A Toys Orchestra - Covo - Bologna Live report, 18/01/2008

23/01/2008 di

(Gli A Toys Orchestra dal vivo - Foto da internet)

Gli A Toys Orchestra al Covo di Bologna. Il gruppo è reduce da un tour interminabile e si notano segni di stanchezza per le troppe date. Enzo Moretto e soci, comunque, non deludono le aspettative del loro pubblico. Presentano l'ultimo "Technicolor dreams" (Urtovox) egregiamente, i presenti rimangono ammaliati. Una delle migliori band del momento, Sara Scheggia racconta.



Niente gruppo spalla, si parte dritti con loro, reduci da un tour lunghissimo e che ha tutta l’aria di continuare ancora per parecchio. Eccolo lì, uno dei miei dischi dell’anno, sopra al piccolo palco del Covo. Stasera c’è il pienone, e una folta platea è già ben schierata tra le prime file. Rischio di farmi svuotare addosso le bevande che a fatica il batterista cerca di portare sul palco, e cerco un buco da cui la visuale non sia disturbata da quelli più alti di me.

Eccoli lì, gli A Toys Orchestra. E sono proprio belli, si guardano si sorridono, si scambiano postazioni strumenti fili cocktail. Partono con una buona quantità dei brani di “Technicolor Dreams”, senza alzare la testa e continuando a guardarsi e a sorridersi. E a guardarci. Sì, perché non è solo Enzo, cappellino sempre ben piazzato in testa, a fissarci dritto negli occhi. Tutti loro sembrano suonare solo per me, e per la ragazza accanto a me, e per il tipo altissimo che cerco di scavalcare. E per chi in fondo alla sala ancora chiacchiera. Qualcuno canta a voce alta, tra un pezzo e l’altro, facendo la sua personale richiesta; loro si chiedono come fa a ricordarsi tutto il testo. Perché vorrebbero fare “Bug embrace”, ma le parole fanno fatica a tornare in mente. E si va avanti lo stesso, mentre qualcun altro mormora che “Santa Barbara” non fa mai in tempo ad ascoltarla, visto che è in fondo al disco. C’è anche spazio per la più datata “Peter Pan Syndrome”: l’atmosfera si dilata, il pianoforte viaggia, gli innamorati si sbaciucchiano e si abbracciano mentre io maledico tutti i Peter Pan del mondo. Poi, finalmente una battuta per distendere gli animi sognanti, su cui sorridiamo con una certa fatica. Perché Raffele e Fausto, che ora sono ai lati del palco, scambiandosi di nuovo postazioni e strumenti, sono vestiti di nero. Come la mondezza, quella che da giorni sommerge un po’ tutti, alcuni purtroppo in maniera non figurata. Ci si avvia verso il termine, sempre con la consueta e azzeccata alternanza fra raffiche di chitarre impazzite stoppate dalla dolcezza di Ilaria, sempre pronta, precisa, grintosa e allo stesso tempo morbida.

Disco dell’anno, lo ripeto. Anche se stasera sembrano un po’ stanchi, un po’ provati dai continui viaggi su e giù per l’Italia, si confermano come uno dei gruppi che più ci sta convincendo e ammaliando. Continuano a guardarci dritto negli occhi, disegnano castelli di chitarre e sanno maledettamente di autentico. E aggiungo: sono proprio belli, sopra quel palco.



Commenti (3)

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  • enver 24/01/2008 ore 10:02 @enver

    stasera loro suonano al Big Fish di Sant'Anna di Chioggia. inizio ore 22, ingresso 7 euro, no tessere

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