Mentre la musica sta andando, Cosmo non riesce a stare davanti alla sparuta platea che ha di fronte. Cammina, si sposta, finisce in fondo alla sala per stare anche lui in ascolto davanti all'impianto - davvero notevole - di Voce, spazio della Triennale di Milano che ben si adatta a questo tipo di situazioni. Siamo qui per ascoltare in anteprima La fonte, il nuovo album di Cosmo in uscita il prossimo 17 aprile, che verrà accompagnato anche da una serie di atipici appuntamenti dal vivo mattutini (compresa uno speciale show in chiusura del MI AMI, domenica 24 maggio). "L'idea di fare i concerti al mattino arriva dallo scorso tour, dopo aver suonato all'alba al CaterRaduno di Pesaro. All'inizio volevo fare dei concerti in mezzo alla settimana alle 8 del mattino con un afterparty fino alle 16-17, colonizzando così il tempo del lavoro", racconta.
Non fatevi però ingannare dal momento della giornata in cui questi show si svolgeranno: il soft clubbing qua non c'entra nulla, anzi, è proprio un'espressione vietata. Come ci tiene a sottolineare Cosmo stesso: "Io mi dissocio completamente dal soft clubbing e da questo ideale della sobrietà, il cercare di addomesticare quello che fai di notte in una dimensione diurna, apollinea, in cui tutto è sotto controllo. Io lo faccio perché la gente si possa bere un cocktail la mattina". Se temevate di non poter fare la dovuta festa con questo tour, quindi, potete tranquillizzarvi. E se venite, fatelo presto: "La cosa particolare è che noi saremo già sul palco mentre il pubblico entra, con un dj set che poi porterà alle canzoni, una volta che si riempirà lo spazio".

Anche il concetto di club, in realtà, è diverso da quello che tendenzialmente ci aspettiamo da Cosmo. Più che cassa dritta, ecco fare la comparsa ritmi diversi, dalla musica tropicale all'urban (in particolare Totem e tabù), pure qualche richiamo allo swing e alle terzine dei valzer: "Volevamo mettere da parte l'ambito dance e Il clubbing di Cosmo non sarà mai soft, ma anche parlare più al corpo con ritmiche diverse, dalla black music a musiche baleariche. Il disco va a esplorare una dimensione più sensuale rispetto alla techno. Ci hanno ispirato molto artisti come Lucio Dalla, Carboni in particolare, ma anche il provino del primo brano aveva come nome "Bad Bunny", anche se non c'entra niente".
Anche se a dire di Cosmo non è un disco apertamente politico, La fonte ha dentro di sé un messaggio che risuona chiaro, soprattutto in questi tempi dove l'incertezza è una costante inevitabile: basti pensare che ci stiamo trovando appena qualche ora dopo l'annuncio del rinvio dell'ultimatum di Trump all'Iran, che molti temevano potesse tradursi in un attacco nucleare degli USA. Ecco, se il presidente americano ha raccolto la sua ideologia violenta e razzista sotto lo slogan "Make America Great Again", per Cosmo il ritorno non è a una fantomatica età dell'oro, ma a una "fonte" come simbolo di purezza, di bontà, di umanità incontaminata da chi invece è mosso dall'odio. La stessa fonte citata in Sulle ali del cavallo bianco, di cui La fonte è un ideale seguito o, ancora meglio, prequel, come racconta Cosmo durante il preascolto.

Questo aspetto emerge più o meno chiaramente in vari brani, ma c'è soprattutto un'immagine che svetta: il corpo che brucia che compare all'interno del brano Venite a vedere, ispirato al "burning monk", notissimo scatto del monaco buddhista che si diede fuoco a Saigon nel 1963 come segno di protesta verso le politiche repressive della dittatura vietnamita. "Quando ho visto quell'immagine ho pensato: 'ecco, lì scorre la fonte'. Ho visto qualcosa di molto profondo: una persona che ha lottato con tutto sé stesso, per immolarsi in una causa, toccando qualcosa che se tutti fossimo capaci di fare il mondo non sarebbe così com'è".
Un gesto che, in tempi più recenti, venne replicato dal militare 25enne Aaron Bushnell, che nel febbraio del 2024 si diede fuoco di fronte all'ambasciata israeliana di Washington per non riuscire più a tollerare il genocidio subito dal popolo palestinese a Gaza. E lo fece in diretta su Twitch proprio perché il suo atto arrivasse a quante più persone possibile, eppure non ha avuto chissà quale eco mediatica, in confronto allo scatto di cui sopra. Siamo forse più anestetizzati alla violenza, allora? "I notiziari e anche i social sono ormai pieni di violenza, di distruzione e di fiamme", spiega Cosmo. "È difficile pensare di fermare il male con la lotta non-violenta. La sorgente del sacrificio per una causa buona mi è sembrato potentissimo e dev'essere riattualizzato: dobbiamo essere pronti a sacrificarci".

All'interno dell'album, l'aspetto comunitario è centrale, ed emerge soprattutto in un trittico di brani, ciascuno rivolti a una persona precisa: Parlare con te, Per un'amica e Per mio fratello, tutte tracce infilate una dietro all'altra. In particolare è quella dedicata al fratello ad avere una componente emotiva fortissima, un po' per il richiamo con l'infanzia, un po' per il rapporto particolare che spesso può esserci tra due fratelli: "Quando si sono separati i nostri genitori, io e mio fratelli ci siamo un po' persi: lui è rimasto con mio padre, io sono andato con mia mamma, poi io iniziavo l'università quindi orbitavo più a Torino. Ora che abbiamo entrambi figlie e figli è stato un bel ritrovarsi", racconta. "Questa canzone l'ho fatta per farlo piangere, e ci sono riuscito".
In generale, l'ideale di fratellanza universale come qualcosa da perseguire è il fulcro de La fonte. Ed è qualcosa che da sempre Cosmo porta avanti: l'unione, la commistione di corpi, la comunità come un'ente che va preservato intero, e non come un reticolo frammentato di individui slegati tra di loro. Per dirla con le sue parole: "Stare insieme, scambiarsi affetto aiuta a trovare le energie per opporsi al male e al brutto". E questo va a spiegare il perché il messaggio politico non sia sbandierato, ma lo si capisca semplicemente accogliendolo nel brano La fine: "Anche se sembra andare tutto a rotoli, la parola fine non la mette mai il male del tutto, c'è qualcosa dentro che non si arrende. Una parte di umanità lavora alla distruzione, un'altra parte si oppone".
Arrivati alla fine del disco, La fonte trova il suo compimento nella traccia finale Sboccia il fiore, come qualcosa che in realtà non è mai davvero finito, ma lascia aperta la porta a quello che verrà poi. Cosa? Secondo Cosmo "...il disco attraversa il dolore, alla fine ne facciamo qualcosa: facciamo sbocciare un fiore". Accogliamolo, anche se dovesse costringerci a una levataccia (o a un drittone dalla sera prima).
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L'articolo Il clubbing di Cosmo non sarà mai soft di Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 2026-04-09 14:19:00

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