Giardini di Miro' - Circolo degli Artisti - Roma Live report, 03/02/2007

22/02/2007 di

( I Giardini di Mirò dal vivo - Foto da internet)

I Giardini Di Mirò a Roma. L’uscita dell’ultimo “Dividing Opinions” – pubblicato da Homesleep il 22 gennaio di quest’anno - non ha fatto che aumentare l’attesa di vedere la band dal vivo. Il Circolo degli Artisti è sold out. I Giardini presentano il disco ma ripropongono anche alcuni brani storici della loro carriera, lunga quasi 10 anni. Canzoni che ci possono dire molto su cos’è – e cos'è stato - l’indie rock nel nostro paese. Una delle band più importanti d’Italia suona nella capitale, Elisabetta De Ruvo racconta.



Dopo “Punk…Not Diet!” e il buon successo ottenuto anche all’estero oltre che in Italia, le aspettative per il terzo lavoro ufficiale dei Giardini Di Mirò hanno creato notevole curiosità tra il pubblico e gli addetti ai lavori. Uscito alla fine di Gennaio, “Dividing Opinions” ha però superato le speranze del gruppo stesso che si è visto, quasi inaspettatamente, al centro dell’attenzione di canali sicuramente più in vista dei soliti passaparola del sottobosco indie italiano legato più all’interesse di pochi cultori maniacali di novità. Una visibilità che sicuramente ha richiamato più gente durante i live, sebbene non ci fossero mai stati grossi problemi d’affluenza. Ma questa sera il Circolo è satollo. Senza prevendita, chi prima arriva meglio alloggia e diverse decine di persone rimarranno fuori dal locale: sold out.

Lo show inizia come al solito molto tardi e non c’è Bob Corn, con il quale il gruppo di Cavriago aveva finora aperto, al suo posto Mr. Milk. Campano, solo sul palco con la chitarra, ha attitudine molto vicina a Nick Drake o al Buckley senior, non una vera e propria folgorazione.

Il brusio del pubblico reclama i Giardini Di Mirò on stage.

E’ ovazione quando appaiono finalmente attaccando subito con la title-track dell’ultimo lavoro, lo scroscio di applausi è davvero potente alla fine del pezzo. Dicono di essere felici di essere di nuovo a Roma, sono emozionati, parte una base sbagliata, risolvono con un sorriso e riparte la presentazione dei brani di “Dividing Opinions”. Un album che conferma il percorso dei GDM avviati ad una maturità d’intenti creativi, legati all’idea di un post-rock di cui tanti, da anni ormai, decretano la morte definitiva e che invece loro riescono sempre a rinfrancare regalando quelle emozioni che allargano i consensi ad ogni nuovo lavoro. Quell’idea che fin dagli inizi li aveva fatti notare nel magma delle indie teories ed è ormai avvalorata anche dall’entusiasmo collaborativo dai colleghi musicisti. Post-rock, elettronica, shoegaze, sviluppati e riproposti durante la serata con una bravura stupefacente, oltre a “Embers” e “Cold Perfection”, ci si rituffa in “Connect The Machine To The Lips Tower”, in “Given Ground”, nella storia dei quasi dieci anni di carriera della band. Il concerto ha però una durata standard, una decina di canzoni che non coprono quella data sostanza culturale indie che ormai i GDM rappresentano: chiudono il primo set con “Petit Treason”, dalla costruzione chirurgicamente perfetta e nel bis “Broken By”; anelata dai più.



Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    La fiction RAI sulla vita di De Andrè è stata vista da oltre 6 milioni di spettatori