Estra - C.s.o. Rivolta - Margera - (VE) Live report, 04/11/2000

10/12/2000 di



Potrebbe risultare perfino noiosa e inutile un'altra recensione ad un show del quartetto proveniente da Treviso. Ma l’occasione è ghiotta, sia perché è l’ultima data del loro tour relativo a “Nordest cowboys”, ma anche e, soprattutto, per raccontarvi di una prestazione superba durata fin oltre le 2 ore e mezza.

Dalla premessa non è quindi difficile capire che nutro particolare stima per questo gruppo spesso sottovalutato dalle riviste di settore, forse perché da sempre vero e proprio ibrido tra l’indie-alternative italiano e la musica rock melodica. Capita perciò che in molti si chiedano ancora chi siano realmente gli Estra, mentre molti altri ne hanno già apprezzato il valore e lo spessore fin dagli esordi. E ai più non è bastato l’ultimo album per capire definitivamente la proposta dei nostri - sempre in bilico tra i due estremi di cui sopra ma, paradossalmente, genuina fino all’ultima nota come pochi altri.

E stasera lo hanno dimostrato, inondando il pubblico di watt e suoni senza dare tregua, snocciolando ben 24 brani del loro repertorio, tra cui due inediti che dovrebbero vedere la luce nel 2001. E proprio dagli inediti si potrebbe partire per intuire su quali binari si stiano dirigendo i nostri; adesso l’impasto chitarristico di Abe s’è fatto più crudo, quasi che a sprazzi il suono delle sue sei corde (quando Rickenbaker, quando Fender, quando Gibson…) faccia venire alla mente gli intrecci melodicamente noise dei Placebo. Ciò si è notato nettamente al momento di Puro però, secondo inedito di forte impatto e chiaro segnale dei territori che i nostri solcheranno nel futuro prossimo. Meno decifrabile è, invece, Perché?, ancora in fase di gestazione ma sempre riconducibile al loro personale dna.

Di tutto il resto, più che dei pezzi, c’è da raccontare della stupefacente carica energetica profusa durante tutto il live: se di Abe ho già scritto, non posso che accennarvi di un Estremo in piena forma, e di una sezione ritmica sempre più pesante e precisa (come d’altronde lo è sempre stata). Dirvi poi del tris d’apertura sarebbe come svelarvi il canovaccio dell’intero show; si inizia infatti con “Alterazione”, “La parte” e “Broken down”, 3 pezzi genuinamente rock che avrebbero tramortito chiunque. I successivi brani non sono nient’altro che continui saccheggi dai 3 dischi ufficiali più l’ep-raccolta uscito da qualche mese, dal quale Estremo & co. non ci hanno regalato nemmeno uno dei due splendidi inediti in esso contenuti - ed è forse questa l’unica pecca da registrare durante l’intero spettacolo.

Ma sono bastate le versioni di “Soffochi”, “Risveglio”, “Intimo”, “Vorrei vedere voi”, “Pietà” e la conclusiva “L’uomo coi tagli” a soddisfare le nostre orecchie assetate sempre della stessa solita cosa ‘astratta’: rock ‘n’ roll di cui gli Estra, stasera, ci hanno servito 24 portate al punto da saziarci almeno per 5/6 mesi.

Al loro cospetto, i supporter Quartafila non fanno storia, ma è vero che i primi spettatori accorsi sul luogo del concerto hanno apprezzato non poco la loro riuscitissima esibizione durata poco meno di tre quarti d’ora. Per adesso ancora ‘fuori dal mucchio’ di quelli che contano, ma con le carte in regola per diventare un giorno una ‘new-entry’.



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