Cosa possiamo imparare dalla lista dei 100 dischi più venduti in Italia nel 2015

Se non avete voglia di leggere tutto il rapporto della FIMI, qui c'è qualche spunto per riassumere la situazione del mercato discografico italiano nel 2015.

jovanotti è l'artista che ha venduto più dischi nel 2015
jovanotti è l'artista che ha venduto più dischi nel 2015
08/01/2016 - 17:40 Scritto da Nur Al Habash

Come ogni anno, la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) rende note le classifiche sulla musica più venduta durante l'anno appena concluso, in particolare con la lista dei 100 dischi che hanno guadagnato di più, sia dal supporto fisico che da quello digitale. Ecco le prime 10 posizioni:

1. Jovanotti - "Lorenzo 2015 CC"
2. Tiziano Ferro - "TZN - The Best"
3. The Kolors - "OUT"
4. Adele - "25"
5. Marco Mengoni - "Parole in circolo"
6. J-AX - "Il bello d'esser brutti"
7. Il Volo - "Sanremo Grande Amore"
8. Marco Mengoni - "Le cose che non ho"
9. Modà - "Passione maledetta"
10. Ligabue - "Il giro del mondo" 

Se avete voglia di spulciare fino alla centesima posizione potete scaricare l'allegato fornito dalla FIMI nel quale sono incluse anche le classifiche per DVD, compilation e singoli digitali. Se non avete voglia, qui di seguito trovate qualche spunto per riassumere la situazione del mercato discografico italiano nel 2015.

1. L'Italia è uno degli unici paesi al mondo in cui si ascolta quasi solo musica nazionale
9 album italiani tra le prime 10 posizioni, che salgono a 17 se si considerano invece le prime 20: come nota la stessa FIMI, "la percentuale di penetrazione del repertorio nazionale nel segmento più importante del mercato, quello degli album, è tra le più elevate al mondo. Pochi Paesi mostrano una così alta percentuale di artisti locali ai vertici delle vendite di dischi". Questo potrebbe voler dire che abbiamo della musica talmente meravigliosa che non abbiamo tempo di ascoltare anche tutto il resto, oppure che siamo un paese di ascoltatori chiusi, poco curiosi e forse anche un po' ignoranti. 

2. Le prime tre posizioni insegnano qualcosa
Le prime tre posizioni della classifica possono essere una delle chiavi di lettura del mercato musicale italiano, e insegnano qualcosa: primo, i talent show seguiti dagli adolescenti spostano ancora fette impressionanti di mercato. Secondo, un best of - lo stesso best of- è tra i primi dischi più venduti per due anni di seguito. Segno che gli ascoltatori italiani prediligono ancora il calore rassicurante delle canzoni di 15 anni fa all'impegno che richiederebbero delle canzoni nuove e originali. Terzo, Jovanotti piace davvero a tutti.

3. Il rap sta evidentemente perdendo colpi
Nessun disco rap nelle prime 10 posizioni. Ma nemmeno nelle prime 20, 30, 40 (se escludiamo Fedez e Briga, ovviamente). "Vero" di Guè Pequeno si posiziona come 41esimo album più venduto, seguito da Marracash alla posizione 45 e Fibra alla 49. Negli scorsi anni nelle prime 50 posizioni trovavamo almeno 4-5 album rap, quest'anno, nonostante le firmacopie, non è andata altrettanto bene.  

4. I musicisti indipendenti non vendono dischi
L'anno scorso l'unico disco di area indipendente era rappresentato da Mannarino, entrato in classifica alla posizione 60. Quest'anno invece ci sono solo i Verdena, per giunta al numero 76 con "Endkadenz vol.1". Un fiasco totale.

5. Anche quest'anno, niente numeri
Finché la FIMI non renderà note le cifre delle copie vendute per ogni singolo album sarà molto difficile capire quale siano le effettive dimensioni del nostro mercato musicale, e continueremo a parlare della musica italiana usando solo tanta tanta immaginazione.

