Cronaca di un emergente diventato adulto

Certi dischi arrivano quando smetti di rincorrere tutto. È quello che è successo al rapper Rico Rua e al suo "Il senso del caos", primo album ufficiale dopo anni di singoli, mixtape e sogni ridimensionati. E trovare così il modo giusto di raccontare una generazione smarrita nella precarietà

Rico Rua è un rapper classe '97 originario di Pero, hinterland milanese, attivo nella scena cittadina ormai da diversi anni e con alle spalle anche una piccola esperienza in major a cavallo del covid, fresco della pubblicazione del suo primo disco ufficiale, Il Senso del Caos, un album indipendente che arriva dopo un percorso costellato di singoli, ep e mixtape.

Ai tanti che nell'ultimo decennio si sono avvicinati al mondo discografico con occhio critico cercando di capirne le dinamiche, il percorso di Rico Rua ricorderà la parabola di tanti ragazzi che hanno cominciato il percorso d'artista nella seconda metà degli anni '10, l'arco temporale in cui fare musica diventava accessibile ai più, ma nel mercato non si era ancora manifestato il sovraffollamento di artisti emergenti a cui abbiamo assistito negli ultimi anni.  

Un periodo storico in cui l'affermarsi della comunicazione social come mezzo di promozione musicale e delle piattaforme streaming avevano dato l'illusione che bastasse avere talento e dedizione per riuscire a "farcela", ritagliandosi il proprio spazio all'interno di un'industria che agli occhi di un teenager aveva tutte le sembianze di quel famoso Paese dei Balocchi di cui leggevamo da piccoli.

Come è stato ampiamente dimostrato, questa generazione di artisti ha però dovuto presto scontrarsi con le difficoltà ad emergere rispetto ad una scena sempre più stipata mentre le tendenze discografiche hanno poi favorito una seconda generazione di artisti emergenti in cui la componente più commerciale/pop della musica e dell'artista stesso era più immediata e percepibile da un pubblico più generalista, finendo per inserirsi in quello spazio che gli artisti di cui prima si erano immaginati per loro, salvo poi perdersi negli anni, frenati dal sopraggiungere della vita adulta e dai risultati ottenuti, non considerati sufficienti a rendere sostenibili le spese per la produzione musicale e la relativa comunicazione e proseguire il percorso da artista. 

Ed è proprio questo percorso burrascoso che ha alimentato il Caos di Rico, insieme alle difficoltà e le ansie della generazione dei Late Millenials, sbattuti a ripetizione tra crisi economiche, sociali e rivoluzioni digitali, e la presa di consapevolezza di maturità che accompagna l'avvicinamento e il superamento dei fatidici 30 anni, tra precarietà e i rimpianti che spesso seguono al duro confronto dei sogni e delle aspettative coltivate negli anni con la realtà.

Questo progetto rappresenta per Rico Rua un punto che non deve considerarsi di arrivo ma di realizzazione, un progetto in cui il talento espresso viene condito dall'esperienza, dove scrittura e produzione sono dettate dalla spontaneità e non dal cruccio del successo numerico ed economico, risultando ricercato ma autentico, ambizioso ma non ansioso. 

Lungo le 14 tracce del disco, Rico esplora alternando barre chiuse a strofe più melodiche sul tappeto strumentale disegnato da Metronome, co protagonista grazie a un lavoro di sampling che attinge da un ventaglio di generi che va dal funk alla dance, garantendo una varietà di suoni che rende moderno e scorrevole l'ascolto di un progetto che suona classic e in cui si percepisce l'eredità del sound sviluppatosi nei decenni a Milano, con le percepibili influenze su tutti, neanche a dirlo, di Gue. 

 
 
 
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Ad impreziosire il progetto sono presenti i featuring di Pito Roccia, storico amico e socio artistico di Rico nel singolo Tu Mi Fai e nella bonus track presente su Youtube e nei cd Afareidè, goliardico remake della hit Asereje, e di J Levis, rapper affermatosi negli ultimi anni come una delle novità più fresche del rap underground firmato MI, entrambi membri, insieme allo stesso Metronome e Mala, del collettivo BNSR.

A coronamento di un progetto concettuale sviluppato in ogni dettaglio, è andato online anche il sito di Rico Rua, una piattaforma interattiva che sviscera l’anima de Il Senso del Caos e cala l’utente in una dimensione digitale dove approfondire il concept del disco, visualizzare contenuti e merchandising e anche sbloccare la ghost track con dei classici del gaming dell’alba digitale.

Il Senso del Caos è quindi il risultato di un processo di maturazione su due diversi piani, quello artistico e quello personale, sfere che inevitabilmente collidono e si influenzano vicendevolmente e che portano l'artista a prioritizzare i risultati ottenuti a favore delle delusioni derivanti dalle aspettative, a essere orgoglioso di una community di fedeli composta dai fratelli storici, dai tanti collaboratori conosciuti negli anni di gavetta, dagli amici diventati fan e dai fan diventati amici, fattori impagabili da un punto di vista umano e che spesso sono mancati a chi invece negli ultimi anni è riuscito ad affermarsi a livello numerico per un breve periodo di tempo, senza poi riuscire a dare seguito al percorso.

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L'articolo Cronaca di un emergente diventato adulto di Cristiano Prataviera è apparso su Rockit.it il 2026-06-08 10:28:00

Tag: rap

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