Crash Management: 2 chiacchere sullo ShowCase

04/06/2000 di Franci



Rockit: Le origini di Crash Management ?

Pietro: Quando avevo 17 anni ho scoperto di avere il così detto gene organizzativo, ho fatto il rappresentante di istituto, quello della sinistra giovanile, e altre cose. Poi ho deciso di gestire un locale e ho organizzato concerti anche di Dinosaur Jr, Unsane ecc. ecc., dopo ciò il proprietario ha deciso che i concerti costavano troppo e ha preso l'indifferente decisione di fare del Sexy Bar, va beh mi fumo una sigaretta anche io. Ho conosciuto dei GURU come Daniele Foreni e Pennello di Jammai che mi hanno spronato in questa attività (che non è una attività, ma un hobby) e da quel momento ho iniziato ad interessarmi a gruppi come i Linea 77 e a tutta la scena indipendente/underground italiana. Ora la cosa sta ingrandendosi a palla, collaborazioni con Virus, concerti e via così.

Rockit: Perché uno show case?

Pietro: Discutendo con gli HOAT, ci siamo resi conto che in Italia non esiste molta possibilità di esibirsi dal vivo per i gruppi underground, e non c'è una scena forte, quindi ci siamo chiesti perché non fare un LOW BUDGET festival, mettendo in primo piano la promozione. In questo senso è stato un aggancio grandissimo la collaborazione con Rumore. Vorrei aggiungere che non è un concerto ma un'attività promozionale che punta a creare una scena. Le date finora hanno visto la partecipazione di raga entusiasti in ogni città dove abbiamo portato lo showcase , addirittura a volte ho visto le stesse facce.

Rockit: Le Date dello show case

Pietro: Al Pedro di Padova c'erano più di settecento persone. A Bologna è stato un successone, non mi aspettavo una cosa del genere, anche se giocavo in casa. Ci siamo trovati davanti a duemila persone, abbiamo persino registrato un Live per Rumore, che sarà pronto a breve. Dopo Milano seguiranno Firenze, Riccione e infine Torino.

Rockit: Qual è Il pubblico di Crash?

Pietro: A me fondamentalmente non frega un cazzo, possono venire quelli che ascoltano i Blink 182, Marilyn Manson, Rita Pavone…. L'importante è costruire una scena, una cultura che dia la possibilità a band underground di esibirsi, di esistere. La musica alternativa italiana ha sempre avuto dei picchi però sporadici. Con questo progetto ho voluto creare una scena che comunque alla fine non tutti si 'meritano'.

Rockit: Quali sono state le difficoltà incontrate nell'organizzazione dello show case?

Pietro: Innanzitutto avere cinque Band. Ventisette persone è una pacchia, poi ti droghi, ti diverti, ma è sempre un gran sbattimento. Inoltre, i locali, solitamente a livello organizzativo e promozionale, sono poco competenti, e a livello umano sottovalutano l'evento. Lode a Rumore e a Rock Sound che invece hanno fatto grande promozione.

Rockit: Come vedi la scena underground Italiana?

Pietro: Praticamente inesistente, soprattutto non abbiamo gruppi che sperimentano. In Italia non esiste il gene della sperimentazione, non ne abbiamo la cultura, le strutture, le possibilità. Ci sono costi eccessivi. I gruppi che suonano stasera hanno messo da parte dei soldi e per loro è più facile, ma per chi inizia le cose sono molto difficili. Le radio istituzionali fanno ascoltare merda, quelle indipendenti le solite cose come 99 posse e affini. Non per nulla per il mondo non siamo altro che Sanremo.

Rockit: La scuderia Crash

Pietro: Sono molto contento dei gruppi, passano dal post-hardcore di HOAT e Livello Zero al crossover degli Addiction . Gli Unwelcome hanno appena firmato per un'etichetta americana. Gli HOAT stanno partecipando ad una compilation in California, le soddisfazioni non mancano. Credo che in fondo in Italia di band di questo livello ce ne siano molte, il problema è valorizzarle.

Rockit: Cosa ne pensi della sponsorizzazione dei gruppi da parte delle grandi marche?

Pietro: Lo show case è sponsorizzato dalla Broke, una marca di vestiario. Ben vengano queste sponsorizzazioni se utili. Perché no alla Puma che sponsorizza il nostro prossimo tour estivo? Ovviamente bisogna mantenere però il controllo artistico e organizzativo totale della cosa.

Rockit: Crash e l'estero

Pietro: Crash è nata per il territorio Italiano. Sto ricevendo molte richieste di collaborazioni estere, però voglio principalmente occuparmi della nascente scena underground italiana. Naturalmente le collaborazioni con l'estero ci saranno sempre, come per gli Unwelcome, i Linea 77, gli HOAT ecc..

Rockit: Cosa ne pensi della SIAE?

Pietro: ULLA LAAA LAA…… la SIAE!!!!!!!!!!! Posso essere cattivo? E' una macchina allucinante, un mostro organizzativo, funziona bene quando vuole, però obiettivamente non la capisco. Ad esempio l'anno scorso con i Linea 77 abbiamo fatto 54 date, poi si è presentato un ispettore SIAE chiedendoci perché non ci eravamo iscritti, dicendoci che in 54 date saremmo stati in grado di guadagnare ADDIRITTURA 700.000 mila lire!!!!!!!!!! Allucinante….

Rockit: La musica e la rete

Pietro: Che figata!!!! E' veramente uno sboro totale, un gruppo del cazzo può promuoversi a palla senza una lira!!!! Scaricate tutto da internet!! Evviva gli Hackers!! Un plauso soprattutto a chi promuove la sua musica con il formato MP3. Mi dispiace per chi non ha ancora un computer, un giorno forse riusciremo a garantirlo a tutti.

Rockit: Un'impressione su Milano…

Pietro: E' una città stranissima, spesso mi intimorisce. Sono impaurito un po' anche per stasera perché non capisco mai quale sia la formula musicale giusta per questa città. Mi trovo a volte davanti a migliaia di persone e altre volte non c'è un cane - posso fare un rutto? UUUUGGGGGGHHHHHRRDF!!!!! - Eppure il 'bacino di utenza' è di milioni di persone!! So che funzionano molto i DJ set, ma questo accade un po' in tutte le città ultimamente.

Rockit: Progetti futuri? Fireball e altro..

Pietro: Lo show case continuerà anche in giugno e luglio, si chiamerà show case crash summer. Parteciperemo a vari festival in tutta Italia, il Beach Bum e altri, e ci sarà ancora il Fireball: l'anno scorso abbiamo contato 4000 presenze solo con gruppi italiani, quest'anno invece ci saranno anche gruppi stranieri. Saranno sempre due giorni nel verde, in mezzo alle colline. Purtroppo però siamo ancora 'pesci piccoli'…. facciamo sempre molta fatica e ci cagano a malapena!! Invito comunque tutti i lettori di Rockit a partecipare a questa e altre iniziative di Crash - A presto!!!!!!



SPECIALE CRASH PROJECT SHOW CASE

Tutti gli articoli di questo speciale:

2 Chiacchere con gli organizzatori
Recensione concerti: Crash Project Show Case
Intervista H-Strychnine
Intervista Hangin'on a thread
Intervista Addiction

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