La Famiglia Rossi - Concerto @l c.s.Vittoria - Milano Live report, 30/10/1998

30/10/1998 di



Li avevo gia' sentiti al Festival di Liberazione qualche mese prima e da un paio di giorni mi frullavano in testa le canzoni della Famiglia Rossi. Appena ho visto che si esibivano di nuovo a Milano non ho esitato, ho preso in mano la cornetta e ho telefonato ad un po' di amici... cosi' eccoci li', al centro sociale Vittoria. L'atmosfera e' fin troppo tranquilla, ci saranno in tutto una cinquant'ina di persone, c'e' pure un gruppo spalla, i Giorno di Paga che ci propongono il loro repertorio ska-core. Il pubblico e' abbastanza indifferente e quasi neanche li ascolta, forse fa bene perche' la loro proposta e' ancora disordinata ed un poco confusa.

C'e' una breve pausa per il cambio palco. Sembra che tutto debba iniziare da un momento all'altro, sul palco non c'e' nessuno ma si sente una chitarra. Grazie alle prodezze della tecnologia (microfono senza fili) Carlo, il chitarrista della Famiglia Rossi, entra in scena dal pubblico suonando in mezzo alla piccola folla incuriosita. E' un attimo, sul palco ci sono gia' tutti e il concerto inizia: L'unico colore, Canzone intelligente e Il barista sono i primi tre pezzi. Il ritmo e' frenetico, i brani sono tutti allegri e da ballare e il pubblico inizia un po' a recepire la forza di questo gruppo, cosi' ci si smuove un po'.

E' il secondo concerto che vedo della Famiglia Rossi e anche questo e' impostato come un "concept concert", c'e' un personaggio che fa un viaggio, incontra persone, situazioni, si diverte, pensa... cosi' ogni canzone e' parte di una storia complessiva (forse un po' confusa) raccontata dal front-man Vittorio, la voce del gruppo, che mostra delle grandi doti di narratore: impressionante come parla a ruota libera senza sbagliare una parola, senza un "ehm" d'incertezza. Ogni tanto m'e' venuto il dubbio che oltre ai testi delle canzoni si sia imparato a memoria ogni parola d'introduzione.

Nei pezzi successivi c'e' tutto il repertorio e la carica della Famiglia Rossi: Senthimental, Mario e Libero, Libera la notte, Cuba que linda es cuba, le Nozze, la ballata dell' Amore cieco, Solamente sole, Skamorza, Motociclante e altre ancora: la gente ormai balla allegramente senza freni e tra una canzone e l'altra la storia del viaggio continua e ci sono pure occasioni per inserire un po' di satira (qualche battuta su Cossiga e un po' di ironia rabbiosa per Pinochet).

Quando ne parlo agli amici dico che la Famiglia Rossi e' un gruppo ska, ma senza dubbio definirli solo ska e' restrittivo e li danneggia. Nei loro pezzi trovano spazio influenze latino americane, reagge, folk, swing, country... c'e' di tutto e lo ska, forse, ha un ruolo marginale.

Di fatto il concerto e' bello e diverte. Si conclude con le risate della band perche' durante la presentazione del gruppo, sul finire, si dimentcano di presentare la voce Vittorio e presentano due volte il batterista Marcello! Bravi, allegri e simpatici, son tornato a casa contento.



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