Top.it 2013 - I 10 dischi dell'anno Rubrica

Chiudiamo questo 2013 in attivo: tanti Primascelta, tante belle canzoni e tanti gruppi che ci hanno stupito superando ogni aspettativa. Dopo avervi detto le 12 band su cui scommettere, la Top.100 e il riassunto delle migliori cose pubblicate, manca solo la Top.It con gli album più belliChiudiamo questo 2013 in attivo: tanti Primascelta, tante belle canzoni e tanti gruppi che ci hanno stupito superando ogni aspettativa. Dopo avervi detto le 12 band su cui scommettere, la Top.100 e il riassunto delle migliori cose pubblicate, manca solo la Top.It con gli album più belli
06/01/2014

Chiudiamo questo 2013 in attivo: tanti Primascelta, tante belle canzoni e, soprattutto, tanti gruppi che ci hanno stupito superando ogni aspettativa. Dopo avervi detto le 12 band su cui scommettere, la Top.100 e il riassunto delle migliori cose pubblicate, manca solo la Top.It con gli album più belli. Tutti i collaboratori e i redattori hanno votato. Fatte le somme, stilata la classifica, ecco i 10 migliori album del 2013. 

#1

SOVIET SOVIET 

"Fate" 
Felte

New wave da grandi speranze. Baci rubati mentre guardavi il tuo mondo imperfetto da spettatore qualunque dietro i vetri opachi, e colpi e onde e sguardi nuovi ti ingoiano e disegnano orizzonti distanti ma che ti sembra di poter afferrare. Tutto è così profondo, è elettricità, movimento. Nessuna paura e con queste scarpe puoi andare lontano, ovunque, tenendoti stretto la tua parte migliore. E' una gioia poter affermare che esistono ancora gruppi in grado di regalarci, oltre al flusso quotidiano, vividi momenti di forza e di bellezza. // Margherita di Fiore. (Continua  a leggere)  

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#2

HIS CLANCYNESS 

"Vicious" 
FatCat

Vi dirò che Jonathan Clancy sa fare bene le valigie e "Vicious" è una valigia fatta benissimo: c’è il glam-punk, c’è Neil Young, c’è il country, c’è la chitarra-voce, c’è il dream-pop e il rock, quello kraut, quello americano e quello elettronico. Jonathan che prende in mano la sua Clancyness e ci gioca, cambia faccia, indossa maschere e si cambia d’abito nel giro di quella manciata di secondi che c’è tra una traccia e l’altra. Come uno di quelli che le valigie le sanno fare con estro, Jonathan riesce a dare coerenza e simmetria, superando apparentemente con un guizzo la naturale difficoltà di trovare il fil rouge tra le tante influenze, passioni, e le storie presenti in questo LP. E con una valigia ben fatta, si sa, si può andare in capo al mondo. // Teresa Bellemo (Continua  a leggere)  

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#3

COSMO 

"Disordine" 
42 Rec.

Cosmo è uno dei pochi progetti pop in italiano ad uscire dall'ormai indigeribile seminato neo-cantautorale dalle chitarrine tutte uguali. Siamo dalle parti di Grimes, Purity Ring, Indians, anche Jessie Ware volendo. E se inizialmente ti suona come potrebbe suonare Mango prodotto dai Mount Kimbie (e sia chiaro che è un complimento) poi capisci che è un altro tipo di leggerezza. È un valore aggiunto, i pezzi girano bene e sono prodotti col piglio sfacciato di chi ambisce ad andare in classifica. In definitiva un disco per l'estate fatto coi crismi, il talento, e la capacità per farlo. Canzoni con dentro così tanti piccoli slanci poetici e naif che se ne potrebbe innamorare chiunque. // Marcello Farno (Continua  a leggere)  

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#4

BAUSTELLE

"Fantasma" 
Warner

Parla dello scorrere del tempo. Ti restituisce un pezzo di vita, che è una parolona, me ne rendo conto. Più che altro ti racconta delle storie che contengono immagini che contengono sentimenti ben saldi all'idea “innamorati-consuma-spera-crepa”. Come minimo ti ci appassioni. Scritto benissimo, accorpa presente, passato, tecnologia, romanticismo e critica sociale. C'è la paura, in un disco sulla vita la devi mettere in conto. C'è il vivere in due, e l'idea che uno dei due se ne andrà prima dell'altro. Ci sono grandi canzoni, a prescindere dalla pesantezza di queste lunghe parti orchestrali (avrete bisogno più di una pausa). Le citi una frase tratta da "Il Futuro", ti godi quello strano senso di conforto riscoperto ultimamente. Lei abbassa le ciglia. Sorridi. // Sandro Giorello. (Continua  a leggere)  

 

#5

I CANI

"Glamour" 
42 Rec

Se non vi dispiace vado al dunque e il dunque è che prima i Cani ci raccontavano un mondo fatto di hipster e di file per entrare nei club e nelle pieghe di questo racconto tu potevi intravedere un personaggio nascosto, con le sue invidie, le fratture di cuore, le ansie. Ora il personaggio viene allo scoperto, le sue paure diventano la spina dorsale delle canzoni. E ce le mette nel dettaglio facendoti sentire le viscere che battono contro i nervi e che si stringono di fronte a quel buco grosso quanto un dirupo che si porta dentro. L'album prima era più grosso, più fantasioso, sicuramente più divertente. Questo approfondisce più un lato personale. Un passo vicino al dirupo andava fatto. Hanno ribadito di essere tra “quelli nuovi” che scrivono bene in Italia e di avere un tipo di sguardo praticamente unico. // Sandro Giorello. (Continua  a leggere)  