 

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L'articolo Cosa possiamo imparare dalla lista dei 100 dischi più venduti in Italia nel 2015 di Nur Al Habash è apparso su Rockit.it il 2016-01-08 17:40:00

Tag: top 2015

COMMENTI (11)

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  • lipap 5 anni Rispondi

    Dati tutti abbastanza scontati, davvero poco "da imparare" :
    1. Che nelle prime posizioni, in Italia come nel resto del mondo, non ci siano dischi indie, progressive, sperimentali, punk o metal mi pare abbastanza ovvio.
    2. J-Ax non è rap e non risulta sesto?
    3. Se, a parte Ax, il rap è messo male in classifica, mi pare normale: è un genere ascoltato prevalentemente da ragazzini superficiali che ascoltano giusto il singolo su Youtube e in radio.
    4. "Negli scorsi anni nelle prime 50 posizioni trovavamo almeno 4-5 album rap" E dici questa frase dopo aver elencato nelle 50 posizioni di quest'anno Fedez Briga Gue Pequeno Marracash e Fabri fibra, più J Ax che non hai contato, quindi 6 rapper... boh

  • big_hands 5 anni Rispondi

    @camillo1994 Beh meglio tardi che mai.

  • dadaunpa 5 anni Rispondi

    ahhh ahhhh e che dobbiamo imparare?
    Lezione 1 : In Italia si ascolta musica per scimmie.
    Lezione 2 : I dischi "Indi" (sta parola la possiamo buttare?) non vengono conteggiati dal FIMI ( e lo sapevamo già).
    Lezione 3 : Se esistesse un critica musicale con " I cazzi" (scusate la metafora) forse si potrebbe arginare la bruttezza...Ma invece non c'è altro che compiacenza, e vai...Pronto Ufficio Stampa? Che scriviamo? E non ho tempo mi fai tu due righe..si poi il disco lo ascolto ahhh ahhh ahhh!!!

  • forthose 5 anni Rispondi

    Enzo, guarda che tutti e 10 gli artisti italiani di questa lista hanno contratti con le major straniere. Per cui se Jovanotti vende più di madonna alla major sai che le frega? L'importante è vendere
    Quanto ai testi, ma hai provato a sentire i modà o j ax? Non mi pare siano molto meglio delle porcate di madonna!
    P.S. Chiedo scusa per il mio secondo commento: mi ero perso Adele quindi sono correttamente 9 su 10 gli italiani.

  • enzoderosa 5 anni Rispondi

    Meno male! Vuol dire che nonostante siamo una colonia anglo-americana riusciamo a resistere alla tirannia delle major e della spazzatura che ci propinano in casa. Aprirsi poi a che? Forse ad ascoltare soltanto Taylor Swift, Madonna o a qualche rapper del Bronx che niente ha a che fare con la cultura italiana. Il guaio degli italiani è che se capissero per bene i testi di certe canzoni straniere si terrebbero Zero, Ramazzotti, Pooh e compagnia ben stretti, con tutti i loro limiti. Aprirsi a che? Ad arrangiamenti sempre con gli stessi accordi, allusioni sessuali dovunque, emozioni fasulle e piene di illusioni e menzogne. Provate a vedere un testo a caso: Madonna con il suo ultimo album 800.000 copie:
    Living for love
    Living for love
    I'm not giving up
    I'm gonna carry on
    Living for love
    I'm living for love
    Not gonna stop
    Love's gonna lift me up
    (Love, love, love)

    ossia:
    Vivere per amore
    Vivere per amore
    non mi arrendo
    Sto andando avanti
    Vivere per amore
    Sto vivendo per amore
    Non ti fermare
    L'Amore mi fa sollevare
    (Amore amore amore)

