CRONACA VERA: Nato con il sedere nel... Rubrica

12/03/2007 di Huyhnhnm

(Un panetto di burro - Foto da Internet)

Terzo appuntamento di "Cron@c@ Ver@" lo "scambio e-pistolare fra pistolini" curato da Huyhnhnm. Che questa volta è stato contattato da Mondo Marcio, che fra un concerto e l'altro ha trovato il tempo di raccontarci la sua vita. Ovviamente non è vero, ma questo - ahem - che ve lo diciamo a fare.



Huy, uomo, ho spacciatori di afghano e pakistano pronti a farmi fuori per il grano, li vedo intorno a me muoversi nell'ombra, pronti a fottermi due soldi, ma anche quando credi che non ci sia più niente da fare, passo dopo passo c'è sempre speranza, ho preso colpi così forti da far tremare un gigante… mamma non mi sono fatto la bua, io sono un bue, ma questa è veramente merda dell'altro mondo, uomo. Ormai è da tanto tempo che sto cercando la mia fede, io provo a guardare in alto, un marcio non s'è mai arreso, e se tutto va come deve questa è per l'eternità, daaaaamn uomo, Huy, daaaaamn.

Scusi, signor Huy, spero di non avere esagerato, e in ogni caso potrà rendersi conto rileggendo che non ho mai scritto una volta "cazzo" e neanche "pussy", anche se… anche se… Guardi, facciamo che scrivo tre volte "cazzo" - cazzocazzocazzo - e tre volte "pussy" - pussypussypussy -, almeno nessuno potrà sostenere che non sono marcio abbastanza. Però adesso basta con questa finzione, non ne posso più di presentarmi in pubblico, e ormai anche in privato, con questa maschera così, così, così… marcia.

Che sono nato con il culo nel burro è risaputo… Oddio, ho scritto culo, e ho pure usato il tempo presente quando invece… Aspetti che rifo. Che io sia nato con il sedere nel burro (e che burro: panna fresca scremata da latte di giornata; leggermente paglierino in primavera e in estate, quando le mandrie si nutrono dell'erba fiorita dei prati, più bianco d'inverno, quando le mucche si alimentano a fieno; il rilievo di un simbolo della montagna impresso sui panetti, la confezione e i sigilli fatti a mano. Non Le dico la marca, signor Huy, perché non è tra i miei sponsor), che io sia nato con il sedere nel burro - dicevo - è risaputo, c'è scritto anche sull'enciclopedia delle casalinghe, la Wikipedia.

Una cosa che lì non c'è scritta, però - la sanno in pochi, pochissimi eletti - è che all'anagrafe sono registrato come Gianmavco. Sì, pvopvio, volevo dire, proprio con la "v": la mia famiglia ha la erre moscia da non so quante generazioni, e io non sfuggo alla regola, anche se mi sono adattato a scviveve, pardon, scrivere la erre quando serve. Però - altra chicca per i lettori di Rockit – non la pronuncio mai neanche per sbaglio: tutte le erre contenute nei miei dischi sono state incise da Fabvi Fibva. Scusi, intendevo Fabri Fibra.

Non Le dico poi dove ho studiato, nel senso che non glieLo dico proprio: che figura ci farei con i miei fans, se sapessero che ho intagliato i banchi del castello di Rosey, a Rolle, e gettato mozziconi nei wc dei suoi bagni? Ma certo non ho mai frequentato quel liceo per pezzenti - "Giovanni Berchet": che cosa non ci si potrà mai aspettare da una scuola intitolata a un poetucolo? -, come riporta la solita enculopedia.

Madonna mia, che cosa ho scritto… mi deve scusare: ai figli della mia balia veniva su la cipolla dopo aver mangiato i fagioli con il suddetto ortaggio, che più di una volta al giorno non posso nominare senza ritrovarmi un eritema sotto le ascelle scolpite a rasoio da Roberto D'Antonio. Ogni tanto a me invece viene su un po' di marcio.

Che poi, di quello che pensano i miei fans - sarò sincero, signor Huy - m'interessa né punto né poco: passata la festa e gabbato lo santo, erediterò lo studio di avvocato (insieme a un mucchio di altra roba del mio papà: non vedo l'ora), e al posto di cantarlo, il mondo marcio lo difenderò, o meglio lo farò difendere in un'aula di tribunale.

Mi spiace un po' per quel giornale che hanno aperto quasi solo per me; si chiama XL come la taglia del mio cazzo... ecco, ci sono ricaduto
(ogesudamoreaccesonontiavessimaioffesonontivoglioffenderpiuomiocaroebuongesù)... tolti gli articoli che parlano del sottoscritto, il resto si divide tra pubblicità piene di modelli omosessuali, fumetti di seconda mano e download per scaricatori di porto: sono soddisfazioni, e ogni tanto si occupano di me anche nell'inserto, che però non mi piace perché la carta non è lucida (mi sembra che si chiami come quella delle banane, ma senza le banane).

Signor Huy, spero che mi capisca, mia madre voleva una figlia, mio padre una rockstar, a tutti e due i nonni piaceva bere, ed eccomi qui: i politici parlano e sono parole al vento, gli insegnanti parlano e sono parole al vento, mi sento il solo rimasto, frà, e no, non mi va di volare all'aldilà. Sono un malato di rap, questo è il mio stato. Signor Huy, sono io quel marcio triste e arrabbiato, suo M.M.



Commenti (4)

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  • Huyhnhnm 15/03/2007 ore 11:05 @huyhnhnm

    Ma MM ne ha sritto almeno un terzo... L'inizio e la fine sono un collage di una dozzina di testi suoi.

  • Nicola Bonardi 15/03/2007 ore 11:41 @nicko

    :]:]:]:]
    grande Ivà!

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