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#6

ALBEDO

"Lezioni di anatomia" 
Inconsapevole Rec. / V4V

Un concept sul nostro corpo. Non su come noi ci sentiamo in esso, ma su come lui si sente con noi. E' quello vorrebbero dirci le nostre dita, le nostre gambe, gli occhi, il cuore. Come se gli organi interni potessero parlarci direttamente, bypassando l'elaborazione accentratrice del nostro cervello. Sono poesie, sono parole che si impongono con una forza sorprendente, semplici e ricche d'immagini e che contengono a loro volta suoni. E' un disco molto scritto, pensato, elaborato, ma la registrazione in presa diretta salvaguarda l'urgenza del rock, dell'espressione del sentimento e anche la pienezza degli arrangiamenti. Un disco che avremmo ascoltato volentieri dieci anni fa e ascolteremo ancora volentieri tra dieci anni, pop nelle melodie, rock nei suoni, autoriale nelle intenzioni: in una parola, un disco bellissimo. // Chiara Longo (Continua  a leggere)  

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#7

MASSIMO VOLUME

"Aspettando i barbari" 
La Tempesta Dischi / Tannen Rec.

La domanda da farsi è chi siano i barbari del disco. Lo stesso Mimì non ne ha un'idea ben precisa, possono essere paure, ansie, fantasmi da combattere. Ma anche cambiamenti. In questo caso, il barbaro/nemico che avanza non è altro che il futuro che bussa alla porta perché è già presente. Ci si mette in trincea, si serrano le imposte. Rispetto al disco precedente che scorreva leggero e diretto, questo è un lavoro difficile, preoccupato. Non è solo musica, nessun disco di questa band è stato mai solo musica. Ma, inaspettatamente suona incredibilmente importante, è un disco colto, maturo. E vi piacerà, anche se bisogna lasciarlo sedimentare un po' prima di farlo proprio. Non a caso, si chiude con una sorta di testamento: I Massimo Volume ci lasciano dicendoci che si distrugge per ricostruire. Da qui, forse, ripartono. Chissà verso cosa, chissà per quanto tempo. // Sara Scheggia. (Continua  a leggere)  

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#8

VIRGINIANA MILLER 

"Venga il regno" 
Etichetta

“Venga il regno” è il disco più pop dei Virginiana, con alcune canzoni che si aprono verso melodie e terreni mai battuti, pur riuscendo a mantenere un legame netto con i vecchi lavori, soprattutto a livello tematico. Contatti con il passato, proiezioni in avanti, sguardo sul presente: “Venga il regno” è l’ennesima dimostrazione dell’abilità dei Virginiana Miller nel masticare ansie e ossessioni di questo paese, per poi risputarle sotto forma di canzoni pop piene di livelli e riferimenti. Lo fanno da quindici anni e - così bene - in Italia lo fanno solo loro. // Marco Villa. (Continua  a leggere)  

 

#9

APPINO

"Il testamento" 
La Tempesta Dischi / Tannen Rec.

“Non si esce vivi dagli anni 80” diceva qualcuno e il comun denominatore di questo è proprio quel decennio, culla del male odierno: l'infanzia difficile di Appino e di un intero popolo incapace di rialzarsi dallo scintillante piattume culturale, dalla promessa di un successo vacuo ma colorato, dallo strapotere del denaro e della pubblicità. Ci sono la famiglia e la religione, due gusci svuotati di senso dai quali però è impossibile uscire senza farsi male. C'è l'amore che ben lungi dall'essere romantico si rivela disperata azione/reazione a una realtà soffocante. "Il Testamento" è un incrociarsi di musiche e vite, di presente e di passato, di individui e generazioni, è l'incrocio tra Appino e Andrea, tra il personaggio e una persona che vale la pena conoscere, fosse anche solo leggendo tra le righe delle sue ultime, metaforiche disposizioni terrene.// Nicola Bonardi (Continua  a leggere)  

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#10

GREEN LIKE JULY

"Build a Fire" 
La Tempesta International

Ma lo chiamano fuoco, questo? Tre post-it strappati su una scrivania, tutto qui? Sì. E' questo il fuoco, e che tu sia uomo o soldatino di plastica è compito tuo sentirne il suo calore. Non è difficile, basta volerlo, basta sognarlo. Perché se c'è una cosa che ci ha insegnato Hans Christian Andersen, è che anche i giocattoli sono in grado di sognare, e sognano, eccome. Sarebbe il caso di tornare a farlo anche noi. E "Build a fire" è l'album giusto per questo. Primascelta. // Silvio Bernardi. (Continua  a leggere)  

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Tag: classifica speciale meglio 2013 top 2013

Pagine: Baustelle Massimo Volume Virginiana Miller Green like july Albedo His Clancyness Soviet Soviet I Cani Appino Cosmo

Commenti (4)

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  • Francesco De Paoli 08/01/2014 ore 05:43 @frankie89

    AHAHHA! Bellissima sta classifica dei dischi più brutti dell'anno. A quando quella di quelli belli?

  • Faustiko Murizzi 09/01/2014 ore 10:27 @faustiko

    Francesco De Paoli dicci la tua di classifica...

  • FrancoCas 07/04/2014 ore 09:26 @FrancoCas

    Baustelle e Virginiana sopra tutti! Alcuni sono ingiustamente in questa classifica!

  • LuisaMiglio 07/04/2014 ore 14:08 @LuisaMiglio

    Io dico ok Massimo Volume, Baustelle e Virginiana. Cosmo e I cani per me non dovevano entrare.

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