Cover Band... (1)

01/12/1998 di Enrico Rigolin



Cosa pensate?? Simile dicitura, riporta indubbiamente la maggior parte di noi a tutta una serie di gruppi, più o meno in gamba, visti nei locali, sentiti nominare… attenzione però, non li si confonda con le bands (numerosissime anche queste) che, per suonare in giro aggiungono al loro repertorio qualche pezzo conosciuto, per le quali la cover è null'altro che un tributo da pagare per portate la PROPRIA musica in un pub altrimenti precluso, o un sentito omaggio ad un gruppo che si ama, o un fuoriprogramma in una scaletta propria, per soddisfare qualche richiesta, o per catturare l'attenzione prima di una sfilza di brani propri, o…
Essenzialmente, ogni gruppo esistente nasce come cover band; voglio dire: esiste realmente qualcuno che imbraccia la chitarra e sin dal primo momento compone una sua canzone? Suvvia, non scherziamo! Ok, si parte tutti dalla cover, non mi si fraintenda. Di che parlo, allora?

Parlo di veri e propri professionisti, di tutta una scena musicale italiana, di un cospicuo numero di gruppi musicali che suonano cover per mestiere (o quasi): loro terreno privilegiato d'azione sono i numerosi "live pub" oppure "disco pub" che come funghi nascono nelle nostre provincie, e che attirano parecchia gente nei weekends, con un bell'ambiente, birra-panini-cocktails-varieedeventuali e (contorno, oserei dire) anche un gruppo dal vivo. Ora, mi gioco quello che volete che ognuno di noi ha già pensato alla band "x" che suona nel tal locale, e suona COVER, no??

Lasciatemi generalizzare (con questa pessima introduzione-scusa, l'autore cerca -vanamente, forse- di sparare liberamente senza animo ferire, a partire da se stesso…): il posto dove c'è gente di sicuro, coi fighi di turno, con le - si spera - fighe di turno, e soprattutto con questi 5 ragazzi sul palco che intrattengono piacevolmente con una scaletta che sembra essere incredibilmente filtrata di mano in mano a tutte queste "cover band", così maledettamente monotona, prevedibile e rassicurante, che già so cosa mi attende per tutta la sera dopo 3 brani.

E' una cosa che esiste, perché non se ne parla mai?? E' questo il vero business, signori! Musicisti il più delle volte preparatissimi, abbigliati a modo, che sfornano la solita polpetta con una presenza scenica da fare invidia, con un impianto da paura, con assoli mozzafiato, con cantanti che ti trascinano anche il mio compagno delle superiori che è una mummia ambulante che lavora in banca. A molte di queste cover band, va il mio più profondo rispetto, non foss'altro che - come accennato - sono veramente capaci di suonare, ma che magone, che tristezza, conoscere un simpatico (e mostruosamente bravo) chitarrista, scoprirlo diplomato in chitarra jazz, e vederlo, quasi riluttante, mandare a memoria i vari anthem da birreria, sapendolo capace di ben altro!

La verità è che il sottoscritto, in primis, pagherebbe per salire su quei palchi a fare un po' di casino con una chitarra in mano, ma non è in quella veste che vi scrivo, bensì in quella assai + scomoda e difficile di appassionato di musica che si improvvisa cronista di una crisi personale, un cortocircuito: da un lato, queste bands girano fra 3-4 regioni, ottenendo delle buonissime cifre, e fanno (+ che degnamente) ciò che si chiede loro: DIVERTIRE, a prescindere dal fatto che peschino tutte fra una rosa di 100/150 canzoni, che i summenzionati locali siano frequentati da gente che mi garba o meno, che assolutamente nulla di nuovo aggiungano alla musica (ma nemmeno lo pretendono, no?). Dall'altro, il sapere che tantissimi altri gruppi cercano con tutte le proprie forze di portare avanti un discorso PROPRIO, in 1000 cantine, fra sudore, alcool, sogni e pochi concerti.

E chi diavolo sono, per dirvi cosa è meglio o peggio, anche se dalle mie righe traspare la simpatia per chi fa musica propria? Ora, invece, la folgorazione: ho capito tutto.

E' venerdì sera, voglio solo bermi una birretta in compagnia, dove vado?? Ah sì, là… c'è anche "musica dal vivo": che "musica" si aspettano i c.d. giovani?

E' una schifosa questione di domanda e offerta, date alla gente le loro stramaledette cover, e rassicurati si divertiranno e vi riempiranno le drink cards, e chiudete nelle cantine i casinisti, quelli che si azzardano a fare solo musica loro, serrateli dentro e date loro cartine e Tavernello.

Adesso vado, stasera suono in un localino troppo figo, la scaletta inizia inseguendo una libellula in un prato...



C'è una realtà che noi "rockitiani" sembriamo ignorare, c'è un reale movimento che esiste, è musica, anche se non vi accenniamo, non vogliamo sapere. Onestamente, non ho la + pallida idea della mia costante opinione in merito: oscillo fra i più disparati pareri, anche se credo di essere tranquillamente ascrivibile alla categoria degli scettici, di quelli che si sentono oltre, sempre scontenti, esclusi; lancio il sasso agli amici di Rockit, e lascio si scriva da solo questo "pezzo"che da un po' mi ronza in testa.

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati