Come promuovere una serata: dieci consigli di Alessandro Alez Giovanniello Rubrica

Da anni Alessandro 'Alez' Giovanniello organizza festival, rassegne e serate in tutta la Lombardia e, per farlo, da poco ha lanciato Hashtag. Gli abbiamo chiesto di darci 10 consigli su come spingere e promuovere una serata o una rassegnaDa anni Alessandro 'Alez' Giovanniello organizza festival, rassegne e serate in tutta la Lombardia e, per farlo, da poco ha lanciato Hashtag. Gli abbiamo chiesto di darci 10 consigli su come spingere e promuovere una serata o una rassegna
06/03/2014 di Alessandro 'Alez' Giovanniello

Continua la serie di approfondimenti di Rockit dedicati alla promozione. Dopo Dietnam e i consigli per promuovere la propria band, questa volta tocca ad Alessandro 'Alez' Giovanniello, che da anni organizza festival, rassegne e serate in tutta la Lombardia e, per farlo, da poco ha lanciato Hashtag. Un anno e mezzo fa ci siamo fatti raccontare il suo punto di vista sulla situazione dei live in Italia, oggi gli chiediamo di darci 10 consigli su come spingere e promuovere una serata o una rassegna. 

 

Voi, quelli come me li odiate.
Io lo so bene.
Io sono fra quelli che con un click invita 5000 persone (soglia massima consentita) ad un evento.
Sono fra quelli che vi intasano la bacheca dei social.
Fra quelli che fanno della sovraesposizione il mezzo comunicativo principale.
E lo fa ogni dannatissima settimana.

Avete ragione.
Se non facessi questa vita mi odierei anche io.

Ma cosa c'è dietro a questa mole di "like" e di "partecipa"?
Cosa funziona e cosa no, quando si vuole organizzare e promuovere un evento?

Vediamo se sono in grado di raccontare come faccio a fare un sold out anche quando siamo in sala in 15.



Primo.
Inquadra il tuo interlocutore.
Devi conoscere per nome chi inviti, conoscerne le abitudini, gli orari.
Sapere come fare ad agganciarlo. Quando farlo.
Parla la sua lingua sempre evitando inutili snobismi e mettendoti al suo stesso livello.
Ricorda sempre che il disco che hai nello stereo, quello che vorresti comprare, quello che ascolteresti sotto la doccia non contano nulla.
Conta quello che ascolta lui, quello che ascolta il tuo “Signor Click”.
E il suo artista preferito, prima o dopo, tu glielo fai suonare nel baretto sotto casa.
Si chiama fidelizzazione.
Ora hai un amico in più e un divulgatore riconoscente e devoto.

Secondo.
Creati un marchio, una struttura, un team.
In genere bastano un grafico capace e con gusto, un fotografo e un paio di scribacchini.
Connota ogni tua mossa, vestila del tuo marchio, dei tuoi colori e del tuo stile.
Fai in modo che i tuoi eventi si distinguano anche se sono la copia della copia di mille altri.
Dimostra che esisti e che la struttura è funzionale e viva a prescindere dalla proposta fatta.
Cerca di essere coerente costruendo programmazioni riconoscibili.
Ogni giovedì suona l’indipendente italiano.
E per tutti i giovedì della tua vita dovrai organizzare serate di indipendente italiano con buona pace della coppa UEFA.

Terzo.
Impara a conoscere il locale nel quale lavori. Dopo il locale, studia il territorio.
Comprendine le tendenze, i gusti.
E cerca di fare delle scelte che valorizzino i luoghi e il contenitore.
Confida nei musicisti locali, responsabilizzandoli sempre, perché loro, come te, hanno un compito divulgativo fondamentale.
Buttali su palchi importanti, con aperture grosse.
Non tanto perché il gruppo locale porta gli amici ma più per condividere e collaborare.
Per far crescere ogni realtà.
Un tessuto sociale e un ambiente consapevole e curioso sono la tua arma vincente.

Quarto. 
Coinvolgi altre strutture e cerca di non essere mai da solo a gestire gli eventi.
Abusa di concetti quali: “in collaborazione con” e “con la partecipazione di”.
Essere liberi vuol dire partecipare e far partecipare.
Inoltre serve una cassa di risonanza, un tavolo allungato e sempre aperto nel quale confrontarsi per prendere spunto e per guardare sempre al di là del proprio naso. 



Quinto. 
Impara a gestire il web.
I social network sono uno strumento molto funzionale da usare come supporto fondamentale per la tua promozione.
Dopo esserti fatto i cazzi del nuovo fidanzato della tua ex, dopo che hai tentato approcci amorosi e messo like alle foto con i gatti, ricordati di mantenere aggiornate e vive tutte le tue pagine.
I tuoi spazi devono essere funzionali e dinamici.
Quotidianamente riempiti di informazioni. 
Devono sollecitare all’intervento l’interlocutore perché il dialogo con il pubblico funziona molto di più del nozionismo statico di alcuni siti.
Racconta quello che succede prima e dopo ogni cosa che organizzi.
Scatta foto al bar, nei camerini e postale in tempo reale.
Mantieni vivi i tuoi eventi ciclici invitando e facendo invitare.
I numeri della rete, soprattutto negli ultimi anni, non contano più nulla, ma sono comunque un dato col quale fare i conti. 

Sesto. 
Metodi comunicativi alternativi.
Impagina e marchia tutto quello che tocchi.
Impara ad usare i programmi di grafica o fidanzati con una professionista.
Crea flyer o volantini e - quando è possibile - grafiche di formati diversi.
Se puoi giocatela alla vecchia.
Ci sono stampatori on line economici che danno la possibilità di avere tonnellate di materiale da distribuire nei locali, alle feste e fuori dalle università.
Sotto i tergicristalli. 
Contatta la radio locale, la testata giornalistica della tua città.
Stabilisci dei rapporti costanti con redattori di settore e tienili informati.
Invitali sempre e dai loro la possibilità di copiaincollare i tuoi comunicati sollevandoli da ogni responsabilità.
Che se le cose le scrivi tu è certo che lavorano meno e non scrivono cazzate. 

Settimo. 
Produzione altisonante e post produzione all'altezza.
Foto, sempre, e video. Articoli sui giornali.
Interviste se necessario. Dieci o quindici giorni prima.
È vero che organizzi serate in uno stanzone che prima era il salotto di tua zia Nilde, ma al pubblico deve passare che lavori per Vasco a San Siro.
Ricordati sempre che devi parlare alla gente che non può venire ai tuoi eventi.
Sono loro che devi affascinare e che devono percepire le tue serate come imperdibili e necessarie.
Si devono mangiare le mani sapendo di non poter essere presenti.
Devono cliccare sulle foto amatoriali della serata, scattate in diretta con un cellulare.
Quelle nelle quali hai inquadrato soltanto la fetta di locale pieno.
Per ingrandirle, per vedere se in prima fila ci sono volti noti.
E la sera dopo devono condividere le foto professionali che appariranno in tutto il loro bianco e nero lucidissimo.
Fare post-produzione serve da apripista per l'evento successivo. 



Ottavo. 
Differenziare la proposta cercando di coinvolgere maggiore utenza. 
Non solo con le band hipster è possibile fare numero ed avere buoni soggetti. 
Non è solo alle barbe che è possibile fare buoni scatti. 
Esiste un mondo alternativo all'alternativo che parla di esposizioni o presentazioni di libri. 
E serve tutto. 
Serve ad aprire e a chiudere una serata. Ad allungarla. 
Ad avere pubblico diverso nella stessa serata. 
A far funzionare il bar per più tempo. 

Nono. 
Umanizza i tuoi beniamini.
Tratta i tuoi ospiti come persone e come tuoi pari.
Che siano artisti, tecnici o spettatori.
Che stiano sopra o sotto ad un palco. 
Lo spettacolo è uno soltanto e non dipende solo da chi sta suonando.
Ed una sala piena vale quanto un buon concerto. 

Decimo.
Entusiasmo cazzo.
E sorriso, sempre stampato in faccia.
Fateli vedere i denti. 
Che tanto dopo le 24, non entra più nessuno.

Tag: how to problema live tutorial

Commenti (2)

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  • GNO 06/03/2014 ore 12:58 @GNO

    "Non solo con le band hipster è possibile fare numero ed avere buoni soggetti. Non è solo alle barbe che è possibile fare buoni scatti." Sei un grande.

  • Carmelo Neri 29/07/2014 ore 19:44 @carmelo.neri.589

    Condivisibile... Visto quello che accade dalle nostre parti, l'Abruzzo, sarebbe da far leggere a più persone...

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