La coscienza di Zeno

Toni Zeno viene dalla provincia messinese - luogo in cui è già difficile stare, figurarsi fare rap - ed è uno dei nomi più forti della scena underground. Merito di un disco mistico come "Truvatura", chiamato come i tesori nascosti nell'entroterra siciliano, che lo sta facendo scoprire a molti

Toni Zeno
Toni Zeno

Toni Zeno non è solo uno dei nomi da recuperare nell’hip hop underground italiano, una semplice buona promessa: mi sbilancio scrivendo che con Truvatura si dimostra il rapper più caldo dell’intera scena. Per qualche congiunzione astrale lo scoprii con il primo singolo Azimut più di cinque anni fa e da allora, prima nell’universo MxRxGxA e poi in solitaria, non l’ho più mollato. Pensai subito che nelle cuffie c’avevo un fenomeno. Ebbene Toni è cresciuto, è uscito con Luchino Visconti con Gionni Gioielli, è uscito con Rito di Passaggio con Aleaka, è uscito con Weltanschauung Sambusoda con Fid Mella, ma il giudizio resta invariato. Il motivo è presto detto.

Siamo sulla costa messinese, dove prendono forma le sue istantanee scattate da una terra desolata, abbandonata a sé stessa, dove ogni giorno si ripresenta la scelta coraggiosa di chi non è andato via nei momenti di crisi. Proprio lo scorso febbraio la piccola Santa Teresa di Riva, casa sua nonché base operativa, è stata vessata dal ciclone Harry che ha esacerbato le sue fragilità. Per chi ha il coraggio di rimanere malgrado le istituzioni, gli enti parassiti, le intemperie strutturali ed emotive, per chi rappresenta sulla mappa un posto lasciato ai margini, un ritorno al racconto verista del territorio c’è sempre. Particolare attenzione al fenomeno religioso, sia ai testi antichi di varie tradizioni sia al folklore popolare che dopo già infinite dediche ritorna anche in questo Truvatura. Ogni volta ne esce una dal cilindro. Non si tira indietro dall’essere un testimonial, forse l’unico, del posto da cui proviene dove vivere dodici mesi all’anno non è impresa semplice. 

Ecco, proprio con Truvatura sta raccogliendo i semi sparsi nel corso degli ultimi mesi in giro per la penisola. Il nome ormai inizia a girare pesantemente con degli endorsement arrivati da ogni fronte: Danno lo ha propsato da RedBull per poi fargli aprire un live, ha partecipato al format Posters in stile Tiny Desk, Madman lo ha definito il suo rapper preferito al momento, shout out continui da Stokka e Madbuddy. Proprio negli ultimi giorni hanno speso parole inedite anche il prof. Patrick Cherif e i creator Cyaodieffe, Matt Zanotto o Camiciavariopinta. Insomma Toni e Truvatura non sono passato inosservati. Ma ora parliamo un po’ del disco.

In Sicilia sono dette truvature alcuni tesori nascosti in luoghi remoti come grotte, catapecchie di campagna, pozzi. Si dividono in truvature libere, scoperte per caso, e truvature legate, che necessitano di una chiamata per possederle. La spignatura è dunque il rituale magico che serve a spezzare l’incantesimo che protegge il tesoro: tutto questo ha una componente fortemente iniziatica e mistica, sfera molto cara al rapper. 

In realtà il disco è in parte uscito da un po’: certo mancavano i featuring e varie seconde strofe ma nel corso degli ultimi mesi, da ottobre ad oggi, in una serie di una decina di reels su Instagram le aveva postate con varie spiegazioni nelle caption, a cui rimando perché ben più esaustive di queste righe. Ma Truvatura non è solo una raccolta di strofe, come detto neanche tutte inedite, ma anche l’inaugurazione di Moltisanti, il nuovo collettivo da cui ci si aspetta tanto: alle macchine vari producer tra young veterans e leggende, come Zonta, Aleaka, DJ Ms, Fid Mella e rapper massicci come Gentle T, Brattini, Cali, Zeboh e, appunto, Toni Zeno. Completano il tutto graficamente il prodigioso illustratore Eleusi, i video di Matteo Bangrazi e le grafiche di Lorenzo Accorti. Cito uno a uno perché qui siamo di fronte a un piccolo dream team dell’hip hop italiano underground odierno. Fatta la lista della spesa, cosa sia realmente Moltisanti è riassunto in una quartina di Castelluccio:

Moltisanti mbare, non è una label né un cognome

È una stanza buia, ognuno sa fare il suo interruttore

Affanculo tu e i tuoi manager e il tuo team di promozione

Vengo da un deserto a mare, ho un altro tipo di visione.

video frame placeholder

Il claim del gruppo, stando al profilo instagram, è “This life is not for everybody”: scopriremo presto per chi sia, allora, questo stile di vita, lontano da cliché industriali e vicino a un immaginario ben codificato. Si ma quando parliamo di rap e del disco? Ogni pezzo richiederebbe un'analisi a sé, posto che il modo migliore per goderne sia perdersi nell’intricata narrativa di provincia fatta di tanti piccoli tesori quotidiani maledetti. Di barre ce ne sono di pesanti, mattonate e il disco proprio per la sua componente descrittiva è pieno di dettagli in cui perdersi e divertirsi. Per ora mi fermo dicendo che Toni Zeno merita questo ed altro e pian piano sempre più gente se ne renderà conto. In Sicilia diremmo solo mezza parola.

I giorni sono effimeri, li soffio come cenere

Sento che mi consumo e che mi illudono di scegliere

Atterro in area Schengen, che Dio mi aiuti a discernere

A volte non so scindere, mi scorderei di scendere

Programmo una routine adatta al limbo col Lindor

Vivo un loop dentro un loop dentro un loop, un labirinto

(Toni Zeno nella posse track Moltisanti)

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L'articolo La coscienza di Zeno di Luca Mediterraneo è apparso su Rockit.it il 2026-04-21 10:22:00

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