Lacuna Coil - Crash Live @ Supermarket - Torino Live report, 04/03/2004

23/03/2004 di Domenico Mungo



I Lacuna Coil, quintetto Milanese di matrice Neo Gothic metal, approdano a Torino sull’onda del successo del loro ultimo album “Comalies” da cui è tratto il singolo “Heaven’s A Lie”, pluridecorato da una scintillante rotazione sulle emittenti di settore quali Mtv, All Music e Rock Tv. Ammalianti nelle seducenti vesti della frontgirl, l’affascinante Cristina Scabbia, i Lacuna Coil guidano gli ascoltatori in un incantevole immaginario a metà fra le ruggenti suggestioni del Power Metal di matrice scandinava e gotica, nebulizzato di sprazzi nu-metal. Contigui a mostri sacri del genere quali The Gathering and Moonspell, il loro sound trae origine nel roots metal per evolvere magistralmente verso orizzonti difficilmente classificabili per versatilità e melodie aspre e trasognate. Il magnetismo di Cristina Scabbia non rimane relegato nel suo indiscutibile appeal estetico, ma sfocia nei suoi vocalizzi arditi che ne fanno una combinazione tutta italiana fra Natalie Merchant e la Kate Bush del periodo aureo.

Il Supermarket al solito continua nella sua rassegna curata dalla crew di Crash Live, cercando di proporre sempre concerti all’insegna della qualità e del valore degli artisti al di là dell’hype trendistico del momento. Il colpo d’occhio è ottimo: più di seicento adepti affollano il tempio di Viale Madonna di Campagna 1 e l’attesa diventa palpabile già durante il set dei fiorentini Node, combo techno trash dedito a sonorità ruvide ma estremamente virtuosistiche che rimandano alla mente episodi coinvolgenti dei primi Anthrax, la violenza dei Fear Factory e alcune oscure allitterazioni del periodo speed dei canadesi Annihilator: thrash/death metal di stampo americano (Death e Stayer), influenzato nella produzione e nelle melodie dai capiscuola della scena scandinava (In Flames, Darkane, Soilwork, Entombed, At The Gates) e britannica (Carcass).

L’audience è già parecchio riscaldata quando i Lacuna Coil irrompono sul proscenio incendiando per più di un’ora il reattivo e coinvolto pubblico sabaudo. Una scaletta che non si risparmia, pescando a piene mani da “In A Reverie”, loro secondo lavoro del 1999, “Halflife EP” del 2000 e “Unleashed Memories” del 2001, detonante di originale suggestione con gli intrecci vocali fra Cristina e il cantante Andrea Ferro che, complementari e mai sopra le righe, in perenne alchimia di enigmatiche saghe metalliche e struggenti ballads neoromantiche, sono propedeutici al successo planetario di “Comalies”, il quale impone i Lacuna Coil come band di statura internazionale consolidata, in grado di competere per culto e professionalità con i mostri sacri del genere, viaggiare in lungo e in largo per il globo e entrare nell’immaginario collettivo grazie alla forza evocativa delle loro canzoni e delle immagini di un video (“Heaven’s A Lie”) fra i più accattivanti in rotazione. Infatti il climax di culto parossistico si verifica durante l’esecuzione di “Heaven’s A Lie”, vissuta come un rito a metà fra la nostalgia celtica e il futuro a stelle e strisce che attende i milanesi al varco. Un impatto di luci impressionante diviene complementare alla perfetta simbiosi della band che dal vivo ottiene il meglio di sè, abbattendo qualsivoglia barriera con i fans. Alla fine rimangono sul pavimento petali di rose nere e scaglie d’acciaio bollente. E non si fa fatica a comprendere come mai i Lacuna partiranno per gli States a ruota del tour dei P.O.D. e per ingentilire il carrozzone metal-liturgico dell’OzzFest prossimo venturo.



Foto by Morgana

Domenico Mungo ci racconta l'esibizione live dei Lacuna Coil in quel del Supermarket di Torino, nell'ambito di Crash Live, rassegna di cui si occupa di press office e booking. Una serata indicativa, pare, dello stato di salute di una band che nel maggio di quest'anno partirà per l'America per un tour assieme ai P.O.D.. Sì, proprio quelli di "Youth Of The Nation".

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati