Live report: gli A Toys Orchestra al Covo - Bologna Live report, 02/10/2010

04/10/2010 di

(Le foto di Claire Bergami e Roslyn Eileen Chrzanowski)

Continuano a macinare date e vendere dischi – strano vero? - in tutto il paese. Il tour degli A Toys Orchestra è partito lo scorso maggio e non si è ancora fermato. Hanno alternato ospiti prestigiosi – Beatrice Antolini, Rodrigo D'Erasmo, Paolo Iocca – suonando ovunque e nelle situazioni più diverse. Sara Scheggia ci racconta la tappa bolognese.



Era parecchio che non si vedeva il Covo così pieno. Murato. Tanto, che c'era da rimanere in fondo, sepolti dalla gente. Sarà solo perchè Bologna ai primi di ottobre offre ancora ben pochi locali "indoor" aperti? E il Covo è l'unico che è già partito con i conerti? Direi di no.

Gli A Toys Orchestra, dopo centinaia di concerti in tutta Italia, anche nei posti più impensabili, anche davanti a tre persone in croce, raccolgono i frutti degli sforzi e si godono un po' del meritato successo ottenuto con l'ultimo "Midnight talks". Li ho visti vicino casa, in un club di provincia sulle colline marchigiane dove eravamo forse in 15, in un paio di MI AMI con un mucchio di gente, sotto le Due Torri in posti più o meno fortunati.

Venerdì, però, c'era da rendersi conto che, anche in un posto impervio come solo il Covo può essere, stretto, piccolo, con un'acustica che non è certo la Scala, 'sti ragazzi son diventati proprio bravi. Nonostante il canale di comunicazione fosse disturbato e poco pulito. In più, venerdì c'era anche una special guest di tutto rispetto. Paolo Iocca, ex Franklin Delano e attuale mente e braccio dei Blake/e/e/e, instancabile protagonista della scena bolognese (e di riflesso italiana). Sul palco l'abbiamo visto alle prese con synth, basso, ovviamente, suoni di vario tipo, cori. E forse è stato lui a mettere lo zampino in certi attacchi di "power" o elettronica movimentata, quasi dance, davvero godibilissimi. Moretto, comunque, si è dichiarato bolognese a tutti gli effetti, visto che ormai "siamo sempre a suonare qua", ha detto al microfono. Sante parole.

Il mix di brani proposti ha accontentato un po' tutti. Pezzi nuovissimi e vecchissimi e, in mezzo, i più acclamati di "Technicolor Dreams". Il pubblico che si esalta, applaude, canta, balla sulle note di "Red Alert". Su "Plastic Romance", prima, e poi con la conferma definitiva della versione live di "Cornice Dance", il pensiero è uno solo. Un concerto degli A Toys, oggi, sembra un film di Tim Burton. Con voci e musiche un po' oniriche, da horror comico e irriverente, sorrisi malefici da un picture show all'italiana che fa sognare. Come se si fossero scrollati di dosso l'eredità beatlesiana, almeno dal vivo, che da sempre gli appioppano e finalmente avessere tirato fuori un'anima A Toys Orchestra.

La gente continua a chiamarli a gran voce, a spellarsi le mani, in fondo alla sala c'è pure un principio di rissa che, davvero, ai concerti di gruppi italiana proprio non ti aspetti. L'orchestra dei giocattoli continua a scambiarsi di posto sul palco, a ruotare nelle esibizioni come se fossero su una giostra di cavalli. E poi finisce tutto e fai fatica a uscire.

Parecchi sono rimasti fuori, tutti non ci stavamo. Pazienza, sarà per la prossima volta.



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