Zu - Cox 18 - Milano Live report, 22/03/2002

25/03/2002 di Luca Fusari



Sarò franco: sarà stato anche un concerto di ‘instrumental jazz-punk’, come recita il manifesto che annuncia le esibizioni del gruppo, ma quella degli Zu è stata un’esibizione che quanto ad intensità, energia, creatività e coinvolgimento, ha rappresentato quello che (almeno per il sottoscritto) si potrebbe/dovrebbe chiedere ad un concerto rock. Certo, non c’erano frontmen più o meno carismatici, non c’erano ritornelli da scandire a squarciagola (anzi le melodie erano anche piuttosto difficili da canticchiare), ma con il suo approccio - notevole dal punto di vista tecnico e creativo - il trio (batteria, basso elettrico e sempre piuttosto distorto, sax) ha saputo mantenere sempre altissima l’attenzione del pubblico con una musica fatta di stacchi veloci e precisi, improvvisazioni coinvolgenti, giochi ritmici ad incastro tra i tre affiatatissimi strumentisti - e questo senza mai sconfinare nel puro esercizio di stile (e anzi, ripeto, mantenendo alte l’attenzione del pubblico e l’intensità dell’esibizione come un gruppo rock dovrebbe saper fare). L’ultima parte dell’esibizione ha visto poi la partecipazione straordinaria al concerto dei tre A Short Apnea alle chitarre preparate, coinvolti in un vero e proprio ‘secondo tempo’ musicale diverso dal primo per intenzioni - l’improvvisazione l’ha fatta da padrona - ed atmosfere (più ipnotiche, ‘storte’ e meno frenetiche). Nel complesso, quindi, una serata decisamente riuscita, un’ottima maniera di far capire che spesso anche musica apparentemente ‘difficile’ può avere un potenziale comunicativo imprevisto ed altissimo.



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