Madaski - Concerto @ FLAKABE' - Napoli Live report, 29/01/1999

29/01/1999 di Carlo Porcaro



Il Flakabè è un locale di solito adibito a discoteca ma che, in tutto il mese di gennaio ha organizzato interessanti serate di musica dal vivo; la sera del 29 era in programma Madaski, tastierista degli Africa Unite al suo terzo album solista. Ero curioso di ascoltare la sua musica anche per verificare dal vivo le qualità di un musicista che annovera collaborazioni importanti con CSI, Battiato, Jovanotti , Antonella Ruggiero ed altre ancora; prima di lui ha suonato Polina, gruppo napoletano autore di un drum'n'bass suonato e molto tirato. Alla tarda ora dell'una e dieci (non sono un vecchio, ma ho una certa pazienza!) è cominciata l'esibizione di Madaski, posizionato col suo "mostruoso" mixer al centro del locale, accompagnato da un batterista e da un chitarrista prodottosi in vorticosi effetti wah-wah. Il pubblico è stato avvolto da mille suoni elettronici che sembrano rincorrersi per creare un'atmosfera molto coinvolgente. Di questo manipolatore di suoni va tracciato un breve ritatto che meglio definisca il personaggio e le sue attitudini: è un gigante timido e apparentemente schivo che dà l'impressione di concentrarsi solo sulla musica in cui crede, cioè l'elettronica creata dalla macchine che lui domina a con estrema naturalezza. Le canzoni del suo ultimo album "Da shit Is serious" (tra cui la splendida "A forest" cover dei Cure) hanno, infatti, evidenziato tutte le nuove sonorità esistenti: breakbeat, drum'n'bass, funk velocizzato; come un mago tira fuori dal suo cilindro nuove soluzioni e nuovi intrecci, nuovi percorsi stilistici che risulta arduo definire e tantomeno etichettare. Quello di Madaski è certamente un percorso serio che ha messo in pratica nell'ultimo disco anche grazie alle collaborazioni di alcuni Africa Unite, di Raiss degli Almamegretta, e di due Casino Royale: si tratta di un movimento di musicisti in grande fermento che possono competere con artisti di successo internazionali in questa area sonora come Roni Size, Goldie o i Chemicai Brothers che hanno addirittura avvicinato due mondi spesso lontani come dance e rock. L'unica perplessità che il concerto mi ha fatto sorgere è in relazione ad un discorso più ampio sulla sterminata produzione di musica elettronica dinnanzi a cui ci troviamo noi fruitori di musica: bisogna distinguere il bidone dal genio artistico, chi sta cavalcando la moda da chi, come ad esempio Mada, ha sempre cercato uno sbocco il più possibile originale.



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