Bugo - Classico Village - Roma Live report, 30/04/2002

03/05/2002 di



"Ao', ma chi sona stasera?"
"...macchennesò, uno che fa rock, country... un certo Bugo, boh"
"...ammazza che nome infelice"

Questo il grazioso siparietto fra due addetti agli ingressi del Classico Village, invitante locale romano ormai diventato il feudo ideale per le serate di RadioRock.

Di certo il ponte del primo maggio non agevola l'afflusso di persone in una città già svogliata di suo, figuriamoci se a suonare c'e' un personaggio come Bugo il cui nome non smuove certo le fantasie dei ragazzotti romani, difatti la sala è riempita da uno sparuto gruppetto di persone. Neanche a dirlo Bugo è al bancone a bere fluidi alcolici.

"Ciao Bugo!"
"Hey Actydirockit! Ciao!"
"Oh... congratulazioni, ho saputo che hai apposto questa benedetta firma sui moduli Universal!"
"Congratulazioni o condoglianze? Staremo a vedere, male che vada mi metto a fare il benzinaio, checcazzo me ne frega. Intanto ci provo e mi diverto... piuttosto... mi aiuti a fare la scaletta che non so che cazzo suonare stasera? M'avevan detto che c'erano gli Elettrojoyce e invece son da solo".

Con questo spirito, Bugo sale sul palco ed ecco che il poco pubblico si raduna sotto con lo sguardo curioso di chi probabilmente ha sentito parlare di questo personaggio. Con la solita decrepita chitarra classica appesa al collo con lo spago, Bugo avvia la sua variopinta performance, stavolta accompagnato da due RUNI che lo aiutano di tanto in tanto con chitarra e batteria.

Senza un filo logico, i brani vengono estratti tanto da Sentimento Westernato quanto da La Prima Gratta, anche per questo lo spettacolo si trasforma in una miscela indefinibile di momenti diversi. Bugo suona ma fa anche tutto quello che gli viene in mente: un po di rumori, il campionatore che compare e scompare, un po di break dance, salti, dialoghi col pubblico, chitarre elettriche, noise, momenti di poesia di campagna, melodie sbilenche, armonica blues, accordi da spiaggia, flessioni, risate. Bugo trasforma il palco in una specie di esibizione circense in cui l'arte si fonde con la follia e l'ironia rasenta la presa per il culo.

Capita addirittura di veder la gente cantare le canzoni di Sentimento Westernato e questo la dice lunga su quanto le esibizioni di questo "fenomeno" stiano pian piano ritagliando uno strano spazio nei cuori di un pubblico stranito e sempre più curioso.

Non resta che capire se sia stato lui a firmare per la Universal o la Universal a firmare per Bugo...

...staremo a vedere.



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