserendo qualche estratto da "Socialismo Tascabile". Tutto il loro immaginario - i Tobleroni, i commessi spocchiosi, le Golf - compresso in novanta minuti. Una serata emozionante, Andrea Boraccino racconta.



Sono passati due anni e mezzo dalla prima volta che vidi gli Offlaga Disco Pax. Quella sera c’era molta gente, ma con moderazione. Stasera, invece, complice la mia proverbiale “ansia da parcheggio”, riesco ad aggirare una fila clamorosa, inaspettata. Molti altri non entreranno. Errori di valutazione.

Niente band di supporto e fischio d’inizio alle 22,35. Qualche colpo di tosse per Collini lascia presagire il peggio, e gli stessi Enrico e Daniele si sincerano delle sue condizioni prima di partire con “Ventrale”, perfettamente uguale alla versione su disco. Max trova lentamente la condizione ideale per condurre il concerto, sfruttando le pause tra un brano e l’altro per riprendere fiato. Enrico e Daniele sono ai lati appena dietro di lui, equidistanti. Sono rivolti l’uno verso l’altro ma non si guardano, ed anzi Enrico non sorride mai. Spesso, poi, suona di spalle al pubblico: trincerato dietro moog, tastiere e diavolerie elettroniche (con le quali si diverte come in un live set elettronico, birra in mano) sembra totalmente preso dal suo mondo, incurante degli altri, ma senza spocchia.

La scaletta prevede l’intera esecuzione di “Bachelite”, intervallata da qualche episodio del primo album. Lo sguardo di Max è più vitreo di quanto lo ricordassi. Per un momento guarda dal palco nella mia direzione, quasi con aria accusatoria. Devo distogliere lo sguardo, di più non reggo. Poi si addolcisce, e sul “bip” di “Tono metallico standard”, mentre tutti urlano Julie’s Haircut, lui mima con la voce Negramaro, seguito poi da un “Non è vero, non è vero”, complice e divertito.

Sul palco, un mobiletto con un dizionario, la talpa dei cartoni animati, il Toblerone e i Tatranky sembra ricordare l’immaginario del gruppo. Il pubblico sente come proprio ogni oggetto, e stasera appare desideroso di farsi sentire (coi fischi d’approvazione su “Sensibile” o sulla battuta di “Kappler”) o di restare in rispettoso silenzio subito dopo “Venti minuti”.

La fila per entrare, le persone rimaste fuori, i numerosi istanti di pura empatia entrano di diritto nella storia di questo gruppo. Un’esibizione perfetta. Novanta minuti, non uno di più. Esco dal locale, voltandomi appena un istante a salutare i fantasmi di Morgana e le altre, il pugno chiuso solidale coi chirocefali. Fuori c’è una Golf, ma non ha l’adesivo di Lula. Non è la mia.



Commenti (3)

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  • Elisabetta De Ruvo 19/03/2008 ore 14:02 @eloisa

    GROSSO ERRORE DI VALUTAZIONE!

    Rosicataaaa!!!
    :(

  • Faustiko Murizzi 20/03/2008 ore 16:10 @faustiko

    "Fuori c’è una Golf, ma non ha l’adesivo di Lula. Non è la mia."
    :] :] :]

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