Close Listen, un esercito trap contro i demoni interiori

Dai banchi di scuola con DPG e Love Gang, il producer classe '92 dei Tauro Boys si mette in proprio e pubblica il suo primo disco Angeli, ispirato da Lil Peep e Lil Uzi. Al suo fianco, tanti artisti (e prima ancora amici) tra cui Ketama, Vale LP e Tony Boy, attraverso cui raccontare il suo mondo

Michele Lamonica, aka Close Listen
Michele Lamonica, aka Close Listen

Dopo aver plasmato il suono dei tre album dei Tauro Boys, aver collaborato con Dark Side, Ketama126Tutti Fenomeni e molti nomi del giro della trap romana, Close Listen – all’anagrafe Michele Lamonica – ha pubblicato lo scorso venerdì 5 febbraio Angeli, il suo disco di debutto: dalla trap al rock, dal pop all’elettronica, Close Listen si fa accompagnare nel suo viaggio introspettivo da tanti ospiti della scena romana – tra cui lo stesso KetamaPretty Solero e Icy Subzero – e non –  come Tony BoyVale LP –, per 12 tracce densissime, pur non arrivando alla mezz’ora di durata.

Lo scorso venerdì, alla Contemporary Cluster Art Gallery di Roma, Close Listen ha presentato Angeli con una performance live tra le opere di Tremila e Genocida, che si sono occupati dell’artwork del disco, il tutto presentato su Twtich da Matteo Corradini dei The Pills. "L’idea di vedere esposte delle opere non per forza legate al disco, perché si possono ammirare anche senza ascoltare o apprezzare le canzoni", ha spiegato Close Listen. "La parte grafica mi ha sempre molto interessato, penso che riesca a dare un valore aggiunto rispetto alla musica".

Close Listen inizia ad avvicinarsi alla musica sui banchi di scuola: è anche lui uno studente del Virgilio, il liceo classico di Roma diventato noto per aver avuto tra i suoi studenti membri della DPG, Love Gang e i Tauro Boys. "Al Virgilio abbiamo anche girato il video di Bella Bro. È una coincidenza assurda che fossimo tutti lì: o c’è stata una congiunzione astrale, oppure in qualche modo ci siamo tutti un po’ ispirati a vicenda e siamo riusciti a emergere per questo motivo". La prima ipotesi non è da scartare però: Michele è nato a Siena, ha vissuto per un periodo a Torino ed è arrivato a Roma quando era in quinta elementare. Forse era scritto nelle stelle che dovesse finire in quel liceo.

 
 
 
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"Ho deciso di far partire un progetto mio per esprimere tutto ciò che avevo in testa", ci ha spiegato Michele. "Il fatto di poter coinvolgere diversi artisti mi ha permesso di muovermi un po’ come mi pareva e scegliere poi la persona più adatta al pezzo. Non avrei inserito una traccia tanto per metterla, quindi ogni artista presente c’è perché l’ho conosciuto, si è creata una buona intesa ed è venuto fuori qualcosa di cui sono orgoglioso".

Angeli ha iniziato a prendere forma nel lockdown, il che ha limitato molto lo sviluppo del disco: "Sentirsi solo sui social non è il massimo, l’ideale sarebbe stato vedersi con tutti per riuscire a conoscersi al meglio, almeno con quelli con cui non avevo mai collaborato". Nonostante questo, Angeli spicca per la sua spontaneità, di come Michele riesca a parlare di sé usando la voce degli altri e di come ogni collaborazione si sposi con la rispettiva strumentale: "Non ho dovuto cercare compromessi nelle mie idee. I dischi che verranno dopo probabilmente saranno diversi, ma questo sia per la scelta degli artisti che per la produzione è esattamente come lo volevo, non avrei messo in mezzo altra gente".

In Angeli si riesce anche ad apprezzare la versatilità di Close Listen, capace di spostarsi tra vari generi musicali e suoni diversi – fino all'ukulele in Temporale – mantenendo una coerenza di fondo: "Ho sempre avuto una grande passione per la musica, ho anche studiato musica elettronica all’università. Lil Uzi e Lil Peep sono quelli che mi hanno ispirato di più, ma a me la musica piace tutta. Metal a parte (ride, ndr). Sarà che non riesco a rispecchiarmici, non lo so. Quando è in connubio con la trap, per dire, riesco ad apprezzarlo come genere".

Gli angeli di Close Listen sono in un certo senso le stesse persone che hanno preso parte al disco, riuscendo a veicolare tutto ciò che Michele voleva esprimere senza usare le sue parole, ma solo la musica. "Io mi chiamo Michele, come l’Arcangelo a capo delle milizie angeliche contro Satana, uno dei primi tatuaggi che mi sono fatto in faccia è la scritta Angel, quindi ho voluto dargli un tocco molto personale, mi sembrava il concept più adatto", ci ha spiegato. "Io ancora non so se ho sconfitto i miei demoni, però sono pronto alla battaglia. E i feat di questo disco sono i miei 'soldati' (ride, ndr)".  

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L'articolo Close Listen, un esercito trap contro i demoni interiori di Marco Beltramelli è apparso su Rockit.it il 2021-02-09 09:58:00

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