    Va bene che in Italia si sente musica nazionale, questo per quanto riguardo il pop. Pop viene da "popolare" ed è il tipo di musica che è pertinente alla cultura e tradizione locale. Ogni stato ha il suo pop e le sue star che in genere non oltrepassano di un metro i confini nazionali. Le canzoni di 15 anni fa sono dei capolavori... Il rap perde colpi perché è un fenomeno americano che esprime una propria realtà locale. I musicisti indipendenti non vendono dischi perché non hanno promozione e anzi vengono oscurati e ostacolati. Alle Major, che sono straniere, non fa piacere che ci sia una realtà culturale locale. Va contro il processo di globalizzazione che tende ad oscurare le culture e tradizioni locali sostituendole con valori posticci e fasulli come la coca cola e l'hamburger di McDonald. Ancora peggio, una certa corrente cattocomunista di pseudo intellettualismo che propina valori taroccati e manipolati. E se alla radio sento "Dio delle città e dell'immensità" mi sta bene più che sentire:
    "You're stuck in my head
    Stuck in my heart
    Stuck in my body!
    Vai con fettuccine alla bolognese e un bel bicchiere di aglianico.

  • utente49914 5 anni Rispondi

    Ricordo che queste statistiche, per le copie fisiche, sono redatte sul sell in e il sell out. Cioè le copie vendute (imposte ?) dalle case discografiche ai grandi distributori italiani. Quindi la quota di sell in indica quante copie le forza vendita della Universal in sostanza e forse la Sony hanno spostato da loro magazzino a quello delle catene tipo Feltrinelli, Mondadori, IBS, Amazon, Expert etc...
    Ed è sul quel numero che calcolano le posizioni di questa classifica che quindi è del tutto pilotata.
    Se conoscessimo i numeri, come ribadisce la giornalista, potremmo capire meglio.
    Mi pare di avere letto che Jovanotti è sei volte disco di platino (50000 copie, potrei sbagliarmi però) quindi 300000 copie.
    Se questa mia illazione fosse vera, poco più del 30% è fisico. Il resto è digitale. Quindi il grosso di 90000 copie sono in giacenza.
    E questo calcolo corrisponde alla realtà. Abito a Napoli e sono uno dei pochi che compra ancora cd fisici. Se non li ordino su Amazon, li compro presso un megastore. Ieri sono andato per comprare Bowie di cui c'erano DUE copie contro le stesse venti copie (le ho contate) di Jovanotti. Le stesse di 20 giorni fa.
    Queste statistiche dicono quindi quello che l'industria pretende che si dica.
    A Napoli, i neomelodici possono spostare cifre di cd fisici impressionanti a fantoccio musicante. Ma nessuno le registrerà MAI.

  • forthose 5 anni Rispondi

    Ho cercato i kolors. Sono italiani pure loro. Per cui anche al punto 1 c'è un'imprecisione. 3 su 5.

  • forthose 5 anni Rispondi

    Non ho capito il punto 2. Non mi risulta che né Jovanotti né ferro siano usciti da talent. I terzi in classifica non so chi siano.

  • camillo1994 5 anni Rispondi

    Non sapevo che j-ax facesse folk invece che fare rap!

  • alexb1096 5 anni Rispondi

    Quoto Tommy, un po' tanto ignoranti, ma per fortuna la nostra musica pop penso non sia così di livello z.
    Mi rattrista solo che di ogni album si conosca solo la hit e che i gruppi siano una copertura a cantanti solisti (vedi checco dei modà e stash, per citare quelli della top 10).
    Aggiungerei che il 90% delle persone ormai la musica la scarica. Se si compra un disco lo si fa solo degli artisti preferiti o di quelli italiani perchè sono più difficilmente trovabili su internet. Quindi non ritengo questa classifica reale, o meglio, non per quanto riguarda l'ascolto nella vita quotidiana. Molti DJ o artisti stranieri pop/dance ottengono anche da noi molte più riproduzioni del "vincitore" Jovanotti.