Era ormai praticamente tutto pronto. Anche perché, per un festival, quando mancano meno di due settimane all’inizio la macchina è già bella che in movimento da mo’. Non fa eccezione il Meraviglia Festival, nato nel 2014 come una festa tra amici e poi diventato un appuntamento sempre più apprezzato per circa un migliaio di persone, con tanti concerti, certo, ma anche attività varie che vanno dalle camminate nei boschi alle degustazioni di vini.
Negli ultimi cinque anni il festival si è svolto alla Piana di Vigezzo, vicino al Lago Maggiore. Anche quest’anno sarebbe dovuta andare così, poi di colpo ecco la notizia che nessuno degli organizzatori avrebbe voluto arrivasse: Vigezzo & Friends, la società che gestiva gli impianti, il ristorante e la biglietteria della location, presenta istanza di fallimento. Abbiamo provato a contattarli via mail, ma abbiamo ricevuto una risposta automatica riguardo alla temporanea chiusura delle attività. Qualora volesse esprimere la loro versione dei fatti, siamo ben disposti ad ascoltarli.
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Fino a pochi giorni prima i confronti tra l’associazione organizzatrice del festival e la suddetta società sembravano procedere in una direzione comune. Per cinque anni il festival era andato avanti con una divisione dei compiti semplice: la società curava la parte infrastrutturale, di ristorazione e incassava i biglietti, mentre l'Associazione Meraviglia (detentrice del format del festival) metteva la parte creativa: “Ci occupavamo della direzione artistica, della direzione tecnica e delle attività in programma”, spiegano gli organizzatori del Meraviglia. “La procedura di fallimento ha spezzato quell'equilibrio da un giorno all'altro, lasciando il festival senza i fondi e i servizi necessari”.
Il festival era in programma per l'11 e il 12 luglio. "Abbiamo saputo che stavano per annunciare il fallimento, quindi la procedura di liquidazione giudiziale, pochi giorni prima del festival”, racconta. "Sapevamo che c'era stato qualche cambio nel CDA, però non ci aspettavamo che succedessero drammi esistenziali clamorosi". E invece tutto si è dovuto fermare all’improvviso, con l’impianto per portare il pubblico alla venue del festival fermo, personale non più operativo e nessuna certezza su come far partire gli eventuali concerti.
Il problema grosso, però, per il Meraviglia, è un altro. La biglietteria, gestita dal partner, aveva già incassato quasi 27mila euro relativi a 650 biglietti venduti in prevendita. Quei soldi sono a oggi bloccati sui conti della società a causa della procedura fallimentare e quindi fuori dalla portata dell'associazione. Che, nel frattempo, si è mossa per iscriversi al registro dei creditori non appena sarà nominato un curatore fallimentare. E, soprattutto, con uno sforzo non indifferente, si è messa al lavoro per recuperare il 5 e 6 settembre quello che sarebbe dovuto essere il Meraviglia di luglio, con una lineup per forza di cose rimaneggiata a seconda delle disponibilità degli artisti. "Abbiamo trovato una nuova location a San Domenico Ciamporino, circa nella stessa zona, che accoglierà gratuitamente tutte le persone che avevano già preso il biglietto".
Come fare però con il buco lasciato dai biglietti già venduti? E come rimborsare chi non potrà o non vorrà partecipare alla nuova data? Pur non essendo legalmente tenuta a farlo - i soldi li ha incassati il partner fallito, non l'associazione - Meraviglia ha deciso di mettersi al lavoro per cercare dei fondi adeguati da versare a chi vorrà chiedere indietro il denaro speso. “"Quando si è fermato tutto, la nostra prima preoccupazione è stata capire come rimanere integri e onesti con le persone che ci seguono. Ora la nostra intenzione è di mettere in primis quei pochi soldi che ci sono avanzati sul conto corrente dell’associazione, poi attivare un crowdfunding e cercare qualche sponsor che quest'anno intervenga per dare una mano, e poi magari fare dei ragionamenti un po' più di lungo periodo”.

La cosa positiva in questa situazione a dir poco incasinata è soprattutto la reazione del pubblico. "Abbiamo ricevuto tantissimi messaggi e dimostrazioni d’affetto: il Meraviglia Festival esiste perché c'è una comunità che ci tiene, non perché esiste un impianto o una biglietteria. Ed è per questa comunità, prima che per noi, che non ci stiamo dando per vinti", raccontano gli organizzatori, che hanno gestito personalmente comunicazioni social e le risposte nei DM. Dietro le quinte, però, il costo umano della gestione della crisi non è stato indifferente per gli organizzatori, ossia una squadra di una trentina di persone che portano avanti il festival nel tempo libero. "Abbiamo sacrificato tanto tempo, non solo privato, ma anche ai nostri lavori principali. Gli ultimi weekend non siamo mai stati a casa, ma in giro a fare sopralluoghi e a cercare location alternative".
Nonostante tutto, la struttura costruita negli anni - gruppi di lavoro dedicati a esperienze, info point, accoglienza, palco artisti - si è rivelata decisiva per reggere l'urto: "Avere quell'organizzazione lì ci ha permesso di, trovando una location alternativa, ripartire in così poco tempo. È stato più facile che dover ricominciare da zero completamente". A cui si aggiunge la disponibilità di eventi e spazi vicini a ospitare il Meraviglia in futuro, che si sono messi in contatto una volta saputa la situazione. “Potenzialmente, chiusa una porta potrebbe aprirsene una un po’ più grande. Per noi è una bella testimonianza di aver costruito nel tempo qualcosa di bello e genuino”.
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L'articolo Come perdere (e ritrovare) un festival 10 giorni prima del suo inizio di Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 2026-07-31 17:25:00
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