Concerti fermi per un mese per il Coronavirus, poi toccherà pensare anche all'industria musicale

L'emergenza sanitaria blocca anche il settore dello spettacolo, e ci mancherebbe. Per tanti piccoli e medi operatori la mazzata sarà grande, un domani speriamo qualcuno se ne occuperà

Chadia al MI AMI 2019, foto di Kimberly Ross (Kimmica)
Chadia al MI AMI 2019, foto di Kimberly Ross (Kimmica)
05/03/2020 - 09:46 Scritto da Redazione

Quello che temevamo è successo: l'Italia dello spettacolo chiude forzatamente i battenti fino al 3 aprile. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il decreto per contrastare  e contenere il diffondersi del virus Covid-19. Tra le misure prese dal Governo, oltre alle scuole chiuse fino al 15 marzo, c'è la paralisi del mondo dello spettacolo: concerti, teatri e cinema chiusi fino al 3 aprile. Quste le parole che c'interessano da vicino.

"Sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro" ... "Le disposizioni del presente decreto producono il loro effetto dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 3 aprile 2020".

La misura non è un provvedimento ad hoc contro i concerti, ma contro i grandi assembramenti di persone e il criterio è quello del metro di distanza fra persona e persona, per evitare il contagio. Al momento, tutto l'ambiente della musica dal vivo è appeso a un filo: band, staff, promoter, gestori di locali, tecnici e tutte le altre figure professionali sono a rischio. Sappiamo bene che la maggior parte dell'indotto relativo alla musica in Italia (e non solo), proviene dai concerti (ne abbiamo parlato qui). Non ci sentiamo di commentare decisioni prese dalle istituzioni, con lo scopo di contenere un contagio che sta trovando il mondo impreparato, ma abbiamo sondato gli umori degli operatori del settore e sono comprensibilmente sotto terra. 

Tra i tour saltati e rinviati a data da destinarsi, sicuro il primo nei palasport dei Pinguini Tattici Nucleari e poi Willie Peyote, Vinicio Capossela, Gemitaiz e Madman, Ketama126, PopX e il concerto disegnato di Alessandro Baronciani. Anche Brunori SAS dovrà riprogrammate il tour una volta passata l'emergenza sanitaria. Tutti gli spettacoli dal vivo si fermeranno e non c'è alcuna sicurezza per il futuro. Pur non entrando nelle decisioni governative, di sicuro questa decisione darà un duro colpo all'ambiente, che spesso vive di contratti precari, lavoratori freelance e partite iva che non hanno alcun ammortizzatore sociale, su cui non è prevista cassa integrazione.

Di certo, finita l'emergenza sanitaria, dovremo contare un altro tipo di danni, quelli relativi al settore dello spettacolo. Pur con molto dolore siamo disposti a rinunciare ai concerti per un mese, se è l'unico modo per contenere il virus, ma a tempo debito dovremo trovare la voce per chiedere delle garanzie per un'industria che crea grande indotto solo a livelli alti e che si limita a sopravvivere in tutti gli altri casi, dannandosi l'anima per creare proposte sempre interessanti per il pubblico. Un'industria fatta di persone che lavorano con passione e fame, senza conoscere orari o giorni rossi, tredicesime o bonus, per far divertire la gente in sicurezza. Che merita il pane e le rose, anche quando rischia di perdere pure il primo.

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L'articolo Concerti fermi per un mese per il Coronavirus, poi toccherà pensare anche all'industria musicale di Redazione è apparso su Rockit.it il 2020-03-05 09:46:00

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