Cesare Cremonini e la data di Bologna: una festa per tutta la città Live report, 06/11/2014

Starfooker - Cesare CremoniniStarfooker - Cesare Cremonini
07/11/2014 di

Per capire come suona un live, come performa un musicista, forse non si dovrebbe andare a vedere il concerto nella sua città natale. Non si può fare a meno di essere poco lucidi quando hai davanti 13.000 persone che sono nate e cresciute da dove è partito tutto, da dove sei partito tu.

Si capisce subito che quella di Bologna per Cesare Cremonini è una data particolare, unica perché "ho sempre pensato che dovesse rimanere un momento speciale, nonostante il soldout". Il Logico tour che dalla data zero di Livorno inanella un tutto esaurito dopo l'altro sbarca in un’Unipol Arena piovosa ma non per questo meno calda.
È una festa per la città, e lo si capisce subito. Lo si capisce dal fatto che Tacopina, neo-presidente del Bologna Fc, abbia annullato una festa per essere presente al concerto e, dopo aver fatto lo scambio di maglie nel backstage, fa il suo saluto dalle gradinate accolto come un papa, selfie incluse.
Si capisce dai genitori di Cesare in tribuna, dalle frasi in dialetto, dalle foto di Bologna e della sua storia twittate nei giorni prima del live.
È “Logico #1” a dare inizio a tutto, con Cesare che esce da un cilindro di tela bianca luminoso quasi come il vestito (un completo lamé nero disegnato appositamente per il Logico tour da Gaia Trussardi). In “Stupido a chi?” imbraccia la chitarra elettrica e altri due teli neri scendono alle spalle del palco a scoprire due maxischermi. “Il comico (sai che risate?)” dà spazio ad un finale di chitarroni per poi tornare alla coralità – uno degli ingredienti principali di questa serata – con le ballad “La nuova stella di Broadway” e “Latin lover”. L’Arena esplode poi con “50 special”, che compie 18 anni (dannazione).

Ma è il piano lo strumento caro a Cremonini. È dunque il momento di renderlo protagonista: da solo, con il resto della band, accompagnando o riarrangiando completamente un pezzo (è il caso di “Una come te”, resa quasi swing grazie anche alla tromba di Marco Tamburini), poco importa. Può sembrare un caso, ma il cambio giacca (questa volta multicolor) avviene proprio nella più Jovanottiana delle track, “Mondo”, che beneficia di una robusta intro elettronica e del contributo video di Lorenzo Cherubini (si capisce che c’è un fil rouge tra i due, insomma).
Si cambia ancora, maglia numero 10 del Bologna e coro da stadio che si innalza sulle frasi: "Tacopina portaci in Europa. Tacopina facci giocare la domenica". Si chiude ballando su “Grey goose” per poi lasciare spazio ai saluti e ai bis: “I love you” e tante altre. Ma è con l’amarcord di “Un giorno migliore” che io, assieme a quei 13.000, ho avuto un fremito a dir poco nostalgico (Cesare te lo avevo detto di non farmi commuovere!).

Uno spettacolo luminoso, senza troppi fronzoli, robusto e che forse non è nemmeno giusto definire show, come ormai ci hanno abituato certe pop-star, quelle che con la spettacolarità compensano una sostanziale discrepanza tra studio e live.
Cremonini dimostra di non avere bisogno di tutto questo: la musica sta al centro di tutto e riesce a convincere anche chi (come me) è andato a vederlo per togliersi il dubbio.
I fan si emozionano, cantano, ballano. Sono eterogenei: famiglie, padri, madri, bambini, ragazze, amici, poveri friendzoned che provano a farsi baciare su "baciami adesso se vuoi", gruppetti di donne che dalla piega appena fatta si intuisce che risentono del Logico-fascino, ragazzi che accompagnano la fidanzata ma che, anche se fanno gli indifferenti sorseggiando birra, si vede che le cantano tutte. Ed è giusto così.

Con questo Logico tour Cesare Cremonini porta in giro la sua bolognesità, il suo essere così come lo si vede.
Lo fa capire dedicando “Io e Anna” a Lucio Dalla e ringraziando la sua città per questo. Sa bene che è questa l’immagine precisa che trasmette come artista e come uomo. E forse la realtà non è molto diversa. 

 

Tag: live

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