Dalla 30 alla 21

13/12/2010

Le 100 canzoni dell'anno. In ascolto e raccontate da: Alex Urso (AU), Enrico Piazza (EP), Margherita di Fiore (MdF), Marcello Farno (MF), Sandro Giorello (SG), Stefano 'Acty' Rocco (Acty), Stefano 'Fiz' Bottura (Fiz).



30. Death In Plains
"Whirlwind"
Come travolti dal sole inatteso e superare i fraintendimenti di un amore instabile, questa è elettronica che tratteggia sorrisi e giuste dosi di malinconia, è l'abbraccio necessario che attraversa l'estate e fa passare l'inverno, la battaglia che ingaggi ogni giorno nonostante le infinite sconfitte, per un piccolo sorso di gioia. // MdF


29. Virginiana Miller
"L'inferno sono gli altri"
Gli anni passano, ma i Virginiana Miller continuano a scrivere canzoni da conservare nelle biblioteche come trattati di poesia. Convogliare Sartre, Bukowski e Nietzsche in una canzoncina pop sbarazzina come questa vale, ancora una volta, rispetto assoluto e dovere di ascoltare. // Acty


28. Baustelle
"Le rane"
La provincia, gli amici, le vite disinnescate, la malinconia struggente, abbiamo creduto di farcela, cosa siamo diventati e dove stiamo andando, dove ci siamo persi, quel bar nella piazza del paese, i provinciali bagni al fiume. questa canzone è uno specchio. ho pianto. e vaffanculo. // Fiz


27. Calibro 35
"Convergere in Giambellino"
Sfrecciando su una Ritmo per Milano, le gomme slittano sul pavè e i lampeggianti di una volante colorano il cielo. In un'epoca di plastica, i Calibro 35 suonano genuini come le parole di Nico Girardi nei poliziotteschi anni Settanta. E 30 anni dopo, l'Italia è ancora una nazione sotto lo stesso groove. // EP


26. Amor Fou
"Peccatori in blue jeans"
La rielaborazione degli anni settanta compiuta dagli Amor Fou è quasi un caso di studio. Riuscire a celebrare Morandi e Battisti con lo spirito del folk alternativo americano è impresa da applaudire. E "Peccatori in blue jeans" rappresenta probabilmente il loro manifesto d'intenti. // Acty


25. Verlaine
"Ti ho già detto il mio nome"
Torino, nella sua versione più universitaria e cinefila. L'amore visto dai divanetti di una sala di proiezione, gente che l'esame di educazione sentimentale l'ha passato al Cinema, con fidanzamenti lunghi e vissuti, e rotture ovviamente epiche, che ci metti anni per scordarle. La donna fa girare le cose e l'uomo non può far altro che offrile da bere. // SG


24. Colapesce
"Fiori di lana"
Lo sguardo nitido di un naufrago felice in attesa di scomparire negli abissi. Mood fiabesco per questo nuovo cantore italiano dalle mani palmate, i polmoni da balena e il suono gentile. Un tuffo al cuore che sa di vecchi amori che si rinnovano e di solitudini che si dissolvono. Godetevelo col massimo abbandono. // EA


23. The Record's
"Rodolfo"
Ok, forse il pop anni 60 - inglese o americano che sia – non è nel nostro Dna. Sarà, ma "Rodolfo" mi ricorda quei colpacci che accadevano tempo fa: Morandi che prende "Solitary Man" e fa "Se perdo anche te" e molti altri. Abbiamo sempre bisogno di canzoni così. Per fortuna i Record's l'hanno capito. // SG


22. Criminal Jokers
"Killer"
E sia chiaro, guarda che è tutto finto, che tra qualche anno verranno a dirci che era solo un bluff. Il futuro non esiste, eh? Giovani belli e incazzati, i Criminal Jokers, che ad averne un po' di più saremmo una nazione salva. Attitudine wave, irruenza punk, ed un coro che esplode in tutta la sua banalità, shalalalaaa... // AU


21. Distanti
"Limonare duro"
Ti hanno preso addosso. Da dentro. Che soffri, schiamazzi e limoni. E che ancora scrivi diari romantici. Alla tua età faresti bene a non piangere d'amore. Che ancora sei giovane, anche se ti senti cresciuta. Senti queste urla che escono dritte dal fegato e prova a fartene una ragione. E torna ad essere meno distante da me. // MF


Continua: dalla 20 alla 11



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