Dalla 70 alla 61

06/12/2010

Le 100 canzoni dell'anno. In ascolto e raccontate da: Alice Salvalai (AS), Antonio Belmonte (AB), Cristina Cipriani (CC), Filippo Papetti (FP), Mario Panzeri (MP), Michele 'Wad' Caporosso (Wad).



70. Canadians
"Leave no trace"
L'adolescenza (quella spensierata e disperata) fatta canzone. Ancora una volta un brano in pieno teen spirit: suoni solidi, tastierine, il sole d'estate e la malinconia da affogare nei mojiti. Uno di quei pezzi da viaggio in macchina col finestrino giù e il vento in faccia. "Like the summer rain I will leave no trace".// AS


69. Cut
"Awesome"
Da Bologna a NYC, per la precisione Lower East Side: in una botola c'è uno studio dove i CUT registrano il loro disco più potente e colorato. "Awesome" è due minuti e mezzo di misurata miscela post-punk addizionata di nitroglicerina blues da agitare a più non posso dal vivo. I Capi son tornati. // MP


68. Altro
"Ottimismo"
Una deflagrazione rumorosa, di urla e strepiti che non lasciano spazio per i respiri, due minuti scarsi di potenza pura. Un treno che corre, la batteria che picchia incessante come un piccolo motore, schegge impazzite di chitarre distorte. Corrente elettrica che ti fa muovere le gambe e ti scuote come un ramoscello al vento. // AS


67. Crimea X
"Kalatch"
L'ipnosi, sapete cos'è? Fenomeno psicosomatico che coinvolge sia la dimensione fisica, sia la dimensione psicologica del soggetto. Ecco, questo pezzo sarebbe perfetto per chi è in cura da qualche parte, clinica svizzera o viaggio solitario in Kurdistan. Tanto clean quanto patologico. E quindi? Curatevi. // Wad


66. Grimoon
"Orfeo"
Un cantastorie nella nebbia. Una voce piccola e incline a spezzarsi recita l'umanità del mito di Orfeo. Ne esce una cantilena, una filastrocca che ha il passo della neve. Leggera e con una patina fredda. Una leggerezza che si fa triste e rassegnata. "Non esiste la verità". E la neve in città marcisce subito. // CC


65. Welcome Back Sailors
"I'll be there"
Potrei guardarti negli occhi, concentrarmi sulle vene che ti si stringono attorno all'iride. Dirti sei bella. Mettere il lettore nel taschino della camicia, darti le cuffie e illuderti che tu stia sentendo il mio battito cardiaco. I'll be there, quella dei Jackson 5? (mi chiedi). Una specie, rispondo io. // SG


64. Piet Mondrian
"Apocalippo"
"Misantropia portami via". Basta questo, no? Un pezzo che prende per il culo dalla prima all'ultima parola, per la supponenza di tono e testo. Presa da sola, potrebbe essere una copia degli Offlaga Disco Pax. Nel suo contesto diventa invece il pezzo più incisivo di un album che mette insieme ironia, distacco e gusto pop. // MV


63. Vermillion Sands
"Razors"
Amarognolo e svogliato come la voce di Anna, ma al contempo energico e sexy, "Razors" è sintesi perfetta del suono della band veneta. Che continua a fare su e giù dal palco, migliaia di kilometri macinati, continuate così ragazzi, "It's a Long Way to the Top If You Wanna Rock 'n' Roll!"// MP


62. Fabri Fibra
"Vip in trip"
Il top di Fibra su major. L'Italietta ultracafonal degli anni Zero trasfigurata in un divertissement dal taglio grottesco e iperrealista, nella migliore tradizione del meta-linguismo rap. A metà tra il tormentone e la tragicommedia, la conferma di un grandissimo talento; dell'hip hop, e della musica italiana tutta. // FP


61. Spiritual Front
"Sad Almost A Winter"
La chiave magica per decodificare la nuova prospettiva lirico/musicale degli Spiritual Front: l'affrancamento dal folk-apocalittico degli esordi per il più romantico degli amplessi con il pop colto e decadente. La ballata perfetta dei sentimenti perduti, posta a presidio di una drammaticità insolitamente seducente e luminosa.// AB


Continua: dalla 60 alla 51



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