Live Report: Yuppie Flu al Covo - Bologna Live report, 21/02/2009

02/03/2009 di

(Foto di Michele Lapini)

A circa un anno di distanza da "Fragile Forest" gli Yuppie Flu pubblicano un nuovo ep - "Sensitive", in free download su Rockit - e partono con un nuovo tour. Sara Scheggia era presente alla data di Bologna, ha cantato sui nuovi pezzi, si è emozionata per i classici. Ci racconta il live.



Premessa
Mi piacciono i tour come questi. Ad un anno di distanza da un ultimo disco che per alcuni è ancora nuovo, e per chi l'ha già ampiamente consumato è non dico vecchio, ma comunque entrato nella produzione storica di quel gruppo.

Senza l'ansia di dover fare tutte le "nuove", senza che ci si senta un po' sfigati perché ancora non le si conosce. Senza che un neofita dell'ultima ora provi quella punta d'invidia verso chi sa a menadito tutte le "vecchie", sospirando: "Ah, questa non la ascoltavo da anni".

Svolgimento
Quello dell'anno scorso, sempre al Covo di Bologna, entrò nella mia personale top.it dei tre concerti del 2008. Dopo dodici mesi che "Fragile Forest" ci è ormai entrato nelle vene, siamo di nuovo qui, tra queste pareti ridipinte di azzurro, lo stesso di questo album che in molti abbiamo scaricato dal web ad offerta, alla Thom Yorke&soci per intenderci.

E' un live a colpo sicuro: ci puoi portare anche l'amico meno ferrato o appassionato, sai che ne uscirà contento e chiederà subito vecchi album e nuove canzoni. Tu, ovviamente, ne esci fiera: hai contaminato qualcun altro trascinandolo in questo piccolo mondo antico, dove anche se non ricordi nemmeno più quante volte li hai visti, ogni volta sei un po' eccitata, contenta, curiosa. Con quell'ansietta da attesa, mista a voglia che non smettano più di suonare, mista a relax da birra in mano e interrogativi su quello che faranno subito dopo, e su come lo arrangeranno. Il locale è pieno abbastanza da farti sudare in mezzo alla gente, cosa ben rara ai concerti indie quando fuori la temperatura è sotto zero. Hanno questi due nuovi pezzi che avevo ascoltato di sfuggita e che sottopongono subito al giudizio del pubblico, che apprezza. E io con loro, sorridendo al fatto che in macchina avrò una nuova hit assicurata almeno fino a primavera.

Suonano per un'ora e mezza, pescano a piene mani da "Days Before The Day", e fanno anche canzoni mai sentite dal vivo, di cui a stento ricordo il testo. Il tutto condito da un tiro ritmico che più volte mi fa esclamare: il titolo del report sarà "la svolta punk degli Yuppie Flu". A fine live Simone Cavina, batterista entrato nella band da un anno, raccoglie la mia battuta: "prossimo concerto tutti con la cresta". E tra una "Foods for the Ants" e una "Our Nature" che mi sembrano quasi dance e mi fanno ballare un sacco, il pensiero è lo stesso di tutte le volte: son pochi quelli che ci fanno divertire così. Che bellezza.

Facciamo i coretti insieme a loro su "Eyes", ragioniamo un po' sui nostri personal disasters, ripetiamo a mo' di mantra che they're so hungry, they're so hungry. Qualcuno aspetta "The Night and I", dopo averla sentita in tv senza voler cambiare canale durante la pubblicità; io aspetto "Patient One". E aspettiamo tutti invano, ma va benissimo così.

Conclusioni
Nel frattempo l'Italietta delle grandi contraddizioni rischia di far vincere Povia a Sanremo dopo aver televotato Luxuria sull'isola, nel frattempo tra i corridoi si continua a dibattere su quanto bene o male abbiano fatto gli Afterhours a farlo, 'sto festival. Nel frattempo mi passano davanti agli occhi due MI AMI, e stagioni intere collegate a questo o quel preciso disco firmato Yuppie Flu.

Nel frattempo il concerto è finito, si accendono le luci in sala e io resto convinta che I bet you are a good guide as a consequence of your smiles sia una frase da tatuarsi, da qualche parte e prima o poi.



Commenti (1)

  • cyclorenzo 03/03/2009 ore 20:48 @cyclorenzo

    Gran bella rece! Complimenti!